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Domenica, 09 Marzo 2014 04:21

Il Profeta Ibrahim: l'eroe del Corano (terza prate)

Il Profeta Ibrahim: l'eroe del Corano (terza prate)
La moglie di Ibrahim (A) si chiamava Sara ed era sterile. Per questa ragione concordò nel dare a suo marito una schiava, di nome Hajar, attraverso la quale avrebbe avuto una discendenza.

Il profeta Isma’il nacque proprio grazie all’unione di Ibrahim (A) con Hajar. Nella Bibbia si narra che Sara era invidiosa di Hajar e, per questo motivo, esortò il marito ad abbandonarla col figlio nel deserto5 . Questa versione della storia non viene comunque approvata dal sacro Corano, il quale considera Sara una donna benedetta e appartenente alla Ahl al-Bayt di Ibrahim (A) 6 . Piuttosto, l’ordine di portare Hajar e suo figlio Isma’il a Mecca fu un vero e proprio ordine divino.

Fu proprio a Mecca che la sacra casa d’Iddio, la santa Ka’bah la cui funzione di luogo di culto era ormai stata abbandonata da secoli, venne ricostruita da Ibrahim (A) e Isma’il (A) 7 . Fu così che i riti dell’hajj, il Pellegrinaggio Islamico, vennero nuovamente ristabiliti8 . Il sacro Corano afferma: “Ed incaricammo Ibrahim e Isma’il di purificare la Mia casa per coloro che vi circombulano, per chi si vi si ritira in isolamento e per chi vi si inchina e prostra” (al-Baqarah: 125).

Una delle invocazioni che Ibrahim (A) fece nella sacra casa viene presentata in due modi differenti: “Mio Signore! Rendi questa, una città sicura!” (al-Baqarah: 126) e “Mio Signore! Rendi questa città sicura” (Ibrahim: 35). Dato che a quel tempo non vi era nessuna città a Mecca ma bensì soltanto un pezzo di deserto, è possibile che Iddio abbia concesso ad Ibrahim (A) la visione della Ka’bah nel futuro e, quindi, piena di idoli. Per questo motivo egli avrebbe considerato Mecca già una città nella seconda invocazione.

Poi Ibrahim (A) supplicò il suo Signore dicendo: “Nostro Signore! Nomina tra loro un messaggero che reciti loro i Tuoi segni, gli insegni il Libro e la saggezza e li purifichi” (al-Baqarah: 129). Di conseguenza è possibile dedurre che il nobile Profeta Muhammad (S) sia la realizzazione dell’invocazione di Ibrahim (A).

Un’altra delle invocazioni di Ibrahim (A) è la seguente: “Mio Signore! Fammi rispettare la preghiera e [anche] alla mia progenie. O nostro Signore! Accetta la mia supplica” (Ibrahim: 40). A tal riguardo si potrebbe dire che Iddio non abbia accettato questa invocazione di Ibrahim (A) poiché molti dei suoi discendenti non possono venire in nessun modo considerati tra le persone pie. E’ comunque assai più probabile che Ibrahim (A) si stesse riferendo alla discendenza della sua Ahl al-Bayt e non nella sua interezza genealogica.

Poi Ibrahim (A) ricevete l’ordine di lasciare Hajar e Isma’il (A) nel deserto e di ritornare da Sara. Successivamente Isma’il (A) sposerà una donna araba attraverso la quale si possono ricavare le origini della razza araba moderna (‘arab al-musta’ribah). Gli arabi antecedenti ad Isma’il (A) vengono invece definiti “arabi puri” (‘arab al-‘aribah).

Quando Ibrahim (A) tornò da sua moglie ricevette alcuni ospiti inattesi e se ne intimorì, in ispecie dopo che essi rifiutarono di mangiare il vitello arrostito che offrì loro. Questi ospiti, comunque, gli dissero: “Non temere!” (al-Dhariyat: 28). Essi erano infatti angeli che erano stati mandati a lui per “dargli la notizia di un figlio sapiente”9 . Sara, che era sterile, udì la notizia da un’altra stanza o da dietro a un velo: “Poi sua moglie si fece avanti piangendo [di gioia], si colpì il volto e disse:- Una donna vecchia e sterile!-” (al-Dhariyat: 29). Degno di nota è il fatto che, in seguito la notizia gli venne data anche direttamente dagli angeli: “Sua moglie, in piedi, rise non appena Le demmo la notizia di Ishaq e di Ya’qub dopo Ishaq” (Hud: 71). La notizia della nascita di Ishaq (A) da parte di Ibrahim (A) e Sara venne considerata una vera benedizione10 anche se “tra i loro discendenti alcuni saranno pii e altri trasgrediranno” (al-Saffat: 113).

Poi Ibrahim (A) venne informato della missione dei suoi ospiti, la quale non si limitava a quella visita ma bensì proseguiva verso Sodoma. Essi dissero: “Siamo stati mandati [anche] alla gente di Lut” (Hud: 70). Ciò significava che la gente di Sodoma sarebbe stata punita violentemente a causa della propria trasgressione. Ibrahim (A) sperò fino all’ultimo che gli abitanti di Sodoma potessero essere condotti lungo la retta via e cercò di trattenere gli angeli e farli acconsentire ad una dilazione della punizione, ma essi dissero: “Ibrahim! Lascia perdere questa questione! L’editto del tuo Signore è già giunto ed una punizione irrevocabile ormai li attende!” (Hud: 76).

Quando Isma’il (A) era ancora giovane, suo padre Ibrahim (A) gli fece visita nella città santa di Mecca. In quell’occasione a quest’ultimo fu rivelato in sogno di dover sacrificare suo figlio: “Egli disse:- Figlio mio! Ho visto in sogno che devo sacrificarti. Cosa pensi?-. Egli disse:- Padre! Fai ciò che ti è stato ordinato di fare. Se Iddio vuole sarò paziente-” (al-Saffat: 102). Comunque, quando i due si sottomisero al volere divino e Ibrahim (A) stava per sacrificare suo figlio uccidendolo, Iddio cambiò l’ordine e rivelò ai due profeti che era Sua intenzione metterli alla prova: “Quindi quando si sottomisero entrambi [al volere divino] e lui lo distese prendendolo per la fronte, lo chiamammo:- Oh Ibrahim! Hai realizzato la visione! Invero Noi premiamo chi compie il bene. Questa si trattava di una prova evidente-” (al-Saffat: 103-107).

Il “sacrificio immenso” che viene citato in questo versetto è stato detto essere un sacrificio simbolico di una pecora, il quale viene compiuto ogni anno dal credente durante un dei riti dell’hajj. Comunque limitare questo sacrificio ad un’interpretazione quantitativa inerente al numero delle pecore e attribuirla al sacro Corano è assai problematico. Infatti tutte le pecore che sono state sacrificate a Mecca negli anni passati in aggiunta a tutte quelle che verranno sacrificate in futuro non potranno mai rappresentare un “riscatto” per la nobile anima del profeta Isma’il (A). Per questo motivo un’interpretazione più plausibile farebbe pensare al “sacrificio immenso” dell’Imam al-Husayn (as) a Karbala , il quale è un suo diretto discendente.

 

Fonte: islamshia.org

 

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