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Giovedì, 01 Gennaio 2015 12:42

Pacificare le persone nell'Islam

Prestando attenzione al testo arabo[1]:

 

«صَلَاحُ ذَاتِ الْبَيْنِ أَفْضَلُ مِنْ عَامَّةِ الصَّلَاةِ وَ الصِّيَام»

diventa chiaro che il significato delle parole dell’Inviato di Dio (S), è che rappacificare due persone è meglio di molte preghiere e digiuni, e quindi non significa un anno di preghiera e digiuno o tutte le preghiere e i digiuni. Infatti il termine 'ammah in molti casi significa molto, come per esempio:

«عَامَّةُ رِدَائِهِ مَطْرُوحٌ بِالْأَرْض»

«molta parte del suo vestito veniva trascinato a terra»[2], oppure:

«وَ قَدْ ذَهَبَ عَامَّةُ النَّهَار»

«era trascorsa molta parte della giornata»[3].

Pertanto il significato del detto dell’Inviato di Dio (S), «La ricompensa per pacificare i musulmani ed eliminare la paura da loro è maggiore di molte preghiere e digiuni meritori», secondo alcuni esegeti, è che pacificare le persone è una delle buone azioni di cui usufruiscono anche gli altri, mentre le preghiere e i digiuni (meritori) sono atti individuali il cui beneficio non giunge agli altri. Confrontando quindi queste due azioni, la ricompensa del riappacificare la gente è superiore a quella delle preghiere e dei digiuni[4].

È degno di nota che questa questione dipende dal genere di conflitti e di persone e il modo in cui compiono le preghiere; a titolo esplicativo, alcune discordie sono minime e noi sappiamo che in breve tempo si risolveranno riappacificandosi; tuttavia alcuni conflitti sono causa di spargimenti di sangue o rovinano delle vite, ecc., ed è quindi possibile che l’hadìth si riferisca a quest’ultimo tipo di riappacificazioni escludendo perciò le riconciliazioni irrilevanti.

 


 

 

[1] Nahj al-Balaghah, p. 431, Entesharat-e Dar al-hijrah, s. d., Qom.


[2] Mohammad ibn Ya'qub Kulayni, al-Kafi, vol. 1, p. 361, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1386.


[3] Shaykh Hurr 'Amili, Wasa'il al-Shi'ah, vol. 10, p. 11, Mu'assisat Al al-Bayt, Qom, 1409 AH.


[4] Cfr.: Qutb al-Din Muhammad ibn Husayn Bayhaqi, Hada'iq al-Hada'iq, vol. 2, p. 507, Bonyad-e Nahj al-Balaghe-ye Entesharat-e 'Otarod, Qom, 1996.

http://www.islamquest.net/it/archive/question/fa18810

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