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Domenica, 27 Dicembre 2015 09:50

Parte (697): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 64-69

Parte (697): sura Al Qasas (Il Racconto), versetti 64-69
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

 

Da tante puntate abbiamo iniziato la lettura della sura Al Qasas (Il Racconto), la 28esima del sacro Corano, meccana per la maggiorparte e composta da 88 versetti. Quasi metà di questa sura narra vicende inerenti alla vita di uno dei grandi profeti del Signore ovvero Mosè (la pace sìa con lui).

Il nome della sura proviene dal 25esimo versetto, quando Mosè (la pace sìa con lui), fa cenno alla storia della sua vita.

Ma ora ecco il versetto numero 64 della sura del Racconto:

وَقِیلَ ادْعُوا شُرَکَاءَکُمْ فَدَعَوْهُمْ فَلَمْ یَسْتَجِیبُوا لَهُمْ وَرَأَوُا الْعَذَابَ لَوْ أَنَّهُمْ کَانُوا یَهْتَدُونَ

Verrà detto: “Invocate i vostri associati. Li chiameranno, ma essi non risponderanno. Quando vedranno il castigo, desidereranno di aver seguìto la retta via”. (28:64)

Questo versetto come quelli precedenti a esso parla dei miscredenti nel Giorno del Giudizio e del dialogo tra loro e i falsi idoli che loro avevano associato a Dio nella propria vita. Ai miscredenti verrà intimato di chiamare in aiuto coloro o le cose che loro adoravano al posto o alla pari del Signore ma non riceveranno risposta alcuna. Quando assisteranno con i propri occhi al castigo del fuoco, si pentiranno di non aver seguito la retta via in vita.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo - Se in vita ci affideremo a qualcuno o qualcosa all’infuori di Dio, nell’altra vita non potremo beneficiare dell’aiuto divino.

Secondo – Il Giorno del Giudizio, e’ il giorno del rimorso e del pentimento dei peccatori, ma a cosa servire pentirsi quando sarà troppo tardi?

Ed ora leggiamo i versetti 65, 66 e 67:

وَیَوْمَ یُنَادِیهِمْ فَیَقُولُ مَاذَا أَجَبْتُمُ الْمُرْسَلِینَ

[Allah] dirà loro il Giorno che li chiamerà: “Che cosa avete risposto agli inviati?”. (28:65)

فَعَمِیَتْ عَلَیْهِمُ الْأَنبَاءُ یَوْمَئِذٍ فَهُمْ لَا یَتَسَاءَلُونَ

In quel Giorno, i loro argomenti saranno oscuri e non si porranno alcuna questione. (28:66)

فَأَمَّا مَن تَابَ وَآمَنَ وَعَمِلَ صَالِحًا فَعَسَى أَن یَکُونَ مِنَ الْمُفْلِحِینَ

Chi invece si sarà pentito, avrà creduto e compiuto il bene, si spera sia tra coloro che avranno la salvezza. (28:67)

Sempre ai miscredenti, nell’altra vita, verrà chiesto in che modo abbiano risposto all’invito dei profeti. E’ chiaro che non avranno nulla da rispondere; non possono mentire e dire di aver accettato il loro invito, d’altro canto non vogliono nemmeno ammettere di averli rinnegati o accusati di essere degli impostori. In pratica qualsiasi cosa dicano e’ a loro scapito e per questo non rispondono; non hanno nemmeno la possibilità di mettersi d’accordo con i propri alleati in vita per dare una risposta coerente. Tutto ciò mentre questa gente, rimasta senza rifugio e senza via d’uscita in quel giorno, quando era ancora in vita poteva salvarsi; poteva pentirsi, chiedere perdono e agire compiendo buone opere per potere raggiungere la salvezza. Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – I miscredenti, nel tribunale del Giorno del Giudizio, non avranno nessuna spiegazione plausibile da dare per aver negato Dio ed i suoi messaggeri.

Secondo – Nell’altra vita i miscredenti non potranno certo consultarsi per rispondere alle domande poste loro.

Terzo – Nell’Islam chi e’ peccatore o miscredente non viene considerato perso. L’Islam ricorda che c’e’ sempre la porta aperta al pentimento per liberarsi dal male e imboccare la strana del bene.

Quarto – La salvezza si ottiene compiendo le buone azioni e tralasciando quelle cattive.

Ed ora leggiamo i versetti 68 e 69:

«وَرَبُّکَ یَخْلُقُ مَا یَشَاءُ وَیَخْتَارُ مَا کَانَ لَهُمُ الْخِیَرَةُ سُبْحَانَ اللَّـهِ وَتَعَالَى عَمَّا یُشْرِکُونَ»

Il tuo Signore crea ciò che vuole e sceglie [ciò che vuole]; a loro invece non appartiene la scelta. Gloria ad Allah! Egli è ben più alto di quello che Gli associano! (28:68)

«وَرَبُّکَ یَعْلَمُ مَا تُکِنُّ صُدُورُهُمْ وَمَا یُعْلِنُونَ»

Il tuo Signore conosce ciò che celano i loro cuori e quello che palesano. (28:69)

Alla fine di questa parte il Corano risponde a coloro che credono che altri esseri tranne Dio siano partecipi nella creazione e spiega che solo Lui ha la saggezza per fare ciò, per inviare i profeti e per stabilire le leggi. Nessuno lo può costringere e nessuno può opporsi alla sua volontà. Anche gli uomini, hanno la libertà di scelta che Lui ha voluto che avessero; per questo sono liberi ma sempre sottomessi alla sua volontà. Per fare un esempio che possa rendere chiaro questo concetto, possiamo dire che nessun essere umano può decidere di venire al mondo. Anche nella loro vita, e’ impossibile che Dio voglia qualcosa per qualcuno e quel qualcuno possa sottrarsi a tale volere.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – La creazione dell’Universo e l’amministrazione di esso, la legislazione e l’invio di essa attraverso i profeti, sono solo ed unicamente opera del Signore.

Secondo – Chi preferisce le leggi umane in contrapposizione a quelle divine, e’ come se avesse accettato consoci per Dio nell’adorazione e nel culto.

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