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Martedì, 19 Gennaio 2016 09:12

Parte (700): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 79-82

Parte (700): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 79-82
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso.

 

Da tante puntate abbiamo iniziato la lettura della sura Al Qasas (Il Racconto), la 28esima del sacro Corano, meccana per la maggiorparte e composta da 88 versetti. Quasi metà di questa sura narra vicende inerenti alla vita di uno dei grandi profeti del Signore ovvero Mosè (la pace sìa con lui).

Il nome della sura proviene dal 25esimo versetto, quando Mosè (la pace sìa con lui), fa cenno alla storia della sua vita.

Ma ora ecco i versetti numero 79 e 80 della sura del Racconto:


فَخَرَجَ عَلَى قَوْمِهِ فِی زِینَتِهِ قَالَ الَّذِینَ یُرِیدُونَ الْحَیَوةَ الدُّنْیَا یَا لَیْتَ لَنَا مِثْلَ مَا أُوتِیَ قَارُونُ إِنَّهُ لَذُو حَظٍّ عَظِیمٍ

Poi uscì, [mostrandosi] al suo popolo in tutta la sua pompa. Coloro che bramavano questa vita, dissero: "Disgraziati noi, se avessimo quello che è stato dato a Qarûn! Gli è stata certo data immensa fortuna!". (28:79)


وَقَالَ الَّذِینَ أُوتُوا الْعِلْمَ وَیْلَکُمْ ثَوَابُ اللَّـهِ خَیْرٌ لِّمَنْ آمَنَ وَعَمِلَ صَالِحًا وَلَا یُلَقَّاهَا إِلَّا الصَّابِرُونَ

Coloro che invece avevano avuto la scienza dissero: "Guai a voi! La ricompensa di Allah è la migliore, per chi crede e compie il bene". Ma essa viene data solo a quelli che perseverano. (28:80)



Questi versetti parlano di Qarun, il ricco israelita vissuto ai tempi di Mosè che come abbiamo detto, era inizialmente uno dei fedeli e che poi, in seguito alla sua incredibile e ineguagliabile ricchezza, divenne ingrato al Signore. Il versetto 79 parla di una delle brutte abitudini di Qarun che e' riscontrabile più o meno anche oggi nella vita delle persone ricche. Il fatto di fare sfoggio della propria ricchezza nella società e umiliare gli altri in diversi modi; certe volte costruendo case sontuose che incantano qualsiasi spettatore, certe volte ostentando automobili di lusso, altre volte con ricevimenti imponenti con grande sfarzo e soprattutto consumi eccessivi e considerevole sperpero di denaro. Questi comportamenti fanno provare dolore alle persone povere e rendono loro ancor più difficile la vita nella povertà; certa gente meno abbiente crede che questi ricchi abbiano raggiunto il massimo della felicità ma le persone sagge comprendono che per garantire la felicità non basta la ricchezza e che non necessariamente la ricchezza e' sinonimo di felicità. Molte volte chi è ricco ha a che fare con problemi famigliari e psicologici ed e' proprio la sua ricchezza a procurargli tanti problemi.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Essere ricchi non è un male, ma ostentare la propria ricchezza dinanzi ai poveri e circondarsi di sfarzo e lusso eccessivo, soprattutto per umiliare i meno abbienti, e' un qualcosa di molto brutto.

Secondo – Se i governanti di una società iniziano ad ostentare atteggiamenti aristocratici, influenzano negativamente anche i valori della propria società facendo propendere la gente per il lusso e lo sfarzo terreno che come e' stato appena detto, non è un qualcosa di utile ma controproducente.

Terzo – Immergersi nei piaceri della vita e' l'obbiettivo delle persone poco intelligenti mentre le persone sagge e lungimiranti prediligono la felicità nella dimora eterna.

Quarto – L'intera ricchezza del mondo non può nemmeno essere paragonata al Paradiso che verrà ereditato dai pii e dai benefattori; per questo le persone sagge ed i personaggi della cultura, hanno il dovere di indirizzare la gente verso la migliore ricompensa, ovvero quella che verrà data da Dio.

Ed ora leggiamo i versetti 81 e 82:

فَخَسَفْنَا بِهِ وَبِدَارِهِ الْأَرْضَ فَمَا کَانَ لَهُ مِن فِئَةٍ یَنصُرُونَهُ مِن دُونِ اللَّهِ وَمَا کَانَ مِنَ الْمُنتَصِرِینَ

Facemmo sì che la terra lo inghiottisse, lui e la sua casa. E non vi fu schiera che lo aiutasse contro Allah, non poté soccorrere se stesso. (28:81)


وَأَصْبَحَ الَّذِینَ تَمَنَّوْا مَکَانَهُ بِالْأَمْسِ یَقُولُونَ وَیْکَأَنَّ اللَّـهَ یَبْسُطُ الرِّزْقَ لِمَن یَشَاءُ مِنْ عِبَادِهِ وَیَقْدِرُ لَوْلَا أَن مَّنَّ اللَّـهُ عَلَیْنَا لَخَسَفَ بِنَا وَیْکَأَنَّهُ لَا یُفْلِحُ الْکَافِرُونَ

E coloro che la vigilia si auguravano di essere al posto suo, dissero: "Ah! È ben evidente che Allah concede con larghezza o lesina a chi vuole tra i Suoi servi. Se Allah non ci avesse favorito, certamente ci avrebbe fatto sprofondare. Ah! È ben evidente che i miscredenti non prospereranno". (28:82)


Ostentare la propria ricchezza per accendere nella gente il desiderio e accrescere il dolore dei poveri, l'ingratitudine nei confronti del messaggero di Dio, Mosè, e l'atto del rinnegare l'altra vita, fecero alla fine abbattare su Qarun e la sua dimora, il castigo divino. Per volere del Signore un terremoto si abbattè sul suo palazzo ed il suo giardino che vennero letteralmente risucchiati dalla Terra insieme a tutti i tesori che contenevano. In questo caso, la questione da sottolineare, e' che un sisma si abbattè solo sulla residenza di Qarun senza nuocere al resto della gente e ciò e' in se e per se un altro aspetto miracoloso della vicenda.

Come conclusione possiamo dire che Qarun morì proprio nella sua sontuosa abitazione, in maniera simile al Faraone che morì nel Nilo, il motivo della sua ricchezza.

Dopo la fine di Qarun, la gente semplice si svegliò dalla sua ignoranza e capì che essere al posto di quel ricco signore non sarebbe stato tanto bello! Per questo ammisero che erano stati fortunati a non essere stati al posto suo; anche perchè quando Dio dà a qualcuno maggiore ricchezza, dà a lui pure maggiore responsabilità.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Il destino delle persone superbe che sfoggiano la propria ricchezza, e' la disgrazia e l'infelicità.

Secondo – La ricchezza, per quanto possa essere immensa, non salva l'uomo dalla punizione divina.

Terzo – Non bisogna mai dare giudizi affrettati. La gente desiderava di essere al posto di Qarun ma quando assistette alla sua fine, ringraziò il cielo di non essere stata al suo posto.

Quarto – Invece di desiderare ciò che hanno gli altri, dobbiamo ringraziare Dio per ciò che ha dato a noi e dobbiamo pure comprendere che e' forse nel nostro interesse non raggiungere alcuni dei nostri sogni in questa vita.

Davood Abbasi

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