Questo sito e’ chiuso. Ci siamo trasferiti su: Parstoday Italian
Giovedì, 25 Luglio 2013 05:38

Il mese di Ramadan

Il Mese di Ramadan è sacro perché questo è il mese in cui fu rivelato il Sacro Corano e perché questo è il mese che contiene “Lailat-ul-Qadr".

 

Per questo motivo è opportuno conoscere qualche cosa circa questo Santo Libro, la più grande di tutte le Rivelazioni Divine, la miglior Rivelazione che i discendenti di Adamo hanno ricevuto dal loro Signore.

Il Messaggero di Dio (S) disse: “Iddio recitò la Sura Rah-Ha e Ya-Sin mille anni prima che fosse creato Adamo e quando gli Angeli le ascoltarono, esclamarono: - Congratulazioni a coloro cui simili parole sono state rivelate e congratulazioni ai cuori che le memorizzano e congratulazioni alle lingue che le recitano.”

Disse il Messaggero di Dio (S): “I cuori si arrugginiscono così come si arruginise il ferro”. Gli fu chiesto: “Che cosa rimuove questa ruggine?”. Egli rispose: “La recitazione del Corano e il ricordo della morte”.

 

I MERITI DI RECITARE IL CORANO DURANTE IL MESE DI RAMADAN

 

Colui che recita 10 versetti la notte non sarà annoverato tra gli indifferenti.

 

Colui che recita 50 versetti sarà annoverato tra coloro che ricordano frequentemente Dio (dhakirin).

 

Se recita 100 versetti sarà annoverato tra coloro che costantemente fanno du’a (qanitin).

 

Se recita 300 versetti sarà annoverato fra i vittoriosi (fa’aizin).

 

Se recita 500 versetti sarà annoverato tra coloro che pervengono al grado di Ijtihad (mujtahidin).

 

IL MESE DI RAMADAN E’ IL MESE DEL PENTIMENTO

 

Cos’è il pentimento? E’ sufficiente dire “mi pento e spero che Dio mi perdoni” per essere perdonati? Come si aspetta Dio che i Suoi servi peccatori cerchino il pentimento, e che sicurezza – se sicurezza può esserci – essi possono avere del fatto che Egli accetti il loro pentimento? Qual è la conseguenza se il pentimento di uno è respinto? Che possibilità abbiamo di salvare la nostra pelle dal fuoco dell’Inferno?

 

E rivelammo nel Corano ciò che è medicamento e misericordia per i credenti; ma agli iniqui esso non farà che accrescere il traviamento” (Corano 17, 82).

 

Nessuno è esente dal dovere di cercare il perdono di Dio e pentirsi delle proprie mancanze ed errori. Anche il nostro Profeta (S) usava chiedere perdono a Dio almeno cento volte al giorno, pur senza aver commesso alcun peccato.

 

Nella sura 9, At-Tawbah (Il Pentimento), rivelata a Medina nell’anno 9 dell’Egira e che è l’unica a non iniziare con l’invocazione abituale “Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole” poiché questa formula è annuncio di grazia e pace, mentre questa Sura contiene solo minacce per gli idolatri, dice, nel suo versetto 3: “Ecco, da parte di Dio e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio: "Iddio e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Iddio all'impotenza. Annuncia, a coloro che non credono, un doloroso castigo"

* * *

L’Islam enfatizza la trascendenza in ciò che si riferisce a questa vita, né più, né meno che come una opportunità unica e preziosa per prepararci alla vita reale prossima a venire: “La vita eterna”.

 

IL DIGIUNO NEL MESE DI RAMADAN

 

Il digiuno è uno dei rami della religione (furu-d-din) nell’Islam. Il calendario lunare dell’Islam ci offre il digiuno del mese di Ramadan 11 giorni prima ogni anno. Questo vuol dire che, in un ciclo di 33 anni, passa attraverso tutte le stagioni, una dopo l’altra.

 

Disse il Profeta Mohammad (S): "Il mese di Ramadan fu chiamato così perché esso tende a "ramad" i peccati, ovvero a cancellarli". Disse l'Imam Jafar as-Sadiq (as) “Digiunare non è solo astenersi dal mangiare e bere.” E poi nominò Maria (as), la madre di Gesù il Messia, che come ci dice il Sacro Corano, osservò il digiuno come sacrificio per Dio, e l’Imam continuò dicendo: “Quando si digiuna si deve controllare la lingua, abbassare gli occhi, e non bisogna arrabbiarsi o disputare, né invidiare nessuno”.

 

E l’Imam, proseguendo, fece questa avvertenza: “Quando digiuni, lascia che il tuo udito e la tua vista si astengano da tutto ciò che è illecito e da tutto ciò che è cattivo, e lascia l’ipocrisia da parte e non maltrattare i tuoi servitori o i tuoi sottoposti. Al contrario, adornati con la dignità che dà il digiuno e non fare del tuo giorni di digiuno qualcosa che non si differenzi da un altro giorno qualsiasi”.

