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Mercoledì, 28 Ottobre 2015 06:20

Una prospettiva islamica sulla famiglia* (seconda parte)

Una prospettiva islamica sulla famiglia* (seconda parte)
La formazione della famiglia, in principio formata da un uomo ed una donna, è uno degli elementi fondamentali del disegno di Dio per la vita umana. Egli ci ha benedetto ancor di più dandoci dei bambini.

I bambini possono essere ben protetti e cresciuti soltanto nell’atmosfera della famiglia dove vi sia un padre e una madre che si amano reciprocamente e amino i loro bambini, vedendo nei loro figli un dono proveniente da Dio, avvicinandoli ulteriormente uno all’altro.

Il matrimonio: un patto sacro

Poiché la famiglia è un aspetto cruciale della creazione divina dell’umanità e un’istituzione sacra, il matrimonio è considerato come un patto sacro tra il marito e la moglie e Dio è il testimone tra loro. Mantenere solidi i legami matrimoniali e familiari è essenziale. In un ben noto detto (hadith), il Profeta Muhammad è riportato aver detto:

“Nell’Islam non è stata edificata nessuna costruzione più amata agli occhi di Dio del matrimonio.” (Bihar al-Anwar, vol. 100, pag. 222)

Pertanto ogni cosa deve essere orientata verso la protezione e promozione della vita familiare. Dall’altro lato, il divorzio è considerato come l’atto permissibile più riprovevole. Il Profeta Muhammad (S) ha detto:

“Non vi è nulla più detestato da Dio di una casa distrutta dalla separazione.” (Al-Kafi, vol. 5, p. 328)

Causare la separazione tra un marito ed una moglie è considerato un peccato maggiore e un tipo di miscredenza (kufr) (2:102).

Il matrimonio non è soltanto una sistemazione finanziaria o fisica per avere relazioni sessuali o vivere insieme. Non si tratta neanche di un mero contratto legale tra un uomo e una donna. Il matrimonio è un patto sacro tra i due e Dio ne è il testimone; un dono divino per gli esseri umani per completarsi reciprocamente e consolarsi gli uni con gli altri.

La violazione di questo sacro patto attraverso adulterio o relazioni omosessuali è proibita e unanimemente rifiutata da tutti i sapienti musulmani. Dato l’alto valore della vita umana, l’Islam vi ripone un’attenzione particolarmente speciale prima del suo inizio e che continua anche dopo la sua fine con la morte. L’unica via appropriata e legittima per avere figli è attraverso il matrimonio. In altre parole, un uomo e una donna possono avere un figlio soltanto quando essi apprezzano il valore della vita umana e si impegnano quindi ad assumersi pienamente la responsabilità di crescere un bambino nell’istituzione sacra della famiglia. Appare quindi immorale l’uso moderno della biotecnologia scavalcando il matrimonio e riproducendo esseri umani artificialmente e al di fuori del contesto della famiglia. Ovviamente una coppia sposata può utilizzare tecniche biomediche legittime per la genitorialità. Il Corano dice:

“Egli è Colui Che dall'acqua, ha creato una specie umana e la ha resa consanguinea ed affine. Il tuo Signore è potente.” (25:54)

Il matrimonio costituisce quindi un’unità sacra sulla quale dobbiamo costruire una società, e deve essere molto solida. Per stabilire e rafforzare questa unità, Dio ha osservato certi aspetti nella Sua creazione ed ha osservato altri aspetti nella Sua legislazione. Si tratta di due realtà in armonia reciproca, ma qui possiamo fare riferimento soltanto ad alcuni aspetti della Sua creazione.

Il matrimonio secondo la creazione divina

Nella Sua creazione, Dio ci ha reso desiderosi il sesso opposto, vale a dire che all’uomo ha infuso il desiderio di una donna e alla donna di un uomo, e così a vari livelli. Alcune persone possono forse sperimentarlo soltanto al livello più basso, quello sessuale. Ma il desiderio di un uomo per una donna o viceversa non deve essere animato soltanto dalla concupiscenza, perché questo essere sperimentato a livelli più profondi, prima psicologicamente e poi spiritualmente.

Coloro che andranno in Paradiso avranno ancora bisogno di avere un coniuge non perché vorranno avere mere relazioni sessuali ma perché troveranno completa tranquillità e conforto nel rapporto generale con lui. Troviamo che il nostro elemento mancante, l’unica cosa che può farci sentire completi, è una donna per un uomo e un uomo per una donna. Dio ci ha creati quindi in modo che possediamo questo desiderio profondo di un coniuge e la sua natura in alcuni aspetti simile e in altri differente rende perfetto l’incontro.

Questo desiderio porta un uomo ed una donna ad unirsi nonostante il fatto che la prima scelta potrebbe essere quella di rimanere liberi e non assumersi impegni e responsabilità. Dio ci ha reso però così bisognosi di questa unione al punto di darci la forza di sopportare ogni tipo di difficoltà e ad intraprendere molteplici responsabilità nel cercare e preservare il nostro coniuge. Ovviamente le persone più compassionevoli e spirituali non trovano particolarmente difficile “ospitare” un’altra persona nella loro sfera e invece di pensare soltanto al loro ego, fanno ogni cosa per il bene e il miglioramento dell’estensione de proprio sé, cioè la famiglia. Ma per coloro che sono individualisti ed egoisti, il matrimonio è una grande sfida. Essendo abituati a compiere ogni cosa come vogliono e volendo rimanere liberi da ogni impegno, è per essi difficile trovarsi in qualche modo limitati e con responsabilità. In ogni caso il desiderio sessuale, psicologico e spirituale conduce le persone di sesso opposto le une verso le altre.

Non solo gli esseri umani nutrono un desiderio verso la persona di sesso opposto, ma nella Sua Saggezza, Dio ha creato gli uomini e le donne con differenti personalità. Gli uomini e le donne condividono molte cose e quindi sono idonei l’uno con l’altro. Se un uomo non condivide nulla con una donna essi non potrebbero allora essere buoni coniugi l’uno per l’altro; ma allo stesso tempo la cosa bella è che vi sono alcune differenze tra loro, perché se una persona fosse esattamente come noi, perché ne avremmo bisogno e come potrebbe donarci conforto o completarci? Abbiamo bisogno di qualcuno simile a noi in alcuni aspetti ma tuttavia differente in altri.

Quindi il carattere di un uomo è differente da quello di una donna, ma non a tal punto da rendere impossibile una comprensione reciproca. E’ possibile comprendersi reciprocamente perché abbiamo molti aspetti in comune ma abbiamo bisogno anche di comprendere e apprezzare le differenze che abbiamo naturalmente. Se un uomo desidera che sua moglie pensi e si comporti esattamente come lui, o se una donna vuole che suo marito pensi e si comporti esattamente come lei, mostrano una mancanza di comprensione. Ciò che è importante e cruciale per un marito e una moglie è sforzarsi per comprendere e apprezzare queste differenze e operare congiuntamente per utilizzarle a vantaggio della loro famiglia e società.

Il Corano richiede ai membri della famiglia di avere amore e misericordia l’uno verso l’altro. Per esempio leggiamo:

“Comportatevi verso di loro convenientemente.”(4:19)

“Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te, non dir loro “uff!” e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto, e inclina con bontà, verso di loro, l'ala della tenerezza; e di': “O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo” (17:23-24)

“[e mi ha imposto]… la bontà verso colei che mi ha generato.” (19:31)

Il Profeta (S) ha detto:

“Guardare il proprio coniuge con affetto e gentilezza è un atto di adorazione.” (Ibid, Vol. 71, pp. 80-84)

“Dio è compiaciuto quando una persona compiace i suoi genitori, e Dio è adirato quando una persona causa la loro ira.” (Ibid, Vol. 74, p. 151)

“Il Paradiso risiede sotto i piedi delle madri.” (Nuri, Mustadrak Wasa’il al-Shi‘ah, Vol. 15. p. 180; Muttaqi Hindi, Kanz al-‘Ummal, Vol. 16, p. 461)

 * Articolo apparso sul quotidiano "Il Foglio" con il titolo "La Famiglia e il Profeta" il 19 Marzo 2014.

Fonte: islamshia.org

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