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Sabato, 12 Dicembre 2015 08:06

La vita di Imam Reza (AS)

La vita di Imam Reza (AS)
L’Imam ‘Ali ibn Musa (A), detto anche “ar-Ridha” (colui che è soddisfatto), nacque il 11 di Dhu al-qadha dell’anno 148 dell’Egira. Suo nonno, l’Imam as-Sadiq (A), morì un mese prima della sua nascita. Sua madre era una schiava che si chiamava Umm al-Banin al-Tahirah nota anche come “Najma”.

Dopo il martirio dell’Imam al-Kadhim (A), Harun al-Rashid visse per altri dieci anni. Durante gli ultimi anni della sua vita, i suoi due figli, Amin e Ma’mun, si contendevano la successione del califfato. Amin era il primogenito di Zubaydah, la nipote di Abu Ja’far al-Mansur, e quindi aveva a sostegno l’élite degli arabi. Ma’mun, invece, era nato da una schiava persiana e, di conseguenza, tutta la nobiltà persiana gli era favorevole. Harun al-Rashid, prima di morire, conferì le terre arabe a Amin e la Persia a Ma’mun. Comunque, dopo la morte del padre, i due figli iniziarono una guerra civile che durò per ben quattro anni e, infine, Ma’mun ne uscì vincitore divenendo il nuovo califfo.

Dopo l’uccisione di Amin, Ma’mun doveva conquistarsi sia la fiducia degli arabi che controllare le masse del Khorasan, zona che sin dal tempo degli Ommaiadi era stata il rifugio dei simpatizzanti dell’Ahl al-Bayt. Egli decise quindi di dare sua sorella Umm Habiba in sposa all’Imam ar-Ridha (A). Inoltre egli decise di nominarlo come suo futuro successore. Nonostante l’Imam - cosciente della malvagità di Ma’mun – rifiutò inizialmente l’offerta, in seguito fu costretto ad accettarla per salvare la sua vita e quella di molti dei suoi sciiti.

In realtà l’élite araba dei Banu ‘Abbas non fu molto contenta della decisione di Ma’mun di nominare come suo successore l’Imam ar-Ridha (A). D’altra parte, il neo-califfo Abbasside – trovandosi in mezzo a due fuochi - non ebbe altra scelta.

L’Imam ar-Ridha (A), lasciò quindi Medina, ivi incluso suo figlio Muhammad Taqi (A) che aveva soli cinque anni, e raggiunse Marw: la capitale del regno di Ma’mun. Fu proprio a Marw che l’Imam comprese definitivamente di non avere altra scelta all’infuori dell’accettazione delle offerte di Ma’mun.

Per quanto concerne il suo viaggio, un dei suoi accompagnatori, Raja’ ibn al-Dhahhak, narra di averlo sentito recitare adhkar (pl. di dhikr, ricordo d’Iddio) in continuazione e di non aver mai incontrato nessuna persona più pia e timorata d’Iddio dell’Imam ar-Ridha (A).

La sapienza e la saggezza dell’Imam ar-Ridha (A) costrinsero Ma’mun a diffondere le scienze anche all’interno della sua corte. Egli invitò vari sapienti appartenenti a differenti branche religiose e scientifiche affinché potessero fermare, in qualche modo, la fama dell’Imam, ma nessuno di essi fu in grado di metterlo in difficoltà e questo, di fatto, aumentò la sua popolarità. La sua conoscenza, infatti, pareva non avere limiti.

Inoltre, nonostante la sua nomina ufficiale, egli non si lasciò mai trarre in inganno dalle lusinghe di questo mondo. Per esempio, invece di riempire la sua abitazione di tappeti e tessuti decorosi, egli si accontentava di avere un tappeto assai ruvido per l’inverno e uno di paglia per l’estate. Inoltre, prima di iniziare a mangiare, si assicurava sempre che tutti i membri della sua famiglia, ivi inclusi gli schiavi, avessero mangiato a sufficienza.

Il modesto stile di vita dell’Imam ar-Ridha (A) e la sua assoluta umiltà stavano attirando sempre di più il supporto delle masse popolari mentre il regime degli Abbassidi si sentiva sempre più minacciato dalla figura dell’Imam. Fu così che Ma’mun decise di far avvelenare l’Imam ar-Ridha (A). La causa del martirio dell’Imam fu un grappolo d’uva avvelenato che gli venne offerto ed egli morì il 17 di Safar dell’anno 203 dell’Egira. Dopo la sua morte, Ma’mun si finse dispiaciuto della perdita dell’Imam e lo fece seppellire vicino a suo padre Harun al-Rashid. Ben presto la città di Marw prese il nome di “Mashhad” che significa “luogo del martirio”.

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