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Mercoledì, 16 Marzo 2016 06:08

Parte (706): sura Al-Ankabut (Il Ragno), versetti 19-23

Parte (706): sura  Al-Ankabut (Il Ragno), versetti 19-23
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Andiamo avanti con la lettura della sura Al-Ankabut (Il Ragno), la 29esima del sacro Corano, meccana per la maggiorparte e composta da 69 versetti. Il nome della sura proviene dal 41esimo versetto, quando coloro che si rifugiano in altri all’infuori di Dio vengono paragonati al ragno che ha fatto per se una casa e la crede resistente. Ma ora ecco i versetti numero 19 e 20 della sura del Ragno: أَوَلَمْ یَرَوْا کَیْفَ یُبْدِئُ اللَّـهُ الْخَلْقَ ثُمَّ یُعِیدُهُ إِنَّ ذَلِکَ عَلَى اللَّـهِ یَسِیرٌ Non vedono come Allah inizia la creazione e poi la fa ritornare? Ciò è facile per Allah.(29:19) قُلْ سِیرُوا فِی الْأَرْضِ فَانظُرُوا کَیْفَ بَدَأَ الْخَلْقَ ثُمَّ اللَّـهُ یُنشِئُ النَّشْأَةَ الْآخِرَةَ إِنَّ اللَّـهَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ قَدِیرٌ Di': “Percorrete la terra e guardate come Egli ha dato inizio alla creazione. Poi sarà Allah a dare origine all'ultima generazione. Allah è onnipotente”.(29:20) Nella puntata precedente abbiamo letto versetti che parlavano del dialogo tra Abramo (la pace sìa con lui) ed i miscredenti del suo tempo e del fatto che il nobile profeta cercasse di distogliere la sua gente dall’adorazione di statue e di idoli di pietra e di legno. I due versetti appena letti parlano della questione della Resurrezione e dell’altra vita, ovvero proprio quelle cose che i miscredenti dell’era di Abramo rinnegavano categoricamente; ciò però non fu una peculiarità di quel tempo ed anche al tempo del profeta dell’Islam o addirittura ai giorni nostri, queste persone non mancano. Questi versetti chiedono ai miscredenti di consultare un attimo la loro ragione e di chiedersi se la ricreazione degli esseri viventi sia veramente improbabile per un Dio che ha già creato una prima volta ciò che esiste dal nulla. Il Corano invita inoltre queste persone a guardarsi semplicemente intorno e a riflettere per capire che il Creatore e’ capace di fare qualsiasi cosa e che la Resurrezione degli uomini, non e’ una cosa tanto difficile ed improbabile. Da questi versetti apprendiamo che: Primo – Il Corano invita sempre gli uomini a pensare e a comprendere le verità del Creato. Secondo – La Creazione e’ il simbolo della Scienza e della Potenza infinita del Signore nel dare la vita agli esseri. Terzo – Nell’Islam si raccomanda di viaggiare e di fare turismo attento e mirato per studiare la natura e i reperti delle civiltà passate per poter trarre giuste lezioni di vita dal destino che hanno avuto. Quarto – Il motivo migliore per credere nella possibilità della Resurrezione nel Giorno del Giudizio e’ ricordarsi che Dio e’ stato capace di creare già una prima volta e che quindi per Egli non e’ affatto impossibile farlo una seconda volta. Ed ora leggiamo i versetti  21 e 22 della sura del Ragno o Ankabut: یُعَذِّبُ مَن یَشَاءُ وَیَرْحَمُ مَن یَشَاءُ وَإِلَیْهِ تُقْلَبُونَ Castiga chi vuole e usa misericordia a chi vuole. A Lui sarete ricondotti.(29:21) وَمَا أَنتُم بِمُعْجِزِینَ فِی الْأَرْضِ وَلَا فِی السَّمَاءِ وَمَا لَکُم مِّن دُونِ اللَّـهِ مِن وَلِیٍّ وَلَا نَصِیرٍ Non potrete sminuire la Sua potenza, né sulla terra, né in cielo; all'infuori di Allah, non c'è per voi né padrone, né difensore.(29:22) Se la vita terrena e’ l’occasione per coltivare e piantare, quella dell’aldilà e’ il momento per raccogliere. Nel Giorno del Giudizio il Giudice sarà Colui che e’ al corrente di ogni nostra singola azione e che quindi premierà o castigherà a seconda di ciò che ogni persona ha compiuto in vita. Un concetto chiave in questo discorso e’ che nessuno può pensare di scampare al Signore o di poter rimanere nascosto alla sua infinita sapienza. Non e’ solo la Terra il suo dominio ma anche il profondo dei mari e l’alto dei cieli. Da questi versetti apprendiamo che: Primo – La promessa di Dio circa la premiazione o la punizione nell’altra vita viene sempre citata in questo modo in modo che i benefattori ripongano speranza nella sua Misericordia ed i malfattori abbiano timore del Suo castigo. Secondo – La volontà di Dio nei confronti dei suoi Servi, in base ai versetti coranici, si basa su una giustizia e saggezza assoluta ed Egli non sarà mai ingiusto con nessuno. Terzo – La volontà dell’uomo non può mai sopraffare quella divina, qualunque sia il livello di progresso raggiunto dall’essere umano. Ed ora ascoltiamo il versetto numero 23: وَالَّذِینَ کَفَرُوا بِآیَاتِ اللَّـهِ وَلِقَائِهِ أُولَـئِکَ یَئِسُوا مِن رَّحْمَتِی وَأُولَـئِکَ لَهُمْ عَذَابٌ أَلِیمٌ Quelli che non credono nei segni di Allah e nell'incontro con Lui, non hanno speranza nella Mia misericordia. Avranno doloroso castigo.(29:23) Nei versetti precedenti il Corano ricordava che alcuni avrebbero ricevuto un piacevole compenso per le loro buone azioni mentre altri sarebbero stati castigati per le proprie malefatte. Questo versetto, approposito di quelle persone che non credono nel Perdono e nella Misericordia divina ricorda: chiunque rimanga indifferente ai segni divini in questo creato, o che definisca menzogna i versetti del Corano per ostinazione, a seconda dell’interpretazione che si può dare del versetto, dovrà aspettarsi un duro castigo nell’altra vita. Ciò per aver rinnegato sia l’origine del Creato che il giorno finale della Resurrezione. Dalla lettura di questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni: Primo – La Misericordia divina non ha limiti e chiunque può beneficiarne tanto quanto la propria capacità; la miscredenza e il rinnegare l’esistenza di Dio, chiudono purtroppo agli uomini la possibilità di usufruire di questa fonte immensa di bene. Se una palla che non ha buchi viene buttata persino in un oceano, e’ chiaro che mai una goccia d’acqua entrerà all’interno di essa. Anche la miscredenza e’ un qualcosa di simile ed impedisce alla Misericordia divina di raggiungere l’uomo. Secondo – L’unico gruppo che non crede nella Misericordia immensa del Signore e’ quello dei miscredenti e dei rinnegatori. Questa assenza di speranza, fa’ sì che non la ricevino veramente.   Davood Abbasi

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