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Lunedì, 01 Febbraio 2016 05:24

Brevi Lezioni per un’Educazione Islamica

Brevi Lezioni per un’Educazione Islamica
Nel nome di Dio, Clemente e Misericordioso  Dedicato alla Signora dei due Mondi, Fatimah Zahrà - salamullah °alayha -, figlia dell’ultimo dei Profeti, Muhammad - sallallahu °alayhi wa alihi wa sallam -, che sia di esempio per tutte noi e che, Inshallàh, diventiamo tutte sue ancelle in Paradiso.

 

 Prima Lezione, I Cinque Pilastri: Unicità, Giustizia di Dio, Profezia, Imamato, Resurrezione, il Martirio

 Assalamu °alaykum! Oggi voglio raccontarvi la storia di Zaynab, una bambina di 8 anni che vive con la sua famiglia in un piccolo paesino. Zaynab vuole molto bene alla sua mamma e al sua papà. La sua mamma si chiama Fatimah e il suo papà Alì. C’è molto via vai in questi giorni nella loro casa, tutti si stanno preparando per la festa dei nove anni di Zaynab. Ma°sumah, la sorellina di Zaynab che ha 5 anni, non fa altro che fare domande e non vede l’ora di compiere anche lei 9 anni. Ma°sumah guarda incuriosita sua sorella, mentre parla con la mamma, si domanda: Cosa avrà di tanto speciale Zaynab adesso, da farle una festa! Intanto la mamma sta spiegando a Zaynab che fra pochi giorni incomincerà un nuovo periodo per lei, dovrà incominciare a comportarsi da signorina…

 Le spiega che Allah è il Creatore di tutto e perciò l’Unico che può stabilire le regole per gli esseri viventi, le dice: “Prova a immaginare un mondo senza regole!”

Zaynab risponde: “Sarebbe come se a scuola tutti facessero quello che vogliono, venissero a scuola all’ora che vogliono, rispondessero male alla maestra, in questo modo sarebbe impossibile andare a scuola e imparare!”

 

“Brava, Zaynab, è proprio così, Allah è giusto e ci indica quello che dobbiamo fare, perché vuole che viviamo felici, perciò ci ha dato una serie di regole da rispettare. Come quando vogliamo andare a cercare un tesoro, non possiamo farlo senza una mappa, in questo caso il nostro tesoro è il Paradiso e non possiamo raggiungerlo senza essere guidati da una mappa”.

“Sì, e per guidarci Dio ci ha mandato i Profeti!”

“Esattamente, i Profeti sono le nostre guide, l’ultimo dei quali è Muhammad - sallallahu °alayhi wa alihi wa sallam - .”

 Ma°sumah ribatte: “Ma come, mio fratello è un profeta??!!”, Zaynab e la mamma le sorridono e la mamma le spiega che lei e il papà gli hanno dato il nome del Profeta dell’Islam perché è importante dare bei nomi ai propri figli, e quale nome è più bello di quello di un Profeta?!

Zaynab continua: “Dopo il Profeta Muhammad - sallallahu °alayhi wa alihi wa sallam- non ci sono stati altri profeti, vero mamma?”

“Esatto figlia mia.”

 “Però è incominciato l’Imamato dell’Imam Alì -°alayhissalam - e poi l’Imam Hasan - °alayhissalam- …fino all’Imam Mahdi - °alayhissalam - che è ancora vivo, anche se sono passati più di mille anni dalla sua nascita”.

Ma°sumah dice sorpresa: “Ma come, è ancora vivo??!!”, le risponde la mamma: “Certo Ma°sumah, Dio, allo stesso modo di come ha creato l’uomo, è anche in grado di mantenerlo in vita per così tanti anni!”.

 Ma°sumah ribatte: “Allora vado a pregare Allah, anch’io voglio vivere tanto!” e corre verso la sua camera, però a un certo punto ritorna con due lacrimoni che le stanno scendendo dagli occhi. Zaynab accarezza sua sorella e le chiede: “Cosa è successo, perché piangi?”

 Risponde: “Perché la nonna non è vissuta tanti anni, io le volevo così bene”. La mamma le risponde: “Tutti dobbiamo lasciare questo mondo prima o poi, e se avremo ubbidito ai comandamenti di Allah e compiuto tante buone azioni andremo a vivere in un posto ancora più bello, è così che Dio ci premia”.

Chiede Ma°sumah: “Allora rivedrò la nonna?”, “Certo”, risponde la mamma, “se ubbidirai ai tuoi genitori e a Dio, la rivedrai”.

 Angeli in terra

Ruqayyah è una delle migliori amiche di Zaynab, è un po’ più grande di lei, va già alle medie, però a Zaynab piace ascoltare i suoi racconti sulla vita in Palestina. Eh sì, Ruqayyah è di origini palestinesi, sua madre venne in Italia col fratello una decina di anni fa.

Zaynab si ricorda ancora la prima volta che andò a casa di Ruqayyah, in una delle stanze c’era la foto del padre di Ruqayyah e un’immagine di Ashurà (quella famosa col cavallo) vicino e alcune scritte in arabo, tra cui questo versetto del Corano: “E non dite che sono morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Allah, ché invece sono vivi e non ve ne accorgete”. (Sura Baqarah, versetto 154)

Quando entrarono in quella stanza, Ruqayyah guardò verso la foto del padre e disse: “Assalamu °alaykum ya abata!” (Salam alaykum papà caro!)

 Zaynab si rese allora conto che il padre di Ruqayyah doveva essere una persona speciale e le chiese di raccontarle di lui. All’inizio Zaynab pensò che aveva sbagliato a fare quella domanda e che adesso Ruqayyah si sarebbe messa a piangere, invece Ruqayyah disse: “Mio papà è un eroe!”, e continuò dicendo “Zaynab tu sei una brava bambina musulmana e devi sapere la verità su quello che fanno ai musulmani, devi sapere come vengono trattati male i palestinesi nella loro terra!”.

“Zaynab, mio papà faceva parte di uno di quei gruppi che in Palestina stanno cercando di restituire ai Palestinesi quello che è il diritto di ogni essere umano: il diritto a vivere in pace nella propria terra, il diritto di andare a scuola, il diritto di lavorare, il diritto di avere una vita sicura..., tu devi sapere che loro non hanno nemmeno il diritto di difendersi. Vuoi sapere com’è morto mio padre?

Mio padre ha preferito una morte con onore piuttosto di una vita in schiavitù, come l’Imam Husayn -°alayhissalam -, lui si è sacrificato per salvare la sua famiglia, il suo paese, l’Islam…”, qualche lacrima incominciò a scendere dagli occhi di Ruqayyah, che continuò dicendo: “Difendere l’Islam ed i musulmani contro qualsiasi oppressore è un dovere di ogni musulmano e musulmana, e dovremmo tutti ricordare nelle nostre preghiere i nostri fratelli e le nostre sorelle che soffrono e lottano per l’Islam, anche se non possiamo fare di più”.

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