Questo sito e’ chiuso. Ci siamo trasferiti su: Parstoday Italian

L’adorazione (ibadat) e la Preghiera (Salat) (1)

L’adorazione (ibadat) e la Preghiera (Salat) (1)
La lode appartiene esclusivamente a Iddio, Signore dei mondi. La pace e le benedizioni di Dio siano sul Suo Profeta Prescelto, Muhammad ibn Abdillah, e sulla sua pura e immacolata Famiglia.

 “O voi che credete, ricordate spesso il Nome di Allah e glorificateLo al mattino e alla fine del giorno.” (Sacro Corano, Al-Ahzab, 41-42)

A volte, negli insegnamenti islamici, incontriamo aspetti che pongono in evidenza molte questioni connesse con gli atti di adorazione. Per esempio, rispetto alla Preghiera (as-Salat), si cita che tanto il Nobile Profeta (S) quanto i Puri Imam (as) abbiano affermato: “La Preghiera è il fondamento della religione”, e se pensiamo ad una religione come ad una tenda, è stato inoltre detto: “La Preghiera è il pilastro che la mantiene in piedi”. Si narra inoltre questa Tradizione attribuita al Profeta (S): “Affinché vengano accettate le altre azioni, è necessario che prima venga accettata la Preghiera”. In altre parole, se un essere umano compie delle buone azioni ma non compie la Preghiera, o prega ma non in maniera corretta, o comunque la sua Preghiera non viene accettata, anche le sue buone azioni non saranno accettate. Quindi la condizione affinché siano accettate le sue buone azioni è che vengano accettate le sue Preghiere.

Un’altra Tradizione dice: “La Preghiera è un mezzo per avvicinarsi a Dio”. E un’altra Tradizione afferma che Satana è sempre adirato e rifugge da un credente che è attento e protegge la sua Preghiera. Abbiamo molti altri hadith simili e anche il Sacro Corano evidenzia l’importanza della Preghiera in molti dei suoi versetti.

Alcuni hanno però sostenuto che almeno alcune di queste Tradizioni riguardanti la Preghiera sono state fabbricate, che non sono affidabili e non vennero proferite dal Profeta (S) o dagli Imam (as). Sarebbero probabilmente state introdotte da qualche asceta desideroso di diffondere l’ascetismo, particolarmente nei secoli II° e III° dell’Egira, quando la questione dell’adorazione si era manifestata con tale eccesso da sfociare più o meno nel monachesimo e nel sufismo.

Vediamo che alcune persone concentrano tutti i loro sforzi negli atti di adorazione al punto da giungere a dimenticare e ignorare gli altri doveri religiosi. Per esempio tra i compagni di ‘Ali (as) c’era un uomo chiamato Rabi’ Ibn Khasim, oggi conosciuto come il celebre Khoje Rabi e la cui tomba si troverebbe a Mashhad. E’ noto come uno degli otto maggiori asceti del mondo islamico e fu così distaccato da questo basso mondo e dalle sue attrazioni da aver scavato la propria tomba molto prima della sua morte. Si dice inoltre che per venti anni mai pronunciò una sola parola sulle questioni mondane. A volte entrava nella tomba che aveva scavato per sé per ricordarsi che quella sarebbe stata la sua prossima dimora. Le uniche parole che gli si udirono pronunciare, oltre a quelle necessarie per gli atti di adorazione (come la Preghiera o la lettura del Corano), fu quando apprese del martirio di Husayn ibn ‘Ali, l’amato ‘figlio’ del Profeta. In quell’occasione disse: “La vergogna ricada su coloro che hanno assassinato l’amato nipote del Profeta”. Si narra che successivamente si pentì di aver pronunciato perfino queste parole non dedicate al ricordo di Dio.

Egli era stato un membro dell’esercito durante l’epoca dell’Amir al-Muminin (l’Imam ‘Ali), e si narra che un giorno andò a vederlo e gli disse: “Abbiamo dubbi su questa guerra. Abbiamo paura che non sia legittima perché combattiamo contro uomini che pregano con il volto rivolto verso La Mecca e pronunciano la testimonianza di fede islamica.” Dall’altra parte era un seguace di ‘Ali (as) e non voleva abbandonarlo. Disse: “O Amir al-Muminin, ti prego di affidarmi un altro incarico sul quale non nutra dubbi. Inviami in una missione rispetto alla quale non sia perplesso”. L’Imam ‘Ali (as) disse: “Va bene. Se hai dubbi ti invierò altrove”. E venne inviato in una delle frontiere, sempre come combattente, ma per fronteggiare i miscredenti o gli idolatri.

Questo uomo fu un grande asceta, ma che valore aveva il suo ascetismo? E’ inutile essere seguace di un uomo come ‘Ali (as) e, al tempo stesso, avere dubbi sul cammino che egli indicò come una lotta sacra (jihad). In senso analogo, capita di sentire alcune persone che a volte affermano: “Perchè dobbiamo osservare il digiuno se abbiamo dubbi? E’ inutile e privo di valore!”. Ma l’Islam richiede discernimento e visione combinati con l’azione e la prassi, mentre Khojah Rabi’ non aveva questo discernimento. Viveva nell’epoca di un tiranno come Mu’awiyah e di un tiranno ancora maggiore come Yazid: Mu’awiyah che distruggeva la religione di Dio e Yazid che commetteva il più grande crimine della storia dell’Islam mentre tutti gli sforzi e sofferenze del Profeta stavando andando perduti. Non gli interessavano affatto i problemi dei musulmani e della comunità islamica, ed era solito ritirarsi in un angolo a pregare giorno e notte, non pronunciando altro che il Nome di Dio, e pentendosi di ciò che aveva detto nel condannare la morte dell’Imam Husayn (as).

Ciò non corrisponde assolutamente ai veri insegnamenti islamici, e come recita saggiamente il detto: “Una persona ignorante è quella che va troppo velocemente o troppo lentamente”.

Alcuni sono soliti dire che la Tradizione “La Preghiera è il pilastro della religione” non è in armonia con gli insegnamenti islamici visto che l’Islam presta maggiore attenzione alle questioni sociali rispetto a qualsiasi altra. Dice il Corano: In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza” (16:90); e dice inoltre: “Invero inviammo i Nostri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero l'equità” (57:25). L’Islam è la religione dell’ordinare il bene e vietare il male (3:110). E quelli che pensano così aggiungono che, poiché l’Islam è una religione che accorda grande importanza alle questioni sociali, la sua è una dottrina di attività e lavoro e le abitudini dell’adorazione e della Preghiera non sono significative. Secondo tali persone bisognerebbe abbandonare gli atti di adorazione e seguire solamente gli insegnamenti sociali, lasciando questi atti di culto alla gente oziosa che non ha altro da fare.

Ma tali opinioni e pensieri sono errati e molto pericolosi. L’Islam deve essere riconosciuto così come è. Sottolineo questo punto perché vedo che la nostra società sta soffrendo al riguardo una seria malattia. Sfortunatamente coloro che possiedono vocazione religiosa nella nostra società sono divisi in due gruppi: un gruppo che segue il cammino di Rabi’, pensando che l’Islam non sia altro che la Preghiera, le invocazioni, il dhikr, gli atti supererogatori e la Ziyarat Ashura, confinando quindi l’Islam al Mafatiah al-Jinan (1). Sono persone che, come Rabi’, credono di non avere nulla a che vedere con il mondo, con le leggi sociali, con i principi islamici e l’educazione.

E come reazione alla “lentezza” di questo gruppo, ne appare un altro che si muove troppo velocemente. Si tratta di coloro che prestano maggiore attenzione alle questioni sociali, che è qualcosa di valore, ma ignorando completamente gli atti di adorazione. Ho incontrato persone che possono adempiere perfettamente al dovere religioso del Pellegrinaggio (Hajj), ma non lo fanno (3). Trascurano inoltre le Preghiere doverose, e non gli interessa l’argomento dell’imitazione (taqlid) del mujtahid sapiente. Opinano che i problemi vincolati con gli atti di adorazione devono essere risolti da soli, senza la necessità della guida degli altri. Così ognuno di essi ritiene di essere un esperto nelle questioni religiose o nella giurisprudenza islamica. E’ come se ognuno diventasse così medico di sé stesso e non avesse più bisogno di consultare un dottore o uno specialista. Ci sono alcuni che sono negligenti nella realizzazione del digiuno, nell’osservare le sue condizioni quando sono in viaggio o residenti, e non credono nella necessità di realizzare atti di riparazione per gli atti di adorazione non compiuti nel tempo e nella forma richiesti (4).

Entrambi i gruppi si definiscono musulmani perfetti, ma non lo sono affatto né gli uni né gli altri. L’Islam condanna chiaramente il prendere una parte e lasciare l’altra, laddove il Sacro Corano condanna l’affermazione di alcuni ipocriti che dicevano: “Crediamo in una parte e rifiutiamo l’altra” (4:150). Non si può accettare l’adorazione unita al rifiuto di certi doveri etici o sociali, o viceversa. Voi potete vedere, per esempio, che quasi in ogni passo dove il Sacro Corano ordina “realizzate la Preghiera” aggiunge immediatamente a continuazione “e pagate la zakat (carità o imposta per purificare la ricchezza)”.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna