Questo sito e’ chiuso. Ci siamo trasferiti su: Parstoday Italian
Giovedì, 21 Agosto 2014 07:34

La gnosi islamica (1)

La gnosi islamica (1)
“Quando sentiranno i versetti rivelati al Messaggero, vedrai i loro occhi versare lacrime per la verità che hanno espresso. Dicono: “O nostro Signore, noi abbiamo conseguito la fede, annoveraci quindi fra i testimoni” (Sacro Corano, 5:83).

La gnosi è gloria e splendore dell’esistenza, volto di luce divina, vetta dell’uomo, fine e senso della vita.

Parlare di gnosi è cosa piuttosto complessa, richiede un animo puro e un uomo libero da vincoli, che parli al sommo mistero dell’esistenza. Come recita il Sacro Corano: “Non lo toccano che i puri” (Sacro Corano, 56:79).

Richiede la capacità di volare sulle più alte vette e di immergersi fino ai più profondi abissi.
Si tratta di parlare di gnosi islamica, poi, una gnosi pura!

Una gnosi che attinge alla fonte della Rivelazione e si alimenta dell’acqua del Tawhid (Unità e Unicità Divina). Chi ne è capace, se non coloro che volano alto nei cieli dell’amore e della gnosi? Che cosa ci si può aspettare da una minuscola zanzara che batte le ali sopra a un immenso oceano?

Tuttavia: Ognuno agisce secondo la sua indole e disposizione(Sacro Corano, 17:84).

Ebbene, “Ognuno per suo talento mi è divenuto Amico”.

Se l’acqua del mare tutta non si può ottenere, bisogna assaporare in misura della sete”.

Prima di addentrarci nell’argomento in questione dobbiamo anteporre due premesse:

1- L’Islam possiede una gnosi?

2- Quali sono le fonti della gnosi islamica?

 

1) La gnosi islamica

I concetti della gnosi hanno nella cultura coranica un fulgore particolare. I versetti del Libro Sacro esprimono la più profonda gnosi teorica e pratica. I Nomi di Dio contenuti nel Corano riflettono la profondità della conoscenza Islamica. I sublimi versetti sull’unicità di Dio e sugli altri attributi divini esprimono la magnificenza della gnosi nel Libro Sacro. La presenza divina, il legame delle creature di Dio e le altre questioni di gnosi sono trattate nel Glorioso Corano in maniera affascinante. L’anima (Nafs), le sue peculiarità e la via della sua purificazione sono argomenti espressi dal Libro rivelato in modo eccelso.

Allo stesso modo nelle invocazioni (Adi’yah, pl. di Du’a) che ci sono giunte dal Nobile Profeta (S) (1) e dai Puri Imam (as) (2) si possono rinvenire alti concetti che fanno conoscere la gnosi pura e incorrotta dell’Islam.

I sermoni del Nahj-ul-Balaghah cheriguardano la gnosi, sia teorica che pratica, possiedono una particolarità tale da risplendere in maniera miracolosa.

L’esame della vita del Nobile Profeta (S) e delle Guide dell’Islam (as), nonché delle biografie delle personalità di rilievo fra i loro Compagni puri, dà una connotazione alla gnosi islamica.

Il martire Ayatullah Mutahhari, dopo essersi chiesto se la gnosi nell’Islam goda di originalità come la giurisprudenza e l’esegesi, ovvero se sia da annoverarsi fra le scienze importate come la medicina e la matematica, scrive: “In questa lezione adduciamo argomenti che chiariscono in forma breve come gli insegnamenti originali dell’Islam abbiano potuto ispirare una serie di profonde conoscenze relative alla gnosi teorica e pratica; tuttavia, quanto gli gnostici islamici abbiano utilizzato in maniera corretta tali insegnamenti e quanto invece li abbiano travisati, è argomento che non può aver luogo in queste brevi discussioni” (3).

