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Venerdì, 24 Luglio 2015 04:11

Gli studiosi musulmani che hanno rivoluzionato il mondo (2)

Dalla matematica alla filosofia, passando per la medicina e la sociologia: la storia del mondo islamico pullula di grandi studiosi e pensatori che hanno rivoluzionato le loro discipline e anche il corso dell’umanità.

 

Ibn Khaldun. Nato a Tunisi nel 1332, è considerato il precursore della sociologia moderna. Dopo la morte dei genitori, appena 15enne Ibn Khaldun si trasferisce a Fes, in Marocco, per unirsi al Consiglio dei Saggi. Viene ricordato per il suo capolavoro “Al-Muqaddima”, nel quale cerca di determinare le causa dell’ascesa e della caduta delle dinastie arabe.

 Ibn Sina (Avicenna). Nato nel 980 in Iran , è considerato il padre della medicina moderna. Autore del celebre “Qanun” (o Canone), Avicenna fu un bambino prodigio: a 16 anni, dispensava il suo sapere a illustri medici dell’epoca. Grazie al suo lavoro, molte malattie furono finalmente diagnosticate e curate, come la meningite e il diabete.

Muhammad al-Idrisi. Nato a Ceuta, è stato uno dei pionieri della geografia descrittiva. Su richiesta del re di Sicilia, al-Idrisi ha viaggiato nel Mediterraneo al fine di descrivere l’Italia, la Spagna e l’Africa settentrionale, realizzando la sua opera principale nota come “Il Libro del Ruggero”. Più tardi, ha redatto un’opera più completa dal titolo “Rawd-Unnas wa-Nuzhat al-Nafs” (“Piaceri dell’uomo e gioie dell’anima”), nel quale descriveva l’insieme delle specificità geografiche accanto agli usi e i costumi locali.

Jabir Ibn Hayyan (Geber). Nato nel 721 in Persia, ha trasformato la chimica da arte occulta a disciplina scientifica. I suoi trattati sono stati a lungo un punto di riferimento per gli alchimisti europei. Ha posto le basi per la chimica moderna. Gli si attribuisce inoltre l’invenzione di diversi strumenti di laboratorio usati ancora oggi, come il noto alambicco.

Muhammad ibn Ahmad ibn Rushd (Averroè). Vissuto tra la Spagna e il Marocco, Averroè fu soprannominato dai suoi compagni “il Commentatore”, grazie all’analisi delle opere di Aristotele che lo renderanno celebre in Occidente. 

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