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Venerdì, 27 Febbraio 2015 04:05

I Livelli della Purificazione (2)

I Livelli della Purificazione (2)
Quel che è  rimarchevole, è che è possibile purificare la natura innata dopo che essa è stata corrotta. L’uomo, sinché dimora in questo mondo, può sottrarsi al dominio di Satana, può facilmente mettersi dalla parte di Dio e delle schiere dei Suoi angeli, che sono i ministri della Sua misericordia. La realtà della lotta contro sé stessi (jihadul-nafs), che secondo l’Inviato di Dio (S) è ancor più meritoria che non la lotta contro i nemici esterni della fede, il “jihad più grande”, consiste nel sottrarsi al dominio di Satana per entrare a far parte della schiera di Dio.

A questa stregua, il primo livello della purità è l’obbedienza e l’osservanza delle leggi e dei comandamenti divini.

Il secondo livello è l’ornamento delle virtù morali.

Il terzo livello è la purità del cuore, che non è altro che la sua completa sottomissione a Dio Altissimo, in virtù della quale esso diviene luminoso, o piuttosto, entra a far parte del mondo di luce e si identifica con uno dei gradi della luce divina. La luminosità del cuore trabocca e trascorre agli altri organi e poteri interni, e il suo intero dominio si tramuta in luce, luce su luce, sino a che il cuore non diviene divino, e la divinità (hadratul-llahut, presenza della divinità, n.d.t.) si manifesta a tutti i livelli, sia interni che esterni. Stando così le cose, la servitù è annichilita e svanisce del tutto, e la Signoria si manifesta apertamente, nel qual caso il cuore del salik (“colui che prende e segue una strada”, nel lessico irfanico “il pellegrino in viaggio verso Dio”, n.d.t.) è sopraffatto dalla pace dell’intimità dell’Altissimo, ama il mondo intero, è rapito nell’estasi divina, i peccati gli vengono perdonati e vengono ricoperti dallo schermo delle “manifestazioni d’amore” (tajalliyatul-hubb) la santità (wilayat) comincia ad apparirgli, ed egli divine degno di partecipare al “Consesso della Gioia” (mahdarul-uns). Dopo di che, vi sono altre stazioni, che non è il caso di menzionare in queste pagine.

 

Da: “Adabu-ssalah”, Discorso 2°, Argomento 2°, Capitolo II)

 

A cura di Islamshia.org

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