In seguito, dopo avere accennato ad alcuni versetti che contengono profonde osservazioni concernenti la gnosi, egli scrive: “Questi ed altri versetti erano sufficienti a ispirare una vasta e grandiosa spiritualità riguardante l’essenza stessa, il mondo, l’uomo e in particolare le relazioni tra uomo e Dio”.

L’Ayatullah Mutahhari, concludendo la propria discussione, riporta alcuni versetti scelti da Nicholson come rappresentativi della gnosi islamica.

Anche l’Ayatullah Moĥammad Hosseyn Tabataba’i (Dio abbia misericordia di lui) sostiene che la gnosi nell’Islam possieda autenticità.

Egli ritiene che la parola ayat (“segno”), più volte riferita nel Sacro Corano riguardo alla creazione, riveli la profondità della gnosi, e descrive gli eloquenti discorsi del Principe dei Credenti, l’Imam ‘Ali (as), come contenenti fonti inesauribili di verità gnostiche e di vita spirituale (4).

 

2) Le fonti della gnosi islamica

La conoscenza di una dottrina deve essere ricercata nel pensiero e nelle esposizioni originali della dottrina stessa, come la conoscenza di una società deve essere ricercata negli individui che la compongono. Perciò volendo attribuire una questione all’Islam, essa dovrà essere ricercata nel Sacro Corano o nei detti del Nobile Profeta (S) o dei suoi successori (as), volendo invece attribuirla ai musulmani dovrà essere ricercata in essi. La confusione fra i due termini ha causato numerosi e gravi errori.

Per esempio, a proposito della cultura islamica si deve prestare attenzione al fatto che per riferirsi ad essa è necessario documentarsi su versetti coranici o su fonti della Pura Famiglia del Profeta (as), mentre per esporre la cultura dei musulmani è necessario riportare testimonianze del punto di vista dei musulmani e del loro ruolo nel corso dei lunghi secoli.

 

Breve cenno sulla differenza fra cultura islamica e cultura dei musulmani

La cultura islamica ha numerose differenze rispetto alla cultura dei musulmani:

1- la cultura Islamica è eterna e universale, mentre la cultura dei musulmani muta secondo il tempo e lo spazio;

2- la prima esprime l’Islam puro, mentre la seconda può essere una mescolanza di Islam e idee e usanze antiche e nazionali di differenti popoli musulmani;

3- la devozione alla cultura islamica è richiesta al musulmano, non lo è invece il vincolo alla cultura dei musulmani.

Per esempio, è sufficiente paragonare la composizione e il lessico del richiamo alla Preghiera con lo stile architettonico di cupole e minareti: il primo è connesso alla cultura islamica, il secondo alla cultura dei musulmani nei differenti paesi islamici nel corso dei secoli.

Si possono altresì portare ad esempio altri argomenti quali l’etica islamica, le convinzioni di fede e la gnosi, che possono certamente avere differenze con l’etica, le convinzioni e la gnosi dei musulmani.

Ora, per esporre la gnosi Islamica è necessario prestare attenzione alle fonti originali islamiche e documentare attraverso esse il proprio discorso, altrimenti si rischia di offrire una mescolanza di idee differenti tratte da opinioni e convinzioni di popoli diversi.

In questa sede intendiamo parlare della gnosi pura dell’Islam; per questo motivo prenderemo in considerazione versetti coranici e Tradizioni della Famiglia del Profeta (as), evitando, per quanto possibile, di mescolarle ad altri elementi.

 

Le vie della Conoscenza

Esistono numerose vie per la Conoscenza, che si possono riassumere in tre principali: la via della scienza, dell’intelletto, e della gnosi. La via della scienza ha origine nella percezione e si completa nell’esperienza. La via dell’intelletto ha origine nel pensiero e si alimenta attraverso la logica e la dimostrazione certa. La via della gnosi ha origine nell’indole e nelle coscienze umane e sboccia nella purificazione e nell’adorazione.

Pur collocandosi la conoscenza divina all’apice delle conoscenze, le tre vie principali anzidette possono trovare un’espressione per ogni verità originale. Tutte e tre le vie si possono ad esempio percorrere nell’intento di rilevare il carattere positivo della giustizia e quello negativo dell’oppressione. Uno studioso comprenderà il valore della giustizia attraverso la scienza: un sociologo o un giurista, ad esempio, ne comprenderanno il carattere di necessità attraverso le ricerche sociali. Un filosofo attraverso le speculazioni razionali. Una persona di moralità elevata attraverso la propria indole pura. Quest’ultima comprende la bellezza della giustizia e la bruttura dell’oppressione attraverso la propria coscienza, avendo in odio ogni forma di prevaricazione.

Soffre, con la sua indole pura, del tormento di una colomba ed è afflitto per la fame che patisce un suo simile, vittima del colonialismo, non avendo alcun bisogno in questo di dimostrazioni scientifiche o di definitive prove filosofiche.

Anche la scienza e l’intelletto possono dimostrare la bontà della giustizia e la bruttura dell’oppressione; ma è tuttavia possibile che uno studioso sia preso da esitazioni nei confronti delle formule scientifiche e che un filosofo nutra dubbi sul carattere definitivo delle prove addotte. Lo gnostico invece conosce direttamente e senza intermediari (shuhud: “conoscenza interiore, presenziale”) senza essere preda di esitazioni e dubbi.

Queste tre vie, non solo non contrastano l’una con l’altra, ma se sono prive di vizi ed errori, si rinforzano vicendevolmente, una utilizzando la comprensione diretta e interiore, la seconda quella intellettuale, la terza quella sperimentale.

Come disse il poeta: “Ognuno Ti descrive usando il suo linguaggio”.

Nella cultura islamica scienza, ragione e gnosi hanno un proprio valore particolare. Ognuna di queste tre vie è preziosa per il conseguimento della verità e non solo esse non sono in contrasto fra di loro, ma conducono ad uno stesso fine e obiettivo, che è al termine di ognuna di esse.

Il Sacro Corano esalta spesso la scienza. In questo Libro rivelato, ripetutamente si fa riferimento all’intelletto e all’impiego delle sue forze con la meditazione, la riflessione e il ragionamento. Tale prezioso documento divino è ricolmo di concetti concernenti la gnosi.

Recita il Sacro Corano a proposito della scienza: “Tra i servi di Dio, solo i sapienti Lo temono” (Sacro Corano, 35: 28).

Il timore che si leva dalle coscienze per la magnificenza e maestosità di Colui che possiede la grandezza e la gloria riguarda invero solo i sapienti.

Recita il Sacro Corano a proposito dell’intelletto: “Solo coloro che sono dotati di intelletto riflettono e sono ammoniti” (Sacro Corano, 13:19).

A proposito della gnosi recita: “Non ti basta che il tuo Sostentatore sia presente ad ogni cosa?” (Sacro Corano, 41:53).

Scienza, intelletto e Gnosi sono tre fulgide luci che orientano l’essere umano. Lasciando ad altra occasione l’esposizione riguardanti le vie della scienza e dell’intelletto, accenneremo in questa sede alla via della conoscenza gnostica.

Ricordiamo solo che queste tre vie interessano i comuni esseri umani, perché i profeti divini hanno accesso anche a un’altra via, assai più elevata, che consiste nella rivelazione e nell’ispirazione divina, attraverso cui beneficiano della luce derivante dalle profusioni di grazia divina e ne illuminano allo stesso tempo gli altri esseri umani.

La via della rivelazione è una via chiara, anzi fulgida, scevra da qualsiasi sorta di errore e peccato, e perciò parametro per ogni genere di conoscenza. Grazie alle sacre figure dei profeti si dischiude agli altri uomini la via dell’acquisizione uditiva e della trasmissione.

 

La via della gnosi

La via della gnosi è una via chiara, affascinante e prossima alla conoscenza divina, poiché in essa non vi è intermediario nella ricerca di prove e dimostrazioni. In tale via il sole è causa stessa del sole. E come disse la Guida di tutti gli gnostici e Principe dei Credenti, l’Imam ‘Ali (as): “Conoscete Dio attraverso Dio” (5). Egli stesso al cospetto di Dio diceva: “O Essere che adduce a prova della Sua essenza la Sua stessa essenza” (6).

