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Giovedì, 15 Gennaio 2015 10:08

Imam Musa Sadr: il viaggio di un uomo di intelletto e azione (1)

Una traiettoria scientifica pluridisciplinare L’Imam Musa Sadr nacque il 4 giugno del 1928 nella città iraniana di Qom. La sua famiglia, originaria di Jabal Amel (Libano), era fuggita dal regime repressivo di Ahmad al-Jazza, governatore ottomano dell’antica città di Acre, alla fne del secolo XVIII. Musa Sadr andò a scuola a Qom e nel 1941 iniziò a studiare teologia nella Facoltà di Giurisprudenza Islamica (fiqh), ottenendo il titolo di Dottore di legge (darajat al-ijtihad).

 

Nel 1950 si iscrisse nella Facoltà di Diritto di Tehran per studiare economia. Era la prima volta che un sapiente religioso si iscriveva in questa istituzione per realizzare studi non-religiosi. Si laureò nel 1953.

L’anno successivo si recò in Iraq, dove realizzò gli studi religiosi superiori nella città di Najaf, eminente città - a livello scientifico e religioso - per la comunità sciita. Rimase a Najaf fino al 1958. Per più di un anno trasse beneficio dagli insegnamenti dei sapienti sciiti più eminenti e partecipò a seminari su religione e modernità. Durante questo periodo stabilì grandi amicizie. Fu in questa epoca che conobbe lo Shaykh Mehdi Shamseddin, che poi diventerà il vice-presidente del Consiglio Supremo Sciita del Libano. Nel 1955 si sposò e da questo matrimonio ebbe quattro figli.

Viaggiò in Libano per la prima volta nel 1958 per conoscere la parte libanese della sua famiglia, situata nella regione di Tiro. Lì si stabilì nella casa della guida spirituale della comunità sciita, Allamah Seyed Abdul Husein Sharafuddin, che di lui ebbe grande stima. Due anni più tardi tornò in Libano.

 

Al suo rientro in Iran nel 1958 fu co-fondatore della pubblicazione mensile “Maktabe Islam” e divenne suo capo editore. Si trattava della prima pubblicazione culturale islamica della Hawza Ilmiyyah di Qom, e continua ad essere pubblicata fino ad oggi. Questa pubblicazione contribuì in modo significativo al sorgere di un pensiero religioso più attivo nel sociale in Iran.

 

Il trasferimento in Libano: un progetto sociale globale

La morte di Seyyed Sharafuddin alla fine del 1959 mise fine ad una carriera accademica, per quanto già molto avanzata. Nel rendersi conto del vuoto che aveva lasciato la perdita di Seyyed Sharafuddin, l’Imam Musa Sadr rispose all’invito degli abitanti di Tiro assumendo il ruolo di sapiente e guida spirituale della comunità sciita del Libano.

 

Una volta a Tiro, ampliò l’organizzazione caritatevole “Jami’yat al-birr wal-ihsan”, creando un orfanotrofio e la scuola di formazione professionale “Jabal Amel”. Creò un fondo di solidarietà, “Sunduq as-Sadaka”, organizzò programmi di alfabetizzazione e iniziò un movimento per coinvolgere le donne nel processo di sviluppo. Tra il 1961 e il 1963 i suoi programmi sociali, educativi e di salute sradicarono completamente la povertà da Tiro. Simultaneamente iniziò a collaborare con il vescovo Gregoire Haddad nel “Movimento Sociale”.

Il suo lavoro non si limitava comunque alla regione di Tiro. Era solito riunirsi con i membri della sua comunità che si trovavano dispersi in tutta la regione del sud del Libano così come nella Bekaa, e trascorreva il tempo con loro per meglio valutare i problemi che li affliggevano. Visitava inoltre altre regioni del Libano per partecipare a conferenze, stabilire contatti con persone di diversi ceti sociali e confessioni religiose, manifestando ovunque la sua opposizione all’intolleranza e lottando sempre contro i mali sociali.

Nel 1963 intraprese un viaggio di due mesi in Europa per studiare la modalità per modernizzare i progetti e piani di azione delle organizzazioni sociali e caritatevoli. Fu l’unico rappresentante musulmano invitato da assistere alla cerimonia di nomina a Pontefice di Paolo VI. Durante la sua visita stabilì una stretta relazione con il Vaticano e discusse ampiamente con il resto dei rappresentanti riguardo la situazione in Iran.

Nel 1964 partecipò al “Cenacolo Libanese” guidato da Michel Asmar e da Padre Youakim Mubarak. Le sue due dissertazioni, una sui fondamenti della spiritualità sciita e l’altra sul ruolo dell’Islam nella cultura del XX secolo, contribuirono ad iniziare un lungo processo di riflessione sul dialogo islamo-cristiano.

 

Secondo l’Imam Musa Sadr una persona religiosa non può limitarsi unicamente all’ambito religioso, specialmente quando esistono problemi sociali profondi che colpiscono la sua comunità. Non concepiva lo sviluppo della sua comunità, e per tanto anche delle altre, senza una genuina intenzione di apertura verso il resto delle comunità.

Era pienamente cosciente che la società libanese incarnava un potenziale umano quasi unico nel mondo. Dall’inizio, e nel corso di tutta la sua traiettoria, basò la sua attività sull’impulso delle necessarie e complementari dimensioni di responsabilità spirituale, impegno sociale e dialogo con le distinte comunità.

 

Ristabilendo la comunità sciita

Nell’agosto del 1966 l’Imam Musa Sadr tenne una conferenza stampa dove svelò la sua intenzione di ricostruire la comunità sciita. Fino a quel momento la sua comunità era stata emarginata, a differenza degli altri gruppi religiosi presenti in Libano. Il suo obiettivo era conseguire lo stesso livello degli altri gruppi. Allo stesso modo, cosciente della diaspora, l’anno successivo l’Imam viaggiò in Africa Occidente, dove conobbe il Presidente della Costa d’Avorio Houphouët-Boignye il Presidente senegalese Leopold Senghor, a cui offrì anche un aiuto simbolico diretto agli orfani del Senegal.

Gli sforzi per costituire il Consiglio Supremo Sciita, incaricato di proteggere gli interessi della comunità sciita di tutto il paese, portarono il Parlamento libanese ad adottare il progetto di legge della sua creazione nel 1967.

L’Imam Musa Sadr fu eletto Presidente del Consiglio Supremo Sciita il 23 maggio del 1969. Il suo progetto, fatto conoscere in un comunicato nel giugno del 1969, includeva:

-          - Organizzare la comunità e migliorare la sua situazione economica e sociale

-          - Lavorare per l’unità della comunità islamica

-          - Cooperare con tutte le comunità libanesi a favore dell’unità del Libano

-          - Combattere l’ignoranza, la povertà, l’ingiustizia sociale e la corruzione

-          - Adempiere alle responsabilità nazionali e preservare l’indipendenza del Libano

-          - Apoggiare la resistenza palestinese e cooperare con gli Stati arabi in vista della liberazione dei territori occupati

http://www.islamshia.org/item/852-imam-musa-sadr-il-viaggio-di-un-uomo-di-intelletto-e-azione.html


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