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Domenica, 22 Marzo 2015 13:31

Chiarimenti dell'Ayatollah Javadi Amoli sulla comprensione del Corano

Chiarimenti dell'Ayatollah Javadi Amoli sulla comprensione del Corano
Vi è qualche beneficio nella recitazione del Corano senza che se ne comprendano i significati delle parole?

Quando diviene chiara l’importanza e la virtù della recitazione del Corano, si è compreso che Iddio ci parla attraverso di esso e si riesce ad assaporare la purezza interiore con intimità nella suddetta recitazione, non sarà possibile concepire nessun allontanamento dal Corano. Di conseguenza non impediremo mai a noi stessi di attingere, anche minimamente, da questa santa profusione, e reciteremo sempre perlomeno cinquanta versetti coranici al giorno.

Iddio ha posto il Suo messaggero sotto la Sua wilayah: “Invero il mio wali è Iddio, Colui che ha fatto scendere il Libro, ed Egli detiene la wilayah sui devoti” (7:196).  Questo nobile versetto contiene vari aspetti interessanti: esso afferma che Iddio è il wali del Suo messaggero, che Egli ha fatto scendere il Corano e che Iddio detiene la wilayah sui devoti. Detto questo, comprendiamo che la via dell’uomo verso la wilayah d’Iddio avviene attraverso la pratica della devozione e che senza di essa non si può parlare della suddetta wilayah.

Iddio dunque non accetta la recitazione priva di devozione, e la miglior devozione si ottiene avendo un sentimento di intimità nella recitazione. Si ricordi inoltre che una persona diventa devota quando agisce in accordo al Corano.

Quindi è evidente il motivo per cui il Corano afferma: “Recitate quanto vi risulta facile del Corano” (73:20). Siate intimi lettori del Corano anche se non vi sono chiare alcune parti! Non abbiate a dire che la recitazione senza comprensione è priva di effetti positivi poiché il Corano non si esprime esclusivamente attraverso parole umane ma è bensì luce divina. La sua recitazione, in sé stessa, è un atto di adorazione anche se il lettore non ne comprende i significati.

Quale è il modo migliore per leggere e comprendere il Corano?

Il miglior metodo per la recitazione del Corano e la sua comprensione è quello di leggerlo meditandone i significati nella mente, contemplandone le profondità interiori, chiedendo il perdono a Iddio durante la recitazione dei versetti riguardanti il castigo divino e anche quelli inneggianti alla Sua misericordia. E’ importante inoltre riconoscere la provenienza divina dei versetti e trarre da essi un beneficio tangibile.

 

Durante la recitazione del Corano, che avviene attraverso la bocca ed è percepita dall’udito, si devono trasferire i significati al cuore e allo spirito. Se il cuore del lettore è ottuso, non vi sarà beneficio alcuno durante la recitazione, né nella trasmissione dei significati: “Non meditano sul Corano o hanno [forse] catenacci sui cuori?” (47:24). In un altro versetto si legge: “ciò che hanno guadagnato ha avvolto i loro cuori” (83:14).

I peccati, la negligenza e l’importanza che viene dedicata alle cose di questo mondo sono tutti elementi che oscurano il cuore, ove non fluisce nessuna reale conoscenza del Corano. L’essere umano deve prepararsi a ricevere i significati divini nello spirito e attraverso la via che conquista il cuore, eliminando da sé stesso ogni sudiciume spirituale. In questo modo l’individuo assaporerà pienamente il gusto della recitazione del Corano mentre legge i versetti inerenti al bene, alla conoscenza e, come detto in precedenza, ricercherà la salvezza quando si imbatte nei versetti che parlano della punizione divina.

Quale è il numero minimo indispensabile di versetti del Corano che un credente deve leggere ogni giorno?

Non esiste un numero minimo indispensabile di versetti che devono quotidianamente essere recitati. Alcune tradizioni dicono di dover recitare perlomeno cinquanta versetti al giorno, ma non si tratta affatto di una proibizione a recitarne di più. Infatti queste tradizioni si riferiscono al periodo che segue la preghiera del mattino. E’ stato riportato che l’Imam Ridha (as) abbia detto: “E’ bene che l’uomo, dopo aver pregato la preghiera del mattino e dopo le invocazioni supererogatorie, reciti cinquanta versetti” (Tafsir Tasnim, vol. 1, p. 249).

Cosa si intende per tafaqquh quando viene menzionato nel Corano?

Il termine tafaqquh che viene citato nel sacro Corano e nelle tradizioni dell’Ahl al-Bayt (as) non indica la giurisprudenza, così come il termine hikmah non indica la filosofia. Piuttosto il fiqh e il tafaqquh di cui parla il Corano si riferiscono ai principi della religione (usul al-din) e alle scienze intellettuali, così come l’hikmah si riferisce alla conoscenza di ciò che è lecito e ciò che è illecito in accordo al criterio divino.

Il fiqh nel Corano è quindi una comprensione profonda delle scienze religiose che non ha niente a che fare con il suo significato tecnico correntemente in uso. Se così non fosse dovremmo ritenere che il fiqh del Corano consista solo nella comprensione di un suo tredicesimo, essendo soltanto questa la parte relativa alla giurisprudenza, o che il tafaqquh coranico consista solo della sua parte più semplice. In realtà tutto il Corano richiede fiqh (letteralmente: vera comprensione) ivi inclusi gli affari legali, politici, sociali e amministrativi che ne sono però solo una parte.

Cosa si intende per “cuore” nel sacro Corano?

 

Quando il Corano parla di cuore intende lo spirito divino sottile e non l’organo fisico che pompa e spinge il sangue nel corpo umano. La tutela del cuore fisico è un argomento inerente alla medicina, la quale è estranea alle qualità del cuore spirituale. E’ possibile che un individuo possieda un cuore fisico in perfette condizioni ma, allo stesso tempo, la situazione del suo cuore spirituale sia assai disastrosa.

Il Corano afferma: “[Oh mogli del Profeta!] Non siate accondiscendi nel vostro eloquio, ché non vi desideri chi ha una malattia nel cuore” (33:32). La possibilità di un cuore fisico sano e uno spirituale che è invece malato diviene ancor più evidente analizzando il versetto seguente: “vedrai coloro che hanno una malattia nel cuore correre verso loro dicendo…” (5:52).

Da: Associazione Islamica Imam Mahdi (aj)

 

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