La conoscenza gnostica ha la propria fonte diretta nelle grazie dell’Unicità, e ritiene che causa di Dio non sia altro che la Sua stessa esistenza. Come diceva nelle sue fervide invocazione il Principe degli gnostici e Ornamento dei devoti, l’Imam Sajjad (as): “Ti ho conosciuto per Te stesso e Tu mi hai guidato verso di Te, invitandomi a Te. Se Tu non fossi esistito io non Ti avrei conosciuto” (7). Simile argomentazione si può riscontrare nei discorsi di Sant’Anselmo.

Lo gnostico rivolge la sua attenzione, al di sopra di ogni altra cosa, a un astro che ha illuminato gli specchi dell’esistenza, a un Essere Infinito che ha dispensato parte della sua esistenza ad altri, a un Essere Assoluto che ha arricchito i poveri. Perciò nella visione di tale gnostico tutte le cose dipendono da Dio e Dio non dipende da nulla.

Diceva ricolmo d’amore il Martire degli gnostici e Principe dei martiri, l’Imam Husayn (as): “Come si può addurre prova della Tua esistenza una cosa che fonda su di Te il suo esistere?” (8). Egli vede Dio più chiaro di ogni cosa e l’oggetto della dimostrazione più chiaro di ogni causa evidente. Disse: “O Sostentatore, è forse altri più chiaro e manifesto di Te, che voglia renderTi chiaro e manifesto?” (9) “Quando Ti sei occultato, perché fosse necessaria per la Tua dimostrazione? Quando sei stato lontano, perché fossero necessari i segni per giungere a Te?” (10)

Lo gnostico è avvolto in un’aureola di luce divina, nel cui fulgido raggio, che sente nello spirito e nella coscienza, egli stesso s’illumina. Perciò, dopo essere giunto all’oggetto della dimostrazione, non ha bisogno di cause e prove evidenti. Recitavano, infatti, gli Imam (as), Guide della comunità, nelle loro invocazioni: “(…) (O Sostentatore), congiungimi alla più fulgida luce della Tua gloria, affinché io possa conoscerTi e distogliere lo sguardo da ogni altra cosa” (11).

Il fulgido raggio della conoscenza gnostica illumina a tal punto il cuore di chi è dedito alla gnosi, da fargli vedere la bellezza divina e vivere costantemente alla presenza di Dio, dedicandosi al culto al cospetto della Sua magnificenza.

Un dotto appartenente alla Gente del Libro giunse alla presenza del Principe dei Credenti, l’Imam ‘Ali (as), e gli chiese se avesse mai visto il suo Sostentatore al momento di venerarlo. La Guida di tutti gli gnostici (as) rispose: “Non sono io colui che possa venerare il Sostentatore senza averLo visto”. Il dotto chiese in quale modo fosse avvenuta la visione. Rispose l’Imam (as): “Non Lo comprendono gli occhi con la vista, ma bene Lo hanno visto i cuori per la verità della fede” (12).

E’ perfettamente chiaro che il culto del Signore dei Timorati di Dio (as) si fonda sulla conoscenza interiore e sulla visione, ma una conoscenza interiore e una visione che poggiano sulla gnosi e sulla fede.

In una Ttradizione di ‘Ali ibn Shu’bi Warani si tramanda che un giorno l’Imam Sadiq (as), parlò della conoscenza di Dio, respingendo le concezioni derivate dall’ignoranza, allorché una persona gli chiese come si potesse pervenire al Tawhid divino. Il Nobile Imam (as) rispose: “La via della discussione è possibile, quella dell’allontanamento da tali difficoltà è aperta. L’uomo, testimoniando ogni cosa presente, prima ne conosce la sostanza, distinguendola da altre, poi ne comprende gli attributi; a differenza di ciò che è occulto, di cui conosce prima gli attributi della sostanza”. Quella persona gli disse: “Allora, come si conosce la sostanza di Dio prima dei Suoi attributi?” Disse l’Imam (as) “Tu prima conosci Dio, ne apprendi la scienza, conosci te stesso attraverso Lui e non attraverso te stesso, comprendi che ogni cosa che è in te appartiene a Lui e dipende da Lui nella sua esistenza”.

Poi l’Imam (as) citò il racconto del riconoscimento di Giuseppe da parte dei fratelli, i quali gli dissero: “Sei proprio tu Giuseppe?” e Giuseppe rispose: “Io sono Giuseppe e questi è mio fratello”. Essi riconobbero Giuseppe attraverso lo stesso Giuseppe e non tramite altri. Allo stesso modo non provarono il loro riconoscimento per se stessi, attraverso le proprie intime supposizioni (13). Nell’insegnamento dell’Imam (as) così come i fratelli riconobbero Giuseppe attraverso lui stesso, senza tramiti, anche gli gnostici conoscono interiormente Dio attraverso Lui medesimo, e non attraverso altri da Lui.

Il compianto Ayatullah Muhammad Hosseyn Tabataba’i, annotando la Tradizione menzionata, riguardo alla frase “conosci te stesso attraverso Lui” scrive: “Diventa chiaro allo gnostico, per la comprensione della verità e della realtà della propria intima essenza, che egli è umile e ha bisogno del Glorioso Sostentatore, al cui dominio appartiene in misura tale da non godere di alcuna indipendenza al Suo cospetto, e di non dipendere da altro all’infuori di Lui” (14).

Tabataba’i, annotando una Tradizione secondo la quale il Principe dei Credenti (as) disse: “La conoscenza interiore è la più utile fra le due conoscenze”, scrive che probabilmente per due conoscenze si deve intendere la conoscenza interiore ed esteriore. Dopo avere riconosciuto la conoscenza interiore superiore alla conoscenza esteriore, per il fatto che nella conoscenza interiore vi è conoscenza diretta e nella conoscenza esteriore vi è conoscenza deduttiva, scrive: “Quando l’uomo s’impegna nello studio dei suoi segni interiori e ne constati l’umiltà e il bisogno che essi hanno in ogni loro condizione del proprio Sostentatore, comprende un argomento straordinario: vede se stesso in relazione di dipendenza rispetto alla magnificenza e alla grandiosità divine e legato – nell’esistenza e nella vita, nella conoscenza, nella forza dell’udito e della vista, nella devozione, nell’amore e in ogni altro suo atto o attributo – ad un Essere che per splendore, magnificenza, gloria, perfezione, vita, scienza, potenza e per tutti gli altri Suoi attributi di perfezione è infinito” (15).

Un uomo si vede legato ad un mare infinito di luce: è pulviscolo fra i raggi del sole, è specchio al cospetto dell’irradiazione del Suo chiarissimo raggio. Ovunque vi sia luce, essa è luce di Dio.

Anche coloro che erano stati cresciuti nella scuola della dottrina della Wilayat, in taluni momenti guidavano all’esistenza del Sostentatore attraverso la via della gnosi, come nel caso di Mansur ibn Hathim che espose tale argomento all’Imam as-Sadiq (as) dicendo: “Ho disputato con gente alla quale ho detto che Dio, sia esaltata la Sua grandezza, tanto è Magnifico, Nobile e Misericordioso da non poter essere conosciuto attraverso le Sue creature. Sono bensì i servitori ad essere conosciuti tramite Dio”. L’Imam (as) rispose: “La misericordia di Dio sia con te.” (17).

La conoscenza gnostica di Dio non ha bisogno nemmeno della conoscenza dei profeti e degli intimi di Dio, è anzi la conoscenza di costoro che necessita della conoscenza di Dio, come nell’invocazione che recita: “O Signore fammi conoscere Te stesso. Altrimenti non conoscerei il Tuo Profeta”.

http://www.islamshia.org/item/790-la-gnosi-islamica-hujjatulislam-m-h-abdekhoda-i.html

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna