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Mercoledì, 16 Marzo 2016 05:54

Parte (705): sura Al-Ankabut (Il Ragno), versetti 14-18

Parte (705): sura  Al-Ankabut (Il Ragno), versetti 14-18
)Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Andiamo avanti con la lettura della sura Al-Ankabut (Il Ragno), la 29esima del sacro Corano, meccana per la maggiorparte e composta da 69 versetti. Il nome della sura proviene dal 41esimo versetto, quando coloro che si rifugiano in altri all’infuori di Dio vengono paragonati al ragno che ha fatto per se una casa e la crede resistente. Ma ora ecco i versetti numero 14 e 15 della sura del Ragno: وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا نُوحًا إِلَى قَوْمِهِ فَلَبِثَ فِیهِمْ أَلْفَ سَنَةٍ إِلَّا خَمْسِینَ عَامًا فَأَخَذَهُمُ الطُّوفَانُ وَهُمْ ظَالِمُون E già inviammo Noè al suo popolo; ed allora rimase con loro mille anni meno cinquant'anni. Li colpì poi il Diluvio perché erano ingiusti. (29:14) فَأَنجَیْنَاهُ وَأَصْحَابَ السَّفِینَةِ وَجَعَلْنَاهَا آیَةً لِّلْعَالَمِینَ Salvammo lui e i compagni dell'Arca. Ne facemmo un segno per gli abitanti del mondo.(29:15) Da quì nella sura del Ragno si inizia a parlare delle vicende inerenti ai popoli del passato ed ai profeti che li hanno guidati come Noè, Abramo e Mosè (la pace sìa con loro). In ogni caso di parlera’ della fede o al contrario della miscredenza di questi popoli. In base ai versetti che abbiamo appena letto, il magnanimo Noè (la pace sìa con lui), per ben mille anni s’impegnò nell’invito della gente all’adorazione dell’unico e vero Dio ma dopo questo lunghissimo periodo di tempo, solo pochi accettarono il suo invito e la maggiorparte della gente rinnegò Dio e si ostinò ad opporsi a lui. E così, per volere del Signore, il Diluvio Universale colpì quella gente e rimasero in vita solo i benefattori ed i credenti; il Corano sottolinea che così fu affinchè tutti i popoli successivi potessero prendere una lezione e sapere che il destino di chi si e’ oppone alla volontà divina ed alla giustizia non è altro che la distruzione. Da questi versetti possiamo trarre diverse conclusioni tra le quali citiamo le più importanti: Primo – La fede e la miscredenza hanno un ruolo principale nella salvezza o nella distruzione delle popolazioni e delle nazioni sulla terra. Secondo – Dal punto di vista coranico vivere a lungo e’ possibile e si e’ anche verificato nel corso della storia come per Noè. Per tale motivo credere nel fatto che l’ultimo Imam, l’Imam Mahdì (che Dio affretti la sua parusia), sia vivo da 1200 anni fà a questa parte, cosa che fà parte del credo sciita, non è un qualcosa di contrario ai precetti islamici. Terzo – La storia di Noè c’insegna che nell’invito alla fede ed alla religione divina la pazienza e’ la virtù più importante e non bisogna mai pretendere che tutti accettino il messaggio divino. Ed ora leggiamo i versetti numero 16 e 17: وَ إِبْرَاهِیمَ إِذْ قَالَ لِقَوْمِهِ اعْبُدُوا اللَّهَ وَاتَّقُوهُ ذَلِکُمْ خَیْرٌ لَّکُمْ إِن کُنتُمْ تَعْلَمُونَ E [ricorda] Abramo, quando disse al suo popolo: “Adorate Allah e temeteLo. È il bene per voi, se lo sapeste!”. (29:16) إِنَّمَا تَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّـهِ أَوْثَانًا وَتَخْلُقُونَ إِفْکًا إِنَّ الَّذِینَ تَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّـهِ لَا یَمْلِکُونَ لَکُمْ رِزْقًا فَابْتَغُوا عِندَ اللَّـهِ الرِّزْقَ وَاعْبُدُوهُ وَاشْکُرُوا لَهُ إِلَیْهِ تُرْجَعُونَ Voi adorate idoli in luogo di Allah e inventate una menzogna. Coloro che adorate all'infuori di Allah, non sono in grado di provvedere a voi in nulla. Cercate provvidenza presso Allah, adorateLo e siateGli riconoscenti: a Lui sarete ricondotti.(29:17) Dopo Noè, Abramo è il secondo dei cinque grandi profeti della storia umana che invitò la gente ad adorare l’unico Dio e ad abbandonare il culto delle statue e degli dèi. Abramo (la pace sìa con lui), aveva capito che una delle motivazioni dell’idolatria era la povertà della gente che adorando le statue degli dèi sperava in una vita migliore; il buon Abramo diceva alla gente che se l’adorazione degli idoli avveniva per ingraziarseli e guadagnarsi da vivere, ebbene, quei pezzi di pietra e di legno non avevano nessun ruolo nella loro vita. Abramo ricordava invece che adorando Dio, intanto non avrebbero più esaltato degli inutili oggetti come degli dèi, e poi avrebbero realmente potuto chiedere a chi e’ davvero in grado di dare a loro qualcosa e migliorare la loro vita; in più, Abramo, sottolineava che questo Dio era lo stesso verso il quale sarebbero stati condotti dopo la morte. Da questi versetti apprendiamo che: Primo – L’adorazione del Signore non può essere accompagnata dai peccati e non è utile se non aiuta ad abbandonarli. Secondo – Coloro che al posto di Dio ritengono altri influenti nella loro situazione economica, sono affetti da un tipo di idolatria. Terzo – L’Islam invita la gente a impegnarsi e a creare benessere per la propria vita terrena ed allo stesso tempo ringraziare Dio per i suoi doni ed adorare solo ed unicamente Lui. Ed ora giungiamo al 18esimo versetto della sura del Ragno o Al Ankabut:  وَإِن تُکَذِّبُوا فَقَدْ کَذَّبَ أُمَمٌ مِّن قَبْلِکُمْ وَمَا عَلَى الرَّسُولِ إِلَّا الْبَلَاغُ الْمُبِینُ E se tacciate di menzogna, già altre comunità lo fecero prima di voi. Al Messaggero non [incombe] che la trasmissione esplicita. (29:18) Questi versetti riferiscono le parole del buon Abramo (la pace sìa con lui) a coloro che rinnegavano la fede. A loro si rivolge dicendo di non aspettarsi che tutti abbiano fede nel Signore, dato che nemmeno i profeti precedenti erano riusciti in questo. Abramo (la pace sìa con lui) sottolinea che il suo dovere è trasmettere e riferire ciò che gli viene rivelato da Dio; il suo dovere, in altre parole, e’ quello di riferire il messaggio ma non ha la responsabilità di costringere tutti alla fede. Anche se nessuno accettasse il suo invito, ciò non sarebbe un male per lui. Dio ha voluto lasciare liberi gli uomini nella scelta della fede. Da questo versetto possiamo trarre molteplici conclusioni tra le quali noi citiamo le seguenti: Primo – I messaggeri del Signore non costringevano mai nessuno ad accettare la fede e consideravano il proprio dovere quello di riferire la parola divina. Secondo – I fedeli non devono pretendere che tutti accettino la fede ed entrino nella comunità. Il dovere dei fedeli ed agire bene, non quello di costringere gli altri alla fede. E’ chiaro che non saranno certo i fedeli a rispondere delle malefatte dei miscredenti.   Davood Abbasi

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