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Domenica, 27 Dicembre 2015 10:21

Parte (699): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 76-78

Parte (699): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 76-78
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l'interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l'ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da tante puntate abbiamo iniziato la lettura della sura Al Qasas (Il Racconto), la 28esima del sacro Corano, meccana per la maggiorparte e composta da 88 versetti. Quasi metà di questa sura narra vicende inerenti alla vita di uno dei grandi profeti del Signore ovvero Mosè (la pace sìa con lui).

Il nome della sura proviene dal 25esimo versetto, quando Mosè (la pace sìa con lui), fa cenno alla storia della sua vita.

Ma ora ecco il versetto numero 76 della sura del Racconto:


إِنَّ قَارُونَ کَانَ مِن قَوْمِ مُوسَى فَبَغَى عَلَیْهِمْ وَآتَیْنَاهُ مِنَ الْکُنُوزِ مَا إِنَّ مَفَاتِحَهُ لَتَنُوءُ بِالْعُصْبَةِ أُولِی الْقُوَّةِ إِذْ قَالَ لَهُ قَوْمُهُ لَا تَفْرَحْ إِنَّ اللَّـهَ لَا یُحِبُّ الْفَرِحِینَ


Invero Qarûn faceva parte del popolo di Mosè, ma poi si rivoltò contro di loro. Gli avevamo concesso tesori le cui sole chiavi sarebbero state pesanti per un manipolo di uomini robusti. Gli disse la sua gente: "Non essere tronfio! In verità Allah non ama i superbi. (28:76)



All'inizio di questa sura si e' parlato delle vicende di vita di Mosè (la pace sia con lui) ma quì si inizia a parlare di Qarun, uno dei grandi ricchi del periodo di vita di Mosè. Secondo i testi storici, Qarun era uno dei seguaci più fidati di Mosè ed uno dei primi ad accettare la fede. Purtroppo però si fece rovinare dalla superbia, dovuta alla sua incredibile ricchezza; alla fine si ribellò a Mosè gli fu ingrato.

Dinanzi alla personalità di Mosè, inviato del Signore, troviamo quindi tre tipi di antagonisti presentati dal Corano; il primo e' il Faraone, che è simbolo dei dittatori che riducono in schiavitù la gente e si oppongono al bene; poi c'è Qarun, simbolo di un ceto che è quello dei ricchi superbi, che a loro volta disobbediscono al volere del Signore; il terzo gruppo di antagonisti e' rappresentato da Samerrì, un artista che però usa la propria arte per fabbricare il vitello d'oro e deviare la gente attirandola verso la perdizione.

Qarun, nella sua vita, sbagliò perchè accumulò ricchezza su ricchezza ignorando Dio e i suoi simili; secondo le testimonianze si dedicava interamente all'attività di accumulare oro, argento e diamanti; Qarun dimenticò che la ricchezza veniva data da Dio agli uomini affinchè essi potessero goderne e potessero rendere gli altri partecipi della loro felicità. Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Avere ricchezza e impegnarsi per arricchirsi non è proibito o negativo, ma divenire superbi per la propria ricchezza, essere ingrati al Signore ed ai suoi messaggeri e non aiutare la gente, e' una pratica brutta e ingiusta.

Secondo – L'ebbrezza non si verifica solo a seguito del consumo di vino. Certe volte le persone con bassa ricettività si lasciano prendere in maniera così forte dall'euforia, una volta ricche, da dimenticare tutto e tutti. Sono queste persone che calpestano i diritti altrui pensando di poterlo fare solo perchè sono più ricche.

Ed ora leggiamo il versetto 77 della sura Al Qasas:



وَابْتَغِ فِیمَا آتَاکَ اللَّـهُ الدَّارَ الْآخِرَةَ وَلَا تَنسَ نَصِیبَکَ مِنَ الدُّنْیَا وَأَحْسِن کَمَا أَحْسَنَ اللَّـهُ إِلَیْکَ وَلَا تَبْغِ الْفَسَادَ فِی الْأَرْضِ إِنَّ اللَّـهَ لَا یُحِبُّ الْمُفْسِدِینَ


Cerca in ciò che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico come Allah lo è stato con te e non seguire la corruzione sulla terra. In verità Allah non ama i corruttori". (28:77)



Nel versetto precedente si e' detto che alcuni dei seguaci di Mosè, anzicchè sentirsi piccoli davanti al ricco Qarun, gli diedero il consiglio di non farsi illudere dalla sua ricchezza ricordandogli che se fosse diventato superbo, non sarebbe piu' stato amato ne da Dio ne dalla gente.

Si leggono in questo versetto anche altri consigli di quei seguaci di Mosè; loro dicono che la vita terrena e' il campo agricolo che verra' colto nell'altra vita. Se non pianterai in questa vita, non raccoglierai nulla nell'altra; quindi la ricchezza per i ricchi, e' come il seme di una pianta che va piantato altrimenti non darà alcun risultato. Ammesso che qualcuno accumuli quantita' grossissime di semi nel suo magazzino, non potrà mai raccogliere nulla dalla terra.

Il secondo consiglio e' di vivere una vita mondana dignitosa; l'Islam ricorda e conferma che il fedele deve vivere bene anche in questa vita; nessuno dice di dare tutto ai poveri; bisogna essere equilibrati, provvedere al benessere di se e della propria famiglia ma pensare anche agli altri. Insomma, bisogna pensare sia alla vita terrena che quella ultraterrena.

Il terzo dei quattro consigli e' che dobbiamo ricordarci che ciò che abbiamo in realtà non è nostro ma ci è stato dato da Dio. Ogni uomo quindi e' una sorta di custode della ricchezza datagli e quindi come lui ha ricevuto da Dio, può dare a sua volta ai bisognosi.

Il quarto e ultimo consiglio dei fedeli dei tempi di Mosè al ricco Qarun era che ignorando i primi tre consigli, la sua fortuna si trasformerà in motivo di disgrazia per lui e per la sua società.

La ricchezza accumulata infatti, diverrà uno strumento per polarizzare la società e allontanare il ricco dal povero; Qarun, dissero gli altri fedeli, verrà odiato sempre più dalla gente.

Questa stessa situazione purtroppo si e' venuta a creare oggi in molte società umane. Una piccolissima percentuale di persone ha in mano le banche e le ricchezze della società intera e la maggiorparte della gente lavora come se fosse in stato di schiavitù arricchendo sempre di più queste persone già benestanti. Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Persino nelle attività economiche mondane, il primo obbiettivo dell'uomo deve essere la soddisfazione divina. Con questo obbiettivo l'uomo riesce a procurarsi da vivere in maniera "sana" e a svolgere un'attività economica "salutare".

Secondo – Dobbiamo beneficiare dei doni materiali di questa vita pensando allo stesso tempo al nostro destino nell'aldilà. In altre parole, dobbiamo spendere parte di ciò che abbiamo per la nostra attuale esistenza e parte per l'altra vita.

Terzo – La ricchezza, se viene usata nella maniera giusta, non solo non viene considerata negativa dall'Islam, ma anzi può anche gettare le basi per la felicità eterna delle persone.

Ed ora leggiamo il versetto 78 della sura del Racconto:



قَالَ إِنَّمَا أُوتِیتُهُ عَلَى عِلْمٍ عِندِی أَوَلَمْ یَعْلَمْ أَنَّ اللَّـهَ قَدْ أَهْلَکَ مِن قَبْلِهِ مِنَ الْقُرُونِ مَنْ هُوَ أَشَدُّ مِنْهُ قُوَّةً وَأَکْثَرُ جَمْعًا وَلَا یُسْأَلُ عَن ذُنُوبِهِمُ الْمُجْرِمُونَ

Rispose: "Ho ottenuto tutto ciò grazie alla scienza che possiedo". Ignorava, forse, che già in precedenza Allah aveva fatto perire generazioni ben più solide di lui e ben più numerose? I malfattori non vengono interrogati a proposito delle loro colpe [nel momento dell'arrivo del castigo divino]. (28:78)



Ai consigli fraterni dei suoi amici fedeli, Qarun, divenuto superbo, diceva che tutta la sua ricchezza era esito della sua scienza e della sua sapienza. E visto che era esito del suo sapere, sempre secondo Qarun, nessuno aveva il diritto di dargli consigli; diceva che sapeva meglio da se dove spendere e dove risparmiare. Lui voleva dire che se e' diventato così ricco, ciò significa che Dio lo ha ritenuto meritevole di ciò.

Il Corano risponde a questo ragionamento errato dei ricchi superbi e spiega che la storia e' piena di esempi di persone ricche e potenti, anche più di Qarun, che una volta ribellatesi a Dio, vennero punite ed i loro averi spazzati via; ed al momento dell'arrivo del castigo divino, conclude il versetto, esso si abbatteva senza tregua e senza che ai malfattori venisse detto nulla.

Dalla riflessione su quest'altro versetto possiamo quindi concludere:

Primo – La ricchezza, ammesso che sia stata ottenuta correttamente e a grazie all'impegno, la sapienza e la scienza di qualcuno, va usata nella maniera giusta e non deve rendere superba chi la possiede; in ogni caso la persona ricca deve ritenere tutto ciò che ha solo ed unicamente dono del Signore e non merito suo.

Secondo – Permettere che potere e ricchezza rendano l'uomo ingrato verso il suo Creatore significa affidarlo ad una brutta fine che potrebbe rendersi palese persino in questa vita.

Davood Abbasi

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