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Giovedì, 12 Febbraio 2015 09:33

La Rivoluzione Islamica dell’Iran (1)

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso “In verità ti abbiamo dato al-kawthar”  La cultura, la civiltà e gli elementi positivi nella vita sociale dell’essere umano sono indebitati più di ogni altra cosa con il sacrificio di quelle persone saggie che, con i loro nobili ideali, hanno invitato l’umanità verso l’equità, la giustizia e la libertà, verso la felicità e l’eternità e verso una Verità che è più grande del tangibile e dei fenomeni del mondo materiale.

Queste persone possono essere divise in due gruppi: quelli che hanno semplicemente mostrato la via e custodito una scuola di pensiero attraverso una lotta culturale o stabilito un sistema dottrinale e una base filosofica; e coloro che, oltre ad aver iniziato movimenti e cambiamenti culturali, sono entrati personalmente nell’arena per mutare lo status quo e stabilire l’ordinamento desiderato. Questi ultimi sono pronti a sacrificare le proprie vite nella lotta per realizzare i loro obiettivi.

I grandi uomini che hanno dimostrato la verità della loro via e dei loro ideali nella pratica – e ovviamente sono costoro ad aver causato i più perpetui e profondi cambiamenti sociali – hanno creato la vera cultura e civiltà e hanno influenzato, in misura straordinaria, la vita personale e sociale dell’essere umano. Le scene più splendenti della storia umana sono state realizzate senza dubbio grazie alle loro battaglie. A capo di questa carovana di luce si trovano i grandi profeti e gli uomini divini. Il fenomeno della Rivoluzione Islamica e il Movimento dell’Imam Khomeyni possono essere compresi solo guardando il contesto di questo viaggio e da questa prospettiva. In realtà, se non ci fossero stati i movimenti dei profeti, e le altre sollevazioni che hanno avuto luogo per assicurare la continuazione del loro sentiero, la vita dell’essere umano sotto il governo degli autocrati e degli adoratori di passioni e l’egotismo degli esseri umani empi avrebbero potuto trovare altra rappresentazione che una palude fetida traboccante di oppressione e ingiustizia? Solo, l’Imam Khomeyni ha afferrato la torcia della guida della Nazione Islamica (Ummah), e nessuno avrebbe creduto che i suoi raggi luminosi avrebbero un giorno raggiunto gli angoli più sperduti del mondo e illuminare il sentiero dei mujahidin e combattenti nell’Est e nell’Ovest.

 

Uno dei tunnel utilizzati dai mujahedin di Hezbollah in Libano durante la guerra del 2006 contro Israele

 

Raccontare gli eventi storici passati delle nazioni e le rivoluzioni non è utile semplicemente perché chiarisce i fatti e blocca la strada alla distorsione, ma comprendere il passato è anche una necessità inevitabile per assicurare la continuazione del sentiero per le generazioni future. Dal tempo in cui il destino dell’Islam è caduto nelle mani di capi inadatti, e i nemici della religione di Dio hanno disperso la Nazione (Ummah) del Profeta dell’Unità con l’arma della discriminazione, e i vasti domini dell’Islam sono stati divisi e collocati nelle mani dei governi corrotti - fino al tempo in cui l’epoca presente ha testimoniato l’entusiasmo per la chiamata della Rivoluzione islamica - nei paesi islamici le rivoluzioni dei rinnovatori hanno continuato ad avere luogo. Comunque, ognuno di questi movimenti, per varie ragioni inclusa la mancanza di strutture e condizioni appropriate e in molti casi a causa dell’assenza di una guida purificata, decisa e forte, è stato fermato all’origine o nel mezzo del percorso, o il tradimento li ha obbligati a deviare il sentiero. Ovviamente, il risultato di queste continue lotte e nobili sollevazioni è stato tale che le parole d’ordine e gli ideali dell’Islam sono stati mantenuti in vita nonostante i terribili eventi che hanno avuto luogo nella vita della Nazione islamica nel corso della storia.

La genesi della rinascita scientifica in Europa (gran parte della quale è indebitata al trasferimento nella regione dell’esperienza, scienza e capacità dei musulmani, un fatto che gli storici occidentali hanno appena riconosciuto nei loro libri), seguita da un periodo di progresso industriale, invenzioni e successive scoperte, influenzò l’imposizione del potere politico dell’Occidente, come amara realtà, sul Terzo mondo e i paesi islamici e creato una distanza tra loro che è aumentata giorno dopo giorno a favore dell’Occidente. Espansionismo ed egemonia, due elementi ereditati nella cultura neo-colonialista dell’Occidente, insieme con il progressivo sviluppo, hanno portato o aumentato il dominio dell’Occidente su vaste aree del mondo islamico. Molti paesi islamici apparivano già tra le colonie europee, ma con il sorgere degli Stati Uniti come nuovo potere egemonico e aggressivo, i problemi del mondo islamico sono aumentati. Anche le due Guerre Mondiali hanno lasciato il loro segno, e preparato il terreno per la futura dominazione occidentale. I movimenti e personalità dipendenti dell’Occidente sono stati individuati tra gli elementi in possesso di deboli principi e che ricoprivano alte posizioni e potere nei paesi islamici, e a loro venivano, attraverso numerosi inganni, concesse le redini del potere.

Sotto simili circostanze, l’Islam - che era l’ultima e più completa delle religioni divine e il prodotto di tutte le lotte dei profeti, e che attraverso la devozione del Profeta Muhammad (S) e dei suoi Compagni aveva sia dai primi giorni della sua esistenza e in un breve spazio di tempo passato i confini degli imperi Sassanide e Bizantino - era ora stato disperso, abusato e alienato dalla vita sociale dei musulmani. Spogliato di tutti le sue proprietà donatrici di vita dalle potenze egemoniche, attraverso la propaganda dei nemici e la distorsione di quegli akhund dipendenti dai regimi corrotti, l’Islam era stato degradato entro i confini dell’adorazione e delle pratiche personali.

Il sorgere del comunismo, con i suoi slogan ingannevoli e apparentemente rivoluzionari, sollevò futili speranze, inizialmente nei cuori di molti europei e poi nei cuori degli asiatici e africani. Comunque ciò non solo non ebbe effetti positivi sulla situazione dolorosa delle società islamiche, ma causò anche l’apparizione di un altro potente blocco imperialistico. La lotta senza fine dei comunisti contro la religione, la formazione di partiti di sinistra dipendenti dal blocco comunista in molti paesi islamici, e in alcuni casi la formazione di Stati fantoccio comunisti, aprì un nuovo capitolo nella dolorosa e problematica storia dei musulmani.

La scoperta di enorme risorse di petrolio nella regione del Golfo Persico e in molte altre aree del mondo islamico divenne base e potente motivo per ulteriori intrusioni e una maggiore supremazia delle potenze dominanti mondiali, ancor prima di diventare un raggio di speranza per il miglioramento delle terribili condizioni del mondo islamico. Le nuove divisioni politiche e la polarizzazione del mondo in due sfere dopo la Seconda Guerra Mondiale ampliò l’assalto dell’Est e dell’Ovest contro le terre musulmane e aumentò il desiderio di avarizia per il dominio. Il fuoco delle battaglie locali divampò. La terra santa, la terra della prima qiblah dei musulmani, venne consegnata ai sionisti, e l’usurpatore governo di Israele venne collocato come un pugnale nel cuore dei paesi islamici. La relativa vigilanza dei musulmani e la loro collera per l’occupazione di Quds (Gerusalemme) venne duramente repressa nella sua ‘infanzia’, e l’idea dell’unità islamica contro i nuovi nemici venne dimenticata dai sentimenti nazionalisti e dagli slogan promossi dai nemici. Sebbene alcuni dei nazionalisti, come Jamal Abdul Nasser, lavorassero per il popolo ed ebbero successo nell’intraprendere alcuni passi positivi in certe fasi della storia, nel complesso, il movimento nazionalista era un mero strumento, propagato sia dal blocco orientale che da quello occidentale, per ostruire la realizzazione della vera unità islamica e controllare e limitare la rabbia dei musulmani derivante dalla loro situazione potenzialmente esplosiva in un’area specifica. Non solo il pan-arabismo, il pan-turchismo, il pan-iranismo e altre inclinazioni simili non agirono mai come una potente azione di leva contro l’aggressiva cultura occidentale, ma operavano sempre come uno strumento per aumentare le differenze interne e spostare l’attenzione dei musulmani dai nemici reali. In realtà il nazionalismo era uno strumento nelle mani di queste potenze che cercavano il dominio.

L’Iran aveva svolto il suo ruolo come una delle regioni più sensibili del mondo islamico durante i differenti periodi della storia islamica. Dai primi secoli dell’Islam è stato riconosciuto essere uno dei centri di difesa della sollevazione di Abi Abdullah [l’Imam Husayn (su di lui la pace)] contro gli Omayyadi. Comunque, nei tempi recenti, la situazione non era migliore di quella degli altri paesi islamici. Nel periodo dei Qajar, e a causa del loro tradimento, importanti aree dell’Iran erano state cedute ad altri. Il movimento costituzionale che, guidato dagli ulamà e fuqaha dell’epoca, suscitò speranza nei cuori dei musulmani, venne soppresso. Sotto pressione dei governi, e a causa del tradimento dell’intellighenzia irreligiosa, la guida venne tolta dalle mani degli ulamà, il sentiero del movimento venne deviato e, di conseguenza, rafforzato il dominio dei regnanti corrotti.

L’importanza strategica dell’Iran; il suo accesso alle acque calde del Golfo Persico; la fertilità e vastezza della sua terra; la varietà del clima; la popolazione del paese; la scoperta di ampie risorse petrolifere e di minerali nel sottosuolo e il confine comune dell’Iran con Tsarist Russia prima, e con l’Unione Sovietica poi, erano alcuni dei fattori che attirarono gli sguardi bramosi delle nuove potenze in questa regione. La profonda credenza e i sentimenti religiosi del popolo iraniano furono comunque sempre il principale ostacolo sul sentiero delle potenze egemoniche.

In accordo ai documenti storici e alle confessioni dei responsabili del regime Pahlavi, il colpo di Stato di Reza Khan del 21 Febbraio del 1921 (2 Esfand 1299 dell’Egira Solare) venne organizzato dagli inglesi. Il risultato fu il rafforzamento di una delle più dittatoriali forme di governo sul popolo dell’Iran. La politica pubblica dettata da Reza Khan era quella di imitare Ataturk nell’area del secolarismo e dell’occidentalizzazione. Il decreto che proibiva le cerimonie religiose e la rimozione forzata dello hijab delle donne [l’obbligo di rimozione del loro velo] vennero formalmente emessi e applicati e diventarono il simbolo dell’occidentalizzazione e della subordinazione del nuovo governo. Le rivolte dei credenti e degli ulamà a Mashhad e Isfahan e in altre regioni dell’Iran vennero duramente represse; le uccisioni avvenute nella moschea Gawhar Shad a Mashhad il 12 Luglio 1935 (21 Tir 1314 AES) servirono da esempio.

 

Contemporaneamente alla vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale – durante il corso della quale alcune regione settentrionali e meridionali dell’Iran erano occupate dalle potenze aggressive – si tenne a Teheran la famosa conferenza dei capi di Stato Alleati (Churchill, Stalin e Roosevelt). Le nuove politiche delle potenze egemoniche richiedevano un cambiamento nei metodi di governo e la familiarizzare dei regimi-fantoccio con sviluppi nel mondo. Allo stesso modo in cui gli Alleati avevano messo Reza Khan al trono, essi stessi ora lo rimuovevano e lo bandivano dall’Iran. Muhammad Reza Pahlavi che, secondo le confessioni del suo stretto consigliere (Generale Ferdust), era stato attentamente supervisionato, protetto e ammaestrato dal governo britannico sin dalla sua gioventù, venne messo al potere e un altro capitolo di dolore e tirannia si aggiungeva alla storia della nazione iraniana.

Fu in simili circostanze che le potenze egemoniche nella guerra promossero nel Terzo Mondo e nei paesi islamici - Iran incluso - un’ondata di xenomania per l’Occidente sotto il nome di “intellettualismo”, e per il blocco oriente sotto il nome della “rivoluzione”. Il fattore comune ad entrambi i movimenti era la forte opposizione alla religione e alle parole d’ordine e manifestazioni religiose. Sfortunatamente l’ampia campagna propagandistica dei nemici per separare la politica dalla religione e alienare le categorie religiose dalla politica ebbero un profondo successo nell’influenzare inconsciamente la prospettiva della popolazione e anche l’opinione di coloro che si trovavano negli stessi centri teologici. Il ruolo degli ulamà venne confinato alla conduzione delle formali cerimonie religiose e al tenere edificanti sermoni e lezioni mentre gli attacchi contro di loro da parte del governo si diffondevano e prevaleva un’atmosfera carica di pensieri politici e ideologici deviati. I sentimenti della vulnerabile gioventù venivano diretti verso idee di partiti devianti e politicamente succubi, come il partito Tudeh, o gente senza Dio come Kasravi.

L’Imam Khomeyni nacque il 24 Settembre 1902 (2 Mehr 1231 AES) in una famiglia di conoscenza (‘ilm), lotta (jihad) e migrazione (hijra). I suoi primi giorni vennero segnati dalla contesa tra il suo nobile padre e i khan e capi regionali che successivamente terminò con il martirio di suo padre. Gli anni dell’infanzia e della gioventù dell’Imam coincisero con un periodo di crisi politica e sociale in Iran. Il suo spirito sensibile, imbevuto dal desiderio di combattere l’oppressione e le condizioni esistenti a quel tempo lo motivarono, fin da quell’epoca, a familiarizzare con i problemi politici e le pene e problemi che affliggevano la sua nazione. Uomo di eccezionale capacità, l’Imam Khomeyni completò rapidamente i vari corsi di scienze islamiche che aveva intrapreso. In aggiunta alla giurisprudenza islamica [fiqh] e ai principi di giurisprudenza [usul], egli studiò ad alti livelli anche filosofia e gnosi [‘irfan] con i più grandi maestri di quel tempo. Dopo la migrazione dell’Ayatullah Ha’iri a Qom, e la successiva creazione lì di un centro di studi religiosi (Hawza Ilmiyah), anche l’Imam Khomeyni, con grande piacere, si trasferì e stabilì lì.

Come menzionato precedentemente, durante questo periodo un’ondata di ostilità verso l’Islam venne promossa nei paesi islamici dagli inglesi e dagli altri governi imperialisti. In Iran gli agenti del governo di Reza Khan, in collusione con i cosiddetti intellettuali irreligiosi, promuovevano le idee del Bahaismo e del Wahhabismo. In un’epoca in cui un’atmosfera di intensa paura prevaleva nell’istituzione religiosa, e la sua politica era quella del silenzio di fronte alle atrocità del governo, l’Imam Khomeyni, nella sua prima reazione, nel 1943 (1322 AES) (due anni dopo l’espulsione di Reza Khan) scrisse il libro “Kashf al-Asrar”. In questo libro l’Imam rifiutò le accuse dei nemici anti-religiosi e in numerosi passaggi attaccò apertamente il regno Pahlavi per i suoi crimini. Poco tempo dopo, in un tagliente proclama politico che iniziava con la Sura XXXIV versetto 46 del Corano: “Di': “Ad una sola [cosa] vi esorto: sollevatevi per Dio”, egli esortava tutti gli ulamà dell’Islam e la nazione iraniana a sollevarsi contro la situazione attuale delle cose.

L’atmosfera di paura prevalente nella società, il torpore esistente nella Hawza e le dispute politiche che ebbero luogo furono ostacoli sul sentiero della realizzazione di ogni passo basilare. L’unica soluzione era ripristinare l’unità degli ulamà, risvegliare gli studenti religiosi e rafforzare la posizione dei centri teologici e degli ulamà come capi affidabili del popolo, una posizione che era stata fortemente danneggiata dalle politiche di Reza Khan. Dopo la morte dell’Ayatullah Ha’iri, l’Imam Khomeyni fu attivo nel promuovere la candidatura di Sua Eccellenza il Grande Ayatullah Burujerdi per la posizione di autorità religiosa suprema (Marja Taqlid).

La Seconda Guerra Mondiale preparò il terreno per il dominio USA nelle regioni sotto controllo europeo e il conseguente trasferimento del potere politico. In quel tempo i paesi europei erano immersi in problemi economici e crisi risultato della guerra ed erano impegnati nella ricostruzione delle vaste distruzioni. I capi statunitensi, che non erano stati influenzati direttamente dalla distruzione della guerra, imposero il loro sistema economico nel mondo e iniziarono ad espandere il loro dominio diabolico sugli altri paesi. Il governo britannico, che vedeva l’Iran come un paese dove tradizionalmente aveva sempre regnato, non ebbe altra scelta che lasciare il suo ruolo agli Stati Uniti. A quel tempo, due principali preoccupazioni, ovvero il dominio sulle regioni ricche di petrolio e l’acquisizione di basi geograficamente strategiche contro i russi, formarono il focus delle azioni politiche ed economiche degli Stati Uniti e da entrambi i punti di vista l’Iran era al centro dell’attenzione.

Nel frattempo, dopo le lotte dello scomparso Modarres, che finirono in un atto di tirannia con il suo martirio, i sapienti religiosi vennero estromessi dalla scena politica dell’Iran. Nel periodo che va dal referendum della Sedicesima Assemblea Consultiva Nazionale nel 1950 (1329 AES) al 1953 (1332 AES), si presentò un’opportunità per la ricomparsa degli ulamà sulla scena politica. I Fedayan-e Eslam uccisero il Primo Ministro del tempo, Generale Razmara, che si era duramente opposto al movimento per la nazionalizzazione del petrolio. L’assistenza e sostegno forniti dall’Ayatullah Kashani al gruppo di minoranza in Parlamento, sotto la guida del Dr. Muhammad Mosaddeq, portò all’approvazione della proposta di nazionalizzazione dell’industria petrolifera. Il 21 Luglio 1951 (30 Tir 1331 AES) dimostrazioni popolari portarono alle dimissioni di Qavam ul-Saltana e alla ri-designazione del Dr. Mosaddeq come Primo Ministro. Lo Shah venne obbligato a lasciare l’Iran, ma la guida degli ulamà non era desiderata dai membri del Fronte Nazionale. La loro opposizione portò Mosaddeq a schierarsi contro l’Ayatullah Kashani. Le differenze tra questi due capi del movimento e le azioni di tradimento, pubbliche e segrete, dei comunisti del Partito Tudeh, prepararono il terreno per l’applicazione del progetto statunitense. Di conseguenza, con il colpo di Stato del 19 Agosto 1953 (28 Mordad 1332 AES), il dittatore tornò in Iran.

Quello che emerge dalle comunicazioni e conversazioni avvenute a quel tempo tra l’Imam Khomeyni e l’Ayatullah Kashani, insieme ai discorsi e messaggi successivi dell’Imam, è che egli non era completamente soddisfatto degli obiettivi del movimento e, aspetto ancor più importante, con alcune delle personalità che lo componevano. Due anni dopo il colpo di Stato, i membri del gruppo Feda’yan-e Eslam vennero arrestati; Navab Safavi e i suoi compagni vennero condotti in una corte militare e uccisi all’alba del 17 Gennaio 1956 (27 Dey 1334 AES).

http://www.islamshia.org/item/859-la-rivoluzione-islamica-dell-iran-s-a-khomeyni-i-parte.html

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