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Lunedì, 30 Marzo 2015 05:28

Auto-censura nella storia Islamica: studio del caso del Da’wat Dhu’l-‘Ashira(1)

Auto-censura nella storia Islamica:  studio del caso del Da’wat Dhu’l-‘Ashira(1)
Molti studiosi della storia islamica iniziano i loro studi presupponendo che se un evento o una narrazione non sono riportati nelle prime fonti della storia Islamica o in raccolte hadith come as-Sirah an-Nabawiyya di Ibn Hisham o Sahih di al-Bukhari, devono esser considerati una creazione postuma, quindi privi di credibilità.

 

Tendono a sottovalutare i pregiudizi e i condizionamenti imposti agli scrittori dai governi così come i preconcetti derivati dalle proprie inclinazioni. I pregiudizi sono fondamentali non solo nella creazione di personaggi, eventi e dichiarazioni mitiche, ma sono ugualmente rilevanti nell’ignorare e porre sotto silenzio figure e racconti storici.

 

Questo articolo intende esaminare la modalità con cui gli storici musulmani hanno analizzato la prima chiamata pubblica o convocazione all’Islam fatta dal Profeta Muhammad (S), conosciuta come Da’wat dhu’l-‘Ashira.

http://www.islamshia.org/item/59-auto-censura-nella-storia-islamica-studio-del-caso-della-da-wat-dhu-l-ashira-hujjatulislam-s-m-rizvi.html

 

 

 

2- La prima chiamata pubblica all’Islam

 

L’Islam iniziò quando il Profeta Muhammad (pace su di lui e sulla sua progenie) aveva quaranta anni di età. Inizialmente, la missione profetica rimase segreta. Tre anni dopo l’avvento dell’Islam, il Profeta (S) ricevette l’ordine di proclamare pubblicamente il suo messaggio. Fu in questa occasione che Allah l’Altissimo rivelò il versetto: وَأَنذِرْ عَشِيرَتَكَ الاَقْرَبِينَ “E avverti i tuoi parenti più prossimi” (26: 214).

 

Quando questo versetto venne rivelato, il Profeta (S) organizzò un banchetto ricordato come “L’invito dei familiari” (Da’wat dhu’l-‘Ashira). Il Profeta (S) invitò circa quaranta uomini dai Banu Hashim (clan e famiglia a cui apparteneva) e chiese ad ‘Ali bin Abi Talib (as) di occuparsi dei preparativi per la cena. Dopo aver servito i suoi ospiti con cibo e bevande, quando il Profeta (S) avrebbe desiderato discutere con loro dell’Islam, Abu Lahab lo anticipò e disse: “E’ da molto che hai ammaliato i tuoi ospiti.” Tutti gli invitati perciò si dispersero, prima che il Profeta (S) potesse presentare loro il suo messaggio.

 

Il Profeta (S) li invitò quindi per il giorno successivo. Dopo il ‘banchetto’, egli parlò loro dicendo:
”O figli di ‘Abdu’l-Muttalib! Per Dio, io non conosco alcuna persona tra gli Arabi che è venuta alla sua gente con qualcosa migliore di ciò che io vi porto. Vi ho portato il bene di questo mondo e dell’altro, e mi è stato ordinato dal Signore di invitarvi al Suo cammino. Per tanto, chi tra di voi mi appoggerà in questo compito, diventando così mio fratello (akhhì), mio successore (wasiyyì) e mio califfo (khalifatì) tra di voi?”

 

Era questa la prima volta che il Profeta (S) apertamente e pubblicamente invitava i propri parenti a riconoscerlo come Messaggero e Profeta di Dio; egli utilizzò anche le parole “akhì wa wasiyyì wa khalifatì” (mio fratello, mio successore e mio califfo) in riferimento alla persona che lo avrebbe aiutato in questa missione. Nessuno rispose; tutti indietreggiarono eccetto il più giovane di tutti loro: ‘Ali bin Abi Talib (as). Egli si alzò e disse: “Io sarò il tuo aiutante, o Profeta di Dio.”

 

Il Profeta (S) mise la sua mano sulla spalla di ‘Ali (as) e disse:

“Inna hadha akhhì wa wasiyyì wa khalifati fikum fasma’ù lahu wa atì’ù” (In verità egli è mio fratello, mio successore e mio califfo tra voi; quindi, ascoltatelo ed obbeditegli) (1).

