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Giovedì, 05 Marzo 2015 06:33

La tendenza a razionalizzare le leggi della Shari’ah (1)

La tendenza a razionalizzare le leggi della Shari’ah (1)
Introduzione Perché dobbiamo pregare cinque volte al giorno? Perché cani e maiali sono visti come animali impuri? Perché un animale macellato in maniera non islamica è proibito e ritualmente impuro?

 

Queste sono solo alcune delle tante domande che i nostri giovani hanno posto riguardo le leggi della Shari’ah. Essi vogliono razionalizzare ogni legge della Shari’ah; vogliono conoscere la ragione e lo scopo della legislazione di queste leggi.

Questo capitolo si concentra su questa tendenza e cerca di spiegarne la validità o meno. Prima di spiegare la validità o la non-validità, di razionalizzare la Shari’ah, vorremmo chiarire l’attitudine fondamentale di un Musulmano nei confronti di essa.

 

Lo scopo della razionalizzazione

L’Islam è un Din, una religione. “Din” indica una completa Via di vita che consiste in credenze e leggi (sia giuridiche che morali). Per trovare l’opinione Islamica circa la comprensione della religione, dobbiamo studiare il Sacro Corano e la Sunnah. Nel Sacro Corano e nella Sunnah possiamo riscontrare due diverse attitudini verso due differenti aspetti del Din. Questi due aspetti sono:

- le credenze fondamentali conosciute come usulu’d-Din, le radici della religione;

- le leggi della Shari’ah, conosciute come furu’u’d-Din, i rami della religione.

Per quanto riguarda le “radici” della religione, l’Islam richiede ai Musulmani di basare la loro fede nei fondamenti della loro religione dopo aver raggiunto la convinzione della loro veridicità attraverso l’analisi e la riflessione. Il Sacro Corano condanna chiaramente coloro che seguono ciecamente gli altri riguardo alle proprie credenze:

“Non c’è costrizione nella religione. La Retta Via ben si distingue dall’errore” (Sacro Corano, Sura al-Baqara, 2:256).

E dice anche:

“Quando si dice loro:- Venite a quello che Dio ha fatto scendere sul Suo Messaggero-, dicono:- Ci basta quello che i nostri avi ci hanno tramandato-. Anche se i loro avi non possedevano scienza alcuna e non erano sulla retta via?” (Sacro Corano, Sura Ma’idah, 5:104).

Questa forte condanna agli idolatri che seguivano ciecamente i loro avi è ripetuta in più punti:

“E quando si dice loro:- Seguite quello che Dio ha fatto scendere-, essi dicono:- Seguiremo piuttosto quello che seguivano i nostri antenati-. E ciò anche se i loro antenati non comprendevano e non erano ben guidati” (Sacro Corano, Sura al-Baqara, 2:170).

e: “E quando si dice loro:- Seguite quello che Dio ha rivelato-, rispondono:- Seguiremo invece quello che abbiamo trovato presso i nostri avi-.” (Sacro Corano, Sura Luqman, 31:21).

L’Islam afferma che è possibile considerare la veduta e le opinioni degli altri, ma che bisogna accettare soltanto ciò che è ragionevole da credere:

“Annuncia {O Muhammad} la lieta novella ai miei servi che ascoltano la Parola e obbediscono a quanto di meglio essa contiene. Essi sono coloro che Dio ha guidato, sono i dotati di intelletto” (Sacro Corano, Sura az-Zumar, 39:17-18).

Inoltre, nei libri di Aĥādīth, troviamo il Profeta (S) e gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as)usare argomentazioni logiche in materia di credo al fine di convincere i loro oppositori o coloro che ricercavano la Verità.

Ma per quanto concerne i “rami” della religione, l’Islam richiede al Musulmano l’assoluta obbedienza. La ragione è molto ovvia: quando una persona crede, per sua libera decisione, a Dio, in quanto Creatore e Saggio Legislatore, in Muhammad (S), in quanto infallibile Messaggero di Dio e nel Sacro Corano in quanto autentico messaggio di Dio, allora diventa una conseguenza naturale e necessaria quella di dover aderire alle leggi della Shari’ah.

Questa obbedienza assoluta alle leggi della Shari’ah può esser dedotta dai seguenti Versetti:

“Quando Dio e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce a Dio e al Suo Inviato palesemente si travia” (Sacro Corano, Sura al-Ahzab, 33:36).

“O credenti! Non anticipate Dio e il Suo Messaggero e temete Dio. Dio è Audiente e Sapiente” (Sacro Corano, Sura al-Hujurat, 49:1).

“O voi che credete! Obbedite a Dio, al Messaggero e a coloro di voi che hanno l’autorità {gli Imam (as)}” (Sacro Corano, Sura an-Nisa’, 4:59).

“Non abbiamo inviato un Messaggero se non affinché sia obbedito” (Sacro Corano, Sura an-Nisa’, 4:64).

Riassumendo: riguardo ai fondamenti dell’Islam, al Musulmano è richiesto di credere solo dopo aver riflettuto; per quanto riguarda invece le leggi dell’Islam, gli è richiesto di seguirle senza riserve.

http://www.islamshia.org/item/867-la-tendenza-a-razionalizzare-le-leggi-della-shari-ah-s-m-rizvi.html

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