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Venerdì, 12 Novembre 2010 22:05

La famiglia islamica

La famiglia islamica
Ci sono molte definizioni per descrivere la famiglia. Essa è un gruppo sociale umano i cui membri sono legati da vincoli di sangue, affettivi, legali e naturali. In tutte le società evolute, la famiglia ne rappresenta il fondamento, la cellula basilare, il cui buon funzionamento garantisce il buon funzionamento dell'intera società. Ecco perchè, nella concezione islamica della vita, la famiglia riveste un'importanza capitale.
Il normale corso dell'esistenza del musulmano è orientato verso la famiglia: essa è il suo ambiente più consono e naturale. All'interno di essa, il musulmano realizza la legge di Dio nella sua forma più piena e completa.
La famiglia è un'istituzione divina, la cui origine coincide con quella dell'uomo.
Dice Iddio nel Corano: "O uomini, temete il vostro Signore, che vi creò da un maschio e da una femmina, suscitando dal loro accoppiamento una grande moltitudine di uomini e di donne". Il matrimonio costituisce il fondamento della famiglia. L'Islam prescrive il matrimonio come pratica della vita dei profeti e proibisce ogni forma di relazione sessuale al di fuori di esso. Data la grande importanza attribuita dall'Islam alla vita intima della coppia, è necessario che essa venga vissuta all'interno del matrimonio, in modo responsabile e stabile da una coppia unita da una relazione che non si esaurisce nella pratica della sessualità, ma che dà luogo ad un complesso di rapporti reciproci e di responsabilità.
Nell' Islam, il matrimonio è un legame forte (mithaqun ghaliz), attraverso il quale non soltanto si assicura una significativa e dignitosa sopravvivenza del genere umano, ma attraverso il quale I coniugi realizzano la mutua realizzazione di sè, in pace e amore, compassione e serenità, conforto e sostegno reciproco. Dice il Corano: "Ed è un segno di Dio l'aver creato per voi, da voi, delle spose, affinchè riposiate presso di loro, ed ha posto tra voi amore e compassione. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono". Ed ancora: "È Lui che ha creato l'umanità da un singolo essere, e da questo ha tratto la sua sposa affinchè possa trovare conforto e riposo in lei…".
Poichè l'Islam considera il matrimonio come un legame molto serio, numerosi sono I precetti coranici che invitano il credente a prendere tutte le misure possibili per fare in modo che esso sia permanente e non temporaneo. Nonostante ciò, il matrimonio resta un contratto, e, come tale, non è indissolubile. L'istituto del divorzio permette di eliminare rapidamente quei matrimoni non riusciti, che possono essere d'intralcio alla piena realizzazione degli ideali di vita islamici. "Voi siete la comunità di mezzo", disse il Profeta Mohammed. Riguardo al matrimonio, ciò vuole significare che la radicalizzazione non è permessa al musulmano. È proibito divorziare senza un motivo, così come è proibito continuare un rapporto coniugale in cui sono venuti a mancare I presupposti fondamentali per una vita familiare serena e completa, garanzia di una crescita ottimale per I figli.
Pur essendo permesso, il tasso di divorzio nei paesi islamici è estremamente basso ed irrilevante, segno evidente della grande considerazione in cui sono tenuti il matrimonio e la famiglia nell'Islam. Dunque, il vincolo coniugale deve essere considerato serio e permanente. Se, però, esso non funziona per determinate, valide ragioni, può essere sciolto in gentilezza ed onore, con equità e pace.
All'interno della coppia, I coniugi condividono diritti e doveri, compiti e responsabilità. Ferma restando la completa equità e parità tra marito e moglie, sancita da molti versetti coranici ("Loro sono una veste per voi, e voi siete una veste per loro") e detti del Profeta, nel sistema di vita islamico ciascuno ha la sua sfera d'azione, in funzione di quella distribuzione dei ruoli che è essenziale per il funzionamento ed il benessere di qualsiasi organizzazione sociale. La responsabilità di sostenere economicamente la famiglia e di provvedere ai suoi bisogni ed alle sue esigenze è a carico del padre, mentre a carico della donna è la responsabilità di allevare ed educare I figli e di far funzionare il menage familiare nel miglior modo possibile. Ovviamente ciò non vuol dire che un padre non debba intervenire nell'educazione dei figli: al contrario, egli deve sostenere la sua compagna in questo difficile compito e stabilire una relazione di amore e tenerezza con I figli. Allo stesso modo, se una donna desidera contribuire economicamente al sostentamento della famiglia, ovviamente può farlo. Bisogna specificare, però, che l'idea di una "realizzazione femminile" che si conquista lavorando fuori casa anche a costo di trascurare I propri figli, il loro benessere morale e la loro educazione è aliena all'Islam e rappresenta una perversione, che l'Islam condanna fermamente.
La comunanza della fede dei coniugi costituisce una garanzia di solidità del matrimonio. La fede, l'osservanza religiosa e l'educazione religiosa della prole hanno grande importanza nell'Islam, cosicchè tutto il sistema dei rapporti familiari è influenzato da esse.