 

Era questa una dichiarazione particolarmente esplicita e necessaria affinché i presenti comprendessero in modo chiaro la designazione di ‘Ali (as). Alcuni di essi, Abu Lahab compreso, addirittura ironizzarono con Abu Talib dicendogli: “Tuo nipote Muhammad ti ha ordinato di ascoltare ed obbedire a tuo figlio!” In conclusione, questo indica che la designazione di ‘Ali bin Abi Talib (as) era chiara ed esplicita, non semplicemente sottintesa.

 

 

 

3- Perché Ibn Hisham non menziona questo Da’wat?

 

Una delle questioni sorte in relazione a questo argomento è: perché ‘Abdu ‘l-Malik Ibn Hisham (morto nel 213 dell’Egira) non ha menzionato questo evento nel suo as-Sirah an-Nabawiyya – La Biografia del Profeta (S)? Dopo tutto, egli è il primo fra i biografi del Profeta (S).

 

Quella che è conosciuta come la Sirah di Ibn Hisham è in realtà il sunto del libro di Muhammad Ibn Ishaq (nato nell’85 dell’Egira a Medina e morto nel 151 dell’Egira a Baghdad). La versione completa del libro di Ibn Ishaq non esiste più. La domanda deve esser quindi riformulata: “Ibn Ishaq ha menzionato l’evento dell’Invito della Famiglia?”

 

Le considerazioni politiche che influenzarono Ibn Hisham nel cancellare alcuni eventi e lasciarne altri risultano chiare a partire da quanto egli stesso ha dichiarato. Elencando i punti che ha omesso, Ibn Hisham scrive “…cose che sono spiacevoli da discutere; argomenti che infastidiscono certe persone…tutte queste cose le ho omesse” (2). I curatori dell’edizione egiziana del 1955 della Sirah scrivono che Ibn Hishaq aveva citato eventi che non sarebbero stati graditi dagli ‘Abbasidi “come la partecipazione di al-‘Abbas al fianco dei miscredenti nella battaglia di Badr e la sua cattura da parte dei Musulmani – narrazione che Ibn Hisham successivamente omise per paura degli ‘Abbasidi.” (3)

 

Le lodi dell’Imam ‘Ali bin Abi Talib (as), specialmente la tradizione di dàr, sono tra quelli che Ibn Hisham omise nel riassunto della Sirah di Ibn Ishaq. “La tradizione di dàr” riguarda l’evento dell’Invito della Famiglia che abbiamo menzionato precedentemente.

 

Il fatto che Ibn Ishaq abbia menzionato l’Invito della Famiglia può esser constatato attraverso coloro che hanno narrato gli eventi da Ibn Ishaq mediante fonti differenti da Ibn Hisham. Per esempio, at-Tabari (morto nel 310 dell’Egira) narra lo stesso evento attraverso Ibn Ishaq. Anche Shaykh Abu Ja’far at-Tusi (morto nel 460 dell’Egira) narra lo stesso evento attraverso due differenti catene di narratori: una di queste è sull’autorità di Ibn Ishaq attraverso at-Tabari (4).

 

Catena di narratori del “Dawat Dhul Ashira” da at-Tabari e at-Tusi

Ali

Abdullah bin Abbas

Abdullah bin Harith bin Nawfal

Al-Minhal bin Umar

 
 

Abdul Ghaffar bin al-Qasim

Muhammad bin Ishaq

Salma bin al-Fazl

Muhammad ibn Humayd

At-Tabari
    

Sulayman al-Amash

Salma bin Salim al-Yufi

Muhammad al-Khurura´i

Muhammad al-Baghandi

 

Abul Mufazzal

Un gruppo

At-Tusi

 

 Questo dimostra chiaramente che quello che è stato riconosciuto come il primo e più autentico registro storico non è esente da pregiudizi quando ignora certi eventi e ne cita altri.

 

Ibn Hishaq stesso è stato accusato di avere inclinazioni Sciite. Se corrisponde al vero, questa potrebbe essere una delle considerazioni che hanno spinto Ibn Hisham ad omettere tesi che credeva sostenessero la causa Sciita.

 

Comunque al-Khatib al-Baghdadi in Ta’rikh Baghdad e Ibn Sayyidi’n-Nas in ‘Uyùnu’l-Athar, entrambi storici Sunniti, hanno difeso Ibn Ishaq contro ogni sorta  di accusa , inclusa quella di avere inclinazioni Sciite (5).

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