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Giovedì, 16 Aprile 2015 08:27

Unicità di Dio (Tawhid) (1)

Unicità di Dio (Tawhid)  (1)
“Non invocare nessun’altra divinità insieme a Dio. Non c'è dio all’infuori di Lui. Tutto perirà, eccetto il Suo Volto. A Lui appartiene il giudizio e a Lui sarete ricondotti.” (Santo Corano, 28:88)

 

Ogni solida dottrina ha una base e fondamenta su cui poggia la sua visione del mondo e la sua dottrina. La base della dottrina divina islamica è costituita dall'unicità di Dio, su cui poggiano saldamente la totalità delle sue convinzioni e delle sue opere.

Si tratta di un’unità dello spirito, nel complesso dei pensieri islamici; di un'unità del corpo, nel complesso dei suoi precetti e delle sue prescrizioni; di un'unità del messaggio della totalità dei suoi Profeti divini (as); di un'unità del primo passo di coloro che hanno seguito la via della sua Guida.

Il primo messaggio delle guide e degli Inviati divini (as) riguardava l'unicità di Dio, e il loro più grande onore è stata la sottomissione alla Sacra figura del Sostentatore. I sacri versetti coranici esprimono perfettamente tale concetto.

Abramo (as) fu il portabandiera del Tawhid e della devota adorazione di Dio; Mosè (as) combatté contro il Faraone miscredente e l'idolatria; Gesù (as) rappresentò la pietà nell'adorazione di Dio.

Il Glorioso Corano riguardo al nobile Abramo (as) recita: “In verità Abramo fu un modello, obbediente a Dio e sincero: egli non era affatto un politeista”. (Santo Corano, 16:120)

Riguardo al Nobile Mosé, recita che in risposta al Faraone disse: “Il nostro Sostentatore è Colui che ha donato la vita a tutti gli esseri e che li ha guidati”. (Santo Corano, 20:50)

Riguardo al Nobile Gesù (as) recita: “Cristo non ha mai rinnegato di essere un servitore di Dio”. (Santo Corano, 4:172)

Questo Libro Celeste riguardo al Profeta dell'Islam (S) recita: “Di’, io sono un uomo come voi! E' stato rivelato che il vostro Sostentatore è l'Unico Dio”. (Santo Corano, 18:10)

Dal principio alla fine del Nobile Corano si può osservare lo spirito dell'unicità di Dio, tanto che si può affermare che fra i libri esistenti solo il Corano si è fregiato il capo della corona della nobiltà, divenendo il portavoce dell’Unità e Unicità di Dio per tutti gli esseri umani.

Onore di tutti i profeti (as) e diletti a Dio è stata la sottomissione e la devozione assoluta al cospetto della divinità.

Una delle consorti del Nobile Profeta (S) racconta: “Nel mezzo della notte del 15 Shaban mi svegliai e vidi che il Profeta di Dio non era nel suo giaciglio. Dopo averlo cercato lo vidi in un angolo della camera gettato a terra come un vecchio vestito supplicare Dio. Mi chinai avvicinando il capo per udire che cosa stesse dicendo quel sant'uomo. Constatai che era intento a implorare e supplicare al cospetto della divinità. Infine sfregando il volto al suolo diceva: “Sfrego il mio volto al suolo; è opportuno che al Tuo cospetto io mi prosterni”.

Un uomo giunse presso il Nobile Profeta (S) e disse: “Ciò che Dio vuole! Ciò che vuole il Profeta!” Il Nobile Profeta disse: “Non dire così. Non pronunciare il mio nome accanto a quello del Sostentatore! Di piuttosto 'Ciò che Dio vuole e dopo di Lui ciò che vuole il Suo Profeta!”

I venerabili Imam sciiti mantenevano la massima umiltà al cospetto della divinità rivolgendoGli le più importanti confidenze e implorazioni. Questo argomento ha acquisito un particolare fulgore nelle loro invocazioni.

Il Principe dei Credenti Imam ‘Ali (as) al cospetto del Sostentatore diceva: “O Sostentatore! E' per me sufficiente la grazia di potere essere Tuo servitore, mi è sufficiente l'onore che Tu sia mio Sostentatore. Sii per me quello che io desidero e fai di me ciò che Tu vuoi!”

Questo stesso Imam (as) nelle sue fervide e sommesse preghiere si lamenta e invoca più volte Dio affinché gli conceda la misericordia e l'amore, e con la massima umiltà dice: “Tu sei Potente e io debole. Chi può aiutare il debole se non il Potente?”

Suo figlio, il Signore dei Martiri Imam Husayn (as), nella invocazione di 'arafa (invocazione della vigilia della festa dei sacrificio ‘Id al-Adha) raffigura nel modo più completo due scene. La prima scena riguarda la potenza e la magnificenza divina; la seconda il difetto e la debolezza dell'uomo che con la sottomissione e l’umiltà allunga la mano supplice verso l'infinita potenza divina.

L'umiltà dei Puri Imam (as) era tale che il quarto Imam, Zayn al-Abidin (as), che spiccò alto il volo nel cielo della gnosi ricolmo di amore per il Clemente, disse al cospetto di Dio: “O Sostentatore! Che cosa posso valere io al Tuo cospetto?”

Aspetti dell'unicità di Dio

Si può esaminare il concetto di unicità partendo da diversi punti di vista. Ci dedicheremo ora ad alcuni di essi.

Innanzitutto, bisogna dire che la discussione sull'unicità di Dio può essere affrontata in due differenti ambiti:

1 - Teorico;

2 - Pratico.

Nel primo ambito si presta attenzione alla conoscenza di Dio Altissimo, mentre nel secondo si distingue la responsabilità dell'uomo al cospetto di Dio.

Per quanto riguarda il primo ambito d'indagine, il concetto di unicità di Dio assume vari aspetti:

1 - Unità dell'Essenza;

2 - Unità degli Attributi;

3 - Unità delle Azioni;

Anche per quanto riguarda il secondo ambito d'indagine, il concetto di unicità di Dio assume aspetti differenti:

1 - Unità nella Sottomissione;

2 - Unità nell'Obbedienza;

3 - Unità nell'Invocazione d'aiuto.

Di seguito offriremo una breve spiegazione relativa ad ognuno degli aspetti dell'unicità.


http://www.islamshia.org/item/872-unicit%C3%A0-di-dio-hujjatulislam-abdekhodai.html

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