Nella famiglia vengono inculcati nella personalità dei figli I valori della solidarietà, della gentilezza, della tolleranza e della comprensione: in essa si realizza l'ambiente più idoneo allo sviluppo della personalità umana. I musulmani amano I figli. Quando possono, desiderano averne molti e, soprattutto, desiderano crescerli fornendogli non soltanto tutto il benessere materiale possibile, ma anche, e soprattutto, una educazione morale e religiosa molto profonda, che ricordi al bambino che è titolare di diritti, ma anche di doveri nei confronti di Dio, dei genitori, degli altri membri della famiglia e della società. Oltre a ciò, l'Islam tende al rafforzamento dell'autostima nel bambino, per cui è proibito al genitore trattare male suo figlio, pressarlo psicologicamente, umiliarlo, secondo il detto profetico: "Non è permesso a nessun musulmano umiliare un altro musulmano".
Prendersi cura dei propri figli è un dovere inderogabile, per il musulmano. Il Profeta disse che la sua comunità si sarebbe distinta dalle altre proprio per l'amore, la tenerezza e l'attenzione verso il benessere psico-fisico dei bambini. L'educazione islamica tende dunque a formare delle personalità mature, equilibrate, rispettose verso I genitori e gli anziani, laboriose ed impegnate. Obiettivo, questo, che è possibile realizzare soltanto se si dà al bambino, e poi all'adolescente, la giusta cura morale e materiale, e se si trasmettono, attraverso l'esempio, I modelli di comportamento che Iddio, l'Altissimo, ha indicato nel Corano. Non a caso, ancora oggi, la famiglia islamica è un istituto solido, I cui membri, consci ciascuno delle responsabilità che hanno verso gli altri, sono uniti da vincoli strettissimi di rispetto, considerazione e fratellanza, secondo il detto del Profeta: " Tutti I musulmani sono fratelli tra loro".
I figli, dunque, devono essere curati con amore e dedizione, incoraggiando sempre però il loro spirito d'iniziativa e di collaborazione: l'idea di una madre serva dei propri figli è aliena all'Islam. La donna ha la sua propria individualità ed è titolare di un diritto inalienabile: quello al rispetto assoluto ed all'obbedienza da parte dei suoi figli, che essa cura non soltanto qualitativamente, ma anche quantitativamente. Secondo il Profeta dell"Islam, le persone a cui si deve più rispetto sono I propri genitori, e la madre in particolare, che ha diritto all'amore dei figli tre volte più del padre.
Importantissima, dunque, per l'Islam, è la trasmissione di quel sistema di valori straordinari che reso la società islamica categorica nell'incoraggiare al bene e nel proibire il male: l' ihsan, che denota ciò che è giusto, buono e desiderabile, è l'ossatura della religione musulmana, e ad esso vengono educati I giovani.
Nella famiglia islamica un posto centrale è occupato dagli anziani, dai nonni. Non esistono case di riposo, nell'Islam, nè I vecchi vengono considerati dei pesi di cui disfarsi o da maltrattare. Al contrario, il sostegno ed il mantenimento dei genitori sono precisi doverireligiosi, ed al credente è ordinato di aver cura di essi e di rendere la loro vita la più confortevole possibile. Dice Iddio nel Corano: "Il tuo Signore ti ha ordinato di non adorare alcuno all'infuori di Lui e di essere benevolo verso I tuoi genitori. Se uno di loro o ambedue raggiungeranno un'età avanzata, nel corso della tua vita, non dir loro parole di disprezzo, non respingerli, ma rivolgiti a loro con rispetto".
"E con bontà inclina verso di loro l'ala dell'umiltà e della protezione e dì: O mio Signore, concedi loro la Tua misericordia, poichè loro si sono presi cura di me nella mia infanzia".
Il rispetto e la cura verso I genitori è dunque un dovere religioso secondo solo all'adorazione di Dio e, secondo alcuni scolari, prendersi carico di un genitore anziano ha la stessa importanza che riveste nell'Islam la preghiera.
La famiglia è una parte essenziale dell'ordine sociale islamico. La società islamica è una società ideologica, con un'elevata consapevolezza morale. La disciplina che regna in essa non è imposta con la forza, ma nasce automaticamente dal fatto che tutti gli individui che di essa fanno parte praticano I valori e gli ideali dell'Islam. Il ruolo chiave è quello della donna, che regge e governa il mondo familiare con responsabilità ed autorità.
È inoltre aliena all'Islam l'idea di una famiglia "nucleare", chiusa in sè stessa e priva di rapporti con il resto della famiglia allargata o con I vicini di casa. L'Islam incoraggia all'apertura, ai buoni rapporti, alla solidarietà, ferma restando la necessità di coltivare tutti questi rapporti nell'ambito dell'etica islamica.
Molto spesso, in Occidente, si attacca la famiglia islamica per la questione della "poligamia". Bisogna specificare, invece, che la poligamia non è nè incoraggiata, nè desiderata dall'Islam o dai musulmani. Essa rappresenta, piuttosto, una possibilità da adottare in casi estremi. Dio dice nel Corano: "E se temete di non potervi prendere cura degli orfani che vi sono affidati, sposate allora, tra le donne che vi piacciono due, o tre, o quattro. E se temete di non essere equi, una soltanto…" . E ancora: "E Dio sa, che per quanto ci proviate, non potete essere equi". Dunque, la possibilità di un secondo matrimonio è condizionata all'esistenza di importanti motivazioni e, comunque, viene sconsigliata da Dio, il quale sa che, per sua natura, l'uomo non può essere equo. E, da sempre, la quasi totalità dei musulmani ha avuto una sola moglie per volta.

Fonte : www.arabcomint.com

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