 

L’INTENZIONE DI DIGIUNARE (NIYYAT)Per digiunare durante il mese sacro di Ramadan bisogna porre l’intenzione di fare questo sacrificio per conseguire la vicinanza a Dio (Gloria a Lui l'Altissimo) così come il desiderio e l’intenzione di purificarsi con esso, tanto fisicamente quanto spiritualmente. E’ scritto nel Safinat-al-Bihar che il Messaggero di Dio (S) disse che Iddio ordinò ad un gruppo di Suoi Angeli il compito di recitare suppliche per tutti coloro che digiunavano.

L’Imam Sadiq (as) affermò che se una persona digiuna in un giorno molto caldo e soffre la sete, Iddio incaricherà 1000 angeli perché gli inumidiscano il viso e gli trasmettano buone notizie; e quando poi romperà il suo digiuno, Iddio, il più Esaltato e Glorificato, si rivolgerà a lui con queste parole: “Che dolce è il tuo profumo e il tuo spirito! Oh, Angeli miei, siate testimoni del fatto che l’ho perdonato.”

 

ALCUNI BENEFICI DEL DIGIUNO

 

Nell’Islam, gli aspetti benefici spirituali, sociali, economici, politici e psicologici del digiuno sono interconnessi. La sua forma esterna regola la vita sociale e individuale del musulmano e lo conduce vicino al suo Creatore. La combinazione del digiuno con le orazioni e la meditazione può essere la miglior cura per le infermità fisiche e spirituali dell’essere umano. Il digiuno purifica l’anima, affina l’intenzione e trae abbondanti beni dall’Altissimo, Colui che è sempre nostro osservatore e desidera il meglio per i Suoi servi sinceri. Durante il mese di Ramadan i credenti imparano a controllare i loro desideri ed a riflettere sulle trasgressioni e le stravaganze e a non arrendersi alle basse passioni, ovvero ciò che fa degenerare l’essere umano e porta all’autodistruzione. Il digiuno fortifica la volontà, insegna ad essere pazienti e all’autodisciplina, all’abilità di sopportare gli infortuni della vita e a tollerare la fame e la sete. Tutto ciò rappresenta una chiara vittoria sui desideri illeciti e gli impulsi egoisti. Il digiuno insegna al credente ad abbandonare i vizi, a controllare le emozioni e gli istinti e a trattenere la lingua dal parlare inappropriato. Il digiuno anima lo spirito ad unificare i membri della comunità. Gli insegna umiltà e il sentimento di uguaglianza davanti a Dio – Gloria a Lui l’Altissimo. Il ricco deve compiere il digiuno come il povero, la donna come l’uomo. Incita lo spirito alla carità e alla compassione verso il povero e il bisognoso. Il mese di Ramadan è il mese del dare. E’ il mese per una vita sociale interattiva.

 

NORME DI CONDOTTA PER IL DIGIUNO

 

1) Preparare con anticipo il benvenuto all’avvento del mese sacro di Ramadan; pentimento, attenzione a non fare cose proibite, pagare debiti e regolare dispute che comportano rancore ed ostilità. Abbandonare le cattive abitudini e porre l’intenzione di digiunare durante il mese di Ramadan con sincerità.

 

2) Abbandonare dispute ed invidie. Non ferire nessuno con la parola. Conservare il silenzio. Recitare il Sacro Corano e fare tutto il bene che si è capaci di compiere.

 

3) Non proferire né ascoltare parole vane che distraggono dal ricordo di Dio

 

IFTAR – ROMPERE IL DIGIUNO

Siccome il digiuno nell’Islam non significa astenersi unicamente dal mangiare e dal bere, ma ha invece come obiettivo l’elevazione dello stato spirituale del credente, si sono stabilite certe pratiche e riti per l’ora della rottura del digiuno, norme che provengono dall’insegnamento del Nobile Profeta (S) e della sua Progenie (as).

 

1) Le invocazioni e le suppliche (dua’à) che si recitano nel momento di rompere il digiuno;

 

2) Dividere il nostro posto con i bisognosi e invitare alla nostra tavola gli altri fratelli.

3) Il cibo raccomandato per rompere il digiuno sono i datteri e un bicchiere d’acqua tiepida leggermente addolcita, così come il Profeta Mohammad (S) era solito fare.

 

CIO’ CHE INVALIDA IL DIGIUNO

Bere o mangiare, avere relazioni, mentire su Dio o sul Suo Messaggero (S), immergere la testa nell’acqua o inalare deliberatamente fumo. Restare in stato di impurità maggiore (non purificarsi dopo l’eiaculazione), masturbarsi, iniettarsi qualche liquido che giunga allo stomaco. Provocare deliberatamente il vomito. Deglutire intenzionalmente qualcosa che passi per la trachea o per qualche altro condotto aperto. Viaggiare, ovvero recarsi dal proprio luogo di residenza ad un altro luogo situato 27, 5 miglia o 50 secondo altre scuole. Ogni adulto mentalmente sano, uomo o donna musulmani, deve digiunare iniziando venti minuti prima che si alzi il sole. Il digiuno non è accettato senza le 5 orazioni quotidiane. Esentati dal digiuno sono i bambini, i ritardati e malati mentali, gli anziani e le donne mestruale o nella quarantena post-parto e così le donne che allattano e chi è malato.

fonte:Islamsciita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna