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Venerdì, 22 Maggio 2015 03:45

Introduzione all’ordinamento economico islamico (1)

Introduzione all’ordinamento economico islamico (1)
Uguaglianza economica Per apportare uguaglianza intesa come condizione economica, l’Islam ha introdotto vari metodi. Uno di questi consiste nel trasferimento della ricchezza eccessiva dal settore più abbiente della società a quello che lo è meno. Questo viene effettuato su due diversi livelli: quello individuale e quello collettivo.

 

 

Ad un livello individuale

L’uguaglianza economica viene perseguita attraverso gli insegnamenti morali ed etici relativi alla carità. In arabo, questi vengono chiamati con termini quali Sadaqah e Infaq. Ci sono molti Versetti nel Sacro Corano che dicono ai Musulmani di aiutare gli altri volontariamente. Ci sono molti più Versetti che trattano della carità volontaria piuttosto che delle tasse dovute. Ognuno di noi è tenuto ad aiutare il prossimo, in base alle proprie possibilità ed ai propri mezzi.

Ci sono tre livelli di carità.

Primo livello: "E ti chiedono {O Muhammad}:- Cosa dobbiamo dare in elemosina?". Dì:- Il sovrappiù-" (Sacro Corano, Sura al-Baqara, 2:219).

Secondo livello: "I timorati che ... donano di ciò di cui Noi li abbiamo provvisti" (Sacro Corano, Sura al-Baqara, 2:3).

Terzo livello: "Quelli che donano nella buona e nella cattiva sorte" (Sacro Corano, Sura ali-°Imran, 3:134).

In tutti questi livelli, si deve ricordare di seguire la via della moderazione: "Non portare la mano al collo e non distenderla neppure con troppa larghezza, ché ti troveresti biasimato e immiserito" (Sacro Corano, Sura al-Isra’, 17:29).

Fu chiesto all’Imam Jafar as-Sadiq (as) riguardo ad un gruppo di persone ricche e ad un gruppo di fratelli Musulmani poveri: "E’ giusto che i ricchi mangino e bevano in abbondanza mentre i loro fratelli sono affamati, in ispecie nei giorni di difficoltà?".

L’Imam (as) rispose: "Invero un Musulmano è fratello di un altro Musulmano, egli non opprimerà suo fratello, né lo abbandonerà o priverà dei suoi diritti. Ai Musulmani è richiesto di lavorar duro per i propri fratelli, di stare loro vicino, di aiutarli ad essere caritatevoli verso i bisognosi". (3)

 

Ad un livello collettivo

L’uguaglianza economica viene garantita attraverso le tasse dovute sull’eccedenza della ricchezza di ogni Musulmano. In una società islamica ideale, il governo islamico è responsabile del rispetto delle leggi concernenti tasse islamiche quali Khums, Zakat, Khiraj, ecc..

Ad esempio, nello spiegare il ruolo dell’Imam in quanto Guida, l’Imam Musa al-Kadhim (as) dice: "L’Imam è il legalitario di una persona che non ha legalitario, e il sostentatore di una persona che non ha sostentatore". (4)

Questa sicurezza economica è estesa a tutti i soggetti dello Stato Islamico, anche se questi non sono Musulmani. Una volta l’Imam ‘Ali (as), vedendo un vecchio che stava elemosinando per la strada, chiese: "Chi è costui?". Le persone presenti risposero: "O Principe dei Credenti, è un Cristiano". L’Imam (as) disse: "Lo avete usato finché non ha raggiunto la vecchiaia e, ora che non è più in grado di lavorare, lo avete privato dei suoi bisogni primari! Dategli ciò di cui necessita dal tesoro pubblico". (5)

In breve, lo scopo dell’Islam è quello di eliminare il "bisogno" (hajat) ed elevare le persone bisognose allo stato di "libero dalla necessità" (ghani).

 

NOTE

1) Un esempio chiaro e importante di questo modo di pensare fu il Presidente degli USA Ronald Reagan. Patti Davis, la figlia dei Reagan, rimproverava la politica di locazione dei senzatetto in America di suo padre e ne ridicolizzava gli aneddoti riguardo agli “imbroglioni dello stato sociale” (come Reagan definiva i senza tetto) e la sua opinione che le persone sono “senza tetto per scelta” (Rif. Globe & Mail, 21 Settembre 1990).

2) Nahj ul-Balaghah, sermone 3.

3) Hasan b. Hasan, al-Hurr al-’Amili Wasa’ilu ’sh-Shi’a, vol.11, (Beirut: Dar Iha’i ‘ t- Turathi ‘l - ‘Arabi , 1939 ) p.597.

4) Muhammad b. Ya’qub al-Kulayni, al-Usul al-Kafi, vol. 1 (Teheran: Daru ‘l-Kutubi ‘l-Islamiyya,1338 a.H.), p. 542.

5) Al-'Amili, Wasa’il, vol.11, p.49.

 

Tratto da: S.M.Rizavi "Il Khums: una tassa islamica", a cura dell'Associazione Islamica Imam Mahdi

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