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Sabato, 12 Dicembre 2015 12:36

Iran, si celebra a Mashhad l'anniversario del martirio dell'Imam Reza (as)

Iran,  si celebra a Mashhad l'anniversario del martirio dell'Imam Reza (as)
Milioni di pellegrini si sono riuniti nella santa città di Mashhad per celebrare l'anniversario del martirio dell'Imam Reza (la pace su di Lui), l'ottavo Imam sciita.

Sono circa 2.850.000 fedeli in lutto, provenienti da quattro angoli dell'Iran e del mondo altri paesi, tra cui Iraq, Azerbaijan, Afghanistan, Pakistan e gli Stati arabi del Golfo Persico, che sono giunti sulla terra del Khorasan, dove sorge il mausoleo del sacro discendente del Profeta (Saw), per esprimere la loro devozione verso il nobile imam (as). Oltre 200.000 pellegrini, la maggior parte gli iraniani, hanno viaggiato a piedi per giorni per partecipare alla cerimonia di lutto. Simili cerimonie sono in corso in moschee e altri centri religiosi in altre città del Paese anche ricordare il tragico evento. L'Imam al Reza fu martirizzato per mano del califfo abbaside Ma'mun nell'anno 818 AD.

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Ali Ibne Mussa al-Reza, nato l’11 Ziqadeh dell’anno 148 dell’Egira era figlio del settimo Imam Musa al-Kazim, e fu nominato Ali. Il suo imamato cominciò dopo il martirio del suo nobile padre nell’anno 183 dell’Egira. I primi dieci anni del suo imamato furono contemporanei al califfato di Haroon della dinastia Abbaside, mentre gli ultimi 5 anni dell’imamato del nobile imam, coincidevano con il califfato di Mamun, sempre della dinastia Abbaside.

Mamun vedeva in pericolo la sua dinastia perciò invitò l’Imam a raggiungerlo nella sua capitale di Marv e designò addirittura l’Imam Reza come suo successore al Califfato per diminuire le pressioni e neutralizzare eventuali minacce da parte di Alawiti e persiani contro il suo apparato. L’Imam Reza, venne obbligato ad accettare questa proposta, ma fece sapere alla gente, come aveva fatto in precedenza l’Imam Hassan quando accettò la pace imposta da Moaviah, che non condivide le politiche di Mamun.

E così Mamun, che non riuscì a far entrare l’Imam nei suoi giochi politici, seppe che la determinazione ed il carattere dell’Imam non è altro che un vero e proprio pericolo per la sua dinastia tirannica, e decise di avvelenarlo. E cosi l’ottavo imam degli sciiti nell’ultimo giorno del mese di Safar, raggiunse il martirio avvelenato da Mamun.

Il suo Imamato durante il regno di Mamun

Gli Iraniani avevano sempre riposto un’importanza particolare ai governanti Abbassidi  poiché alcuni di essi furono Abu Muslim Khorasani, i Barmakidi, la famiglia di Sahl e Taher Zu’l Yaminain che erano tutti Iraniani. La stessa madre di Mamun, Marajel, era una schiava Iraniana. A causa del sostegno datogli dagli Iraniani nella sua lotta contro Amin, egli scelse il Khorasan come luogo del suo califfato con Merv (l’attuale Turkmanistan) come capitale.

Mamun, comunque, dovette affrontare una crisi politica molto tesa. Dopo la sconfitta e l’uccisione di Amin, gli Shi°iti, stimolati dalle frequenti persecuzioni e torture dei califfi, e realizzando che la nuova capitale, Merv, era lontano in Khorasan, si sentirono sicuri abbastanza per iniziare la loro attività rivoluzionaria nelle terre Islamiche contro il regime Abbasside. Inoltre, a Baghdad, qualche irriducibile seguace di Amin si scagliava ancora fortemente contro Mamun.

Il nuovo califfo realizzò che la situazione politica era difficile e, dopo essersi consultato con Fazl Ibn Sahl, giunse ad un piano intricato per nominare l’Imam Ridha’ (as) come suo erede legittimo poiché la popolarità dell’Imam tra i Musulmani era rispettata, onorata e tenuta in alta stima.

La ragione per la scelta dell’Imam Ridha’ (as) da parte di Mamun era quella di raggiungere i suoi scopi politici che possono essere classificati come i seguenti:

• Consolidare il suo regno traballante

• Rafforzare gli organi di governo

• Giocare sui sentimenti di entrambi i partiti, gli Shi°iti e gli Abbassidi

• Prevenire le masse a prestare fedeltà all’Imam Ridha’ (as) a Medina (poiché egli intendeva avere l’Imam sotto il suo controllo a Merv)

• Legittimare il califfato poiché l’accettazione dell’Imam Ridha’ (as) avrebbe apportato il sostegno popolare nei confronti del suo regime

• Far credere alle genti che il califfato e l’Imamato erano una stessa essenza

• Dimostrare il suo potere e ammonire gli oppositori Abbassidi per aver rotto il giuramento con lui

• Distruggere l’appello socio-religioso e il fervore degli Shi°iti tra le masse coinvolgendoli nella politica.

Mamun, infatti, voleva offuscare l’immagine degli Imam (as) e della Casa del Profeta, tentando di far apparire la loro autorità come meno importante del potere mondano, e non appena quest’ultimo gli sarebbe venuto offerto, essi lo avrebbero accettato.

Scrutando le vicende passate, Mamun giunse alla conclusione che la principale causa del fallimento dei califfi Ommaiadi e Abbassidi contro gli Shi°iti, era la misericordia e la giustizia degli Imam infallibili (as), fattori che attraevano il sostegno popolare a sé contro i governanti. Egli pensò che la popolarità degli Shi°iti tra le masse cresceva perché questi erano fuori dalla politica dei governanti. Quindi, progettò di coinvolgere gli Shi°iti in politica rendendo il popolo cosciente delle loro susseguenti azioni, determinando la popolarità religiosa e rispettando la loro posizione nella società, ma tenendoli comunque sotto il suo controllo.

Sebbene, dopo la nomina dell’Imam Ridha’ (as) come suo successore, Mamun iniziò ad intraprendere il suo disegno sinistro, egli non tenne in considerazione un importante fattore: cercando di identificare l’Imamato in quanto sinonimo di califfato, come risultato da parte delle masse ottenne un aumento dell’amore verso l’Ahl ul-Bayt (as), la cui guida e influenza politica si rafforzò ulteriormente.

segue

 

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