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Giovedì, 26 Giugno 2014 13:43

La differenza tra disvelamento(kashf) e fantasia(wahmiyyat)1

La differenza tra disvelamento(kashf) e fantasia(wahmiyyat)1
Questo piccolo trattato è inteso a chiarire ed esaminare i differenti tipi di visioni che il salik (viaggiatore spirituale) potrebbe avere cosicché, egli possa differenziare tra ciò che deve ignorare e da cui deve allontanarsi e, ciò a cui deve prestare attenzione.

Per cominciare, l’uomo, con il suo corpo, la sua anima e tutte le sue facoltà costituisce veramente un’unica entità che ha differenti livelli di esistenza. Mentre il suo corpo si manifesta sul piano corporeo, esso non è separato dal resto della sua anima e dalle altre realtà. Piuttosto, il corpo è in modo proprio la manifestazione della persona che è conveniente al piano della materia. Quindi ciò che è stato spiegato dai primi filosofi come il fatto che l’anima sia collegata al corpo, è un esempio che può essere frainteso. E’ vero che l’uomo è legato al proprio corpo esteriore, ma ciò è solo perché vive nel piano dell’esistenza. La sua libertà non consiste nell’uccidere sé stesso e rimuovere il suo corpo piuttosto, consiste nello sviluppo della sua anima fino a che non impari a vivere su un piano superiore di esistenza. Quando muore e si separa dal corpo, non ha altra scelta che vivere in un altro piano di esistenza siccome non si manifesta sul piano corporeo. Così quando si discute delle facoltà dell’uomo, come se fossero l’una separata dall’altra, bisogna considerarle un’unica entità perché la mente è in grado di distinguere certi aspetti e separarli da altri per formare concettualizzazioni di facoltà distinte.

Tra le facoltà dell’uomo troviamo l’immaginazione (khayal). Mentre immaginazione è la traduzione letterale del corrispondente termine arabo, il significato ha assunto il concetto di fantasia nell’epoca moderna. Se vogliamo dire che qualcosa non è reale usiamo il termine immaginazione. Ma nella psicologia araba il termine khayal ha una più vasta area semantica, che comprende sia le fantasie irreali sia la capacità dell’uomo di vedere ciò che esiste in altri piani di esistenza. In breve è come se fosse un altro gruppo di facoltà sensitive che sono adeguate per un altro reame, che lavorano nello stesso modo in cui lavorano le corrispondenti nel mondo corporeo. Anche se si può concretamente vedere una copia del Corano di fronte, ci si può anche sbagliare nel considerare che il libro che si ha di fronte sia il Corano e si può anche non vedere assolutamente il libro ma qualche cosa d’altro. Nello stesso modo in cui la facoltà degli occhi corporei può sbagliare, così avviene per la facoltà degli occhi imaginali. Comunque, come ci sono dei segni che permettono ad una persona di essere certa di ciò che sta vedendo nel mondo sensibile, così ci sono dei modi in virtù dei quali è possibile accertarsi di ciò che si vede negli altri mondi. Alcune persone possono obiettere il fatto che la percezione del mondo imaginale è superiore alla facoltà dell’intelletto, cosicché gli svelamenti non possono essere da esso limitati. Anche se ciò fosse vero, questo non vorrebbe dire che non ci siano dei mezzi in virtù dei quali attuare distinzione alcuna. E’ solo che la distinzione non è subordinata ad un processo matematico di applicazione di regole. Lo spettro dei modi di applicazione della facoltà di giudizio è ampio.

Il khayal può essere perciò diviso in due: quello che è connesso con la realtà, che è chiamato immaginazione connessa (al-khayal al-muttasil); e l’immaginazione che è sconnessa dalla realtà o semplicemente immaginazione sconnessa (al-khayal al-munfasil). Le visioni che sono relative all’immaginazione connessa sono reali, e quelle che sono relative all’immaginazione disconnessa sono fantasie. Se una distinzione non venisse applicata, una persona cadrebbe nell’errore o di rigettare tutte le visioni in quanto fantasie o di accettare tutto ciò che immagina come se fosse reale. E’ chiaro che entrambe queste visioni sono in sé stesse fantasie che emergono dalla mancanza di comprensione del soggetto considerato.

Il primo passo per sapere se qualcosa sia kashf o fantasia è di essere sicuri di aver visto ciò che si è visto. Ciò non vuol dire dubitare di ogni cosa, ma piuttosto di sapere se si ha veramente visto qualcosa o vi si ha voluto vedere qualcosa. La realtà sopravviene con certezza, ma la cosa più importante è di essere capace di distinguere tra ciò che veramente si è visto e tra ciò che si è pensato di vedere in virtù di predisposizioni biologiche e spirituali. Quando la costituzione fisiologica è alterata si è propensi a pensare di aver visto qualcosa quando in realtà non si è visto nulla. Ecco perché alcune persone che vogliono veramente vedere qualcosa pensano che l’abbiano veramente vista, ma in realtà essi sono così squilibrati in ciò che vogliono vedere che il loro proprio sé li ha tratti in inganno facendoli pensare di aver visto qualcosa, persino se non era esattamente ciò che essi volevano vedere. Per questo è importante non cercare di avere una visione, ma permettere che essa sopravvenga nel momento in cui si è calmi. Quando si ha la mente raccolta si può facilmente discriminare, ma se la mente è tesa a ricercare qualcosa allora si può vedere qualsiasi cosa pur di soddisfare tale conato. Quando la mente inganna sé stessa al punto che la persona vede realmente qualcosa, ciò è nominato allucinazione. L’allucinazione rientra nella categoria della follia e non ha nulla a che fare con l’irfan o gli urafa. E’ pura immaginazione disconnessa e fantasia. E’ una malattia a cui il salik deve trovare una cura presso il suo Shaykh, poiché egli conosce già lo stato del suo studente, che sta sperimentando cose che sa che egli non dovrebbe sperimentare in quanto non è ciò che lo Shaykh si attende che il suo studente sperimenti. Qaysari spiega ulteriormente nell’introduzione al suo commento del Fusus al-Hikam:

“Se è una persona vede qualcosa nel suo reame imaginale, qualche volta è qualcosa di corretto e qualche volta qualcosa di errato. Questo avviene perché ciò di cui si sta facendo esperienza può essere sia qualcosa di reale sia qualcosa di irreale. Se è reale, egli ha raggiunto la visione e se è irreale è qualcosa che ha creato dalla sua falsa immaginazione, nello stesso modo in cui l’intelletto confuso crea con la fantasia qualcosa la cui esistenza è impossibile come: un’esistenza per la cui esistenza afferma un’altra esistenza e così via all’infinito, cosa che è impossibile che si verifichi; porre un associato al Creatore, o altri concetti simili che non hanno un’esistenza in atto. Raggiungere la realtà delle cose ha condizioni e cause, alcune riguardano l’anima, altre riguardano il corpo ed altre entrambi. Per quanto riguarda le cause che concernono l’anima troviamo: piena attenzione orientata verso la Verità, essere di carattere veritiero, tendere l’anima verso il reame spirituale intelligibile, purità da manchevolezze, distacco dalle occupazioni corporali e sforzarsi di rivestirsi di buone qualità, poiché il coglimento del significato autentico richiede l’illuminazione e il rafforzamento dell’anima e in virtù della rispettiva quantità è in grado di irrompere nel mondo sensibile e di levare i veli di tenebra che la ostacolano nella visione. Anche la sua affinità con le anime separate aumenta in proporzione all’acquisizione dei loro caratteri, cosicché esse emananino i significati nell’anima... Per ciò che riguarda le cause che concernono i corpi sono: la salute, sangue e costituzione bilanciati. Per ciò che riguarda le cause di entrambi sono l’esecuzione degli obblighi e le devozioni corporali... Le cause dell’errore sono di natura opposta a quelle menzionate... Quando l’anima si muove dall’esterno all’interno quando dorme, questi falsi significati (causati da azioni erronee) prendono forma per l’anima e così la distraggono dal suo mondo reale ed egli ha sogni confusi (adghath ahlam)... così tutte queste cose che vengono viste sono tutte risultanti dagli stati esteriori. Una visione può esservi a volte quando si è svegli e a volte quando si dorme. Nello stesso modo in cui ciò che è visto in sogno può essere confuso, così ciò che viene visto mentre si è svegli può essere relazionato sia ad eventi autentici che hanno un corrispettivo in atto sia a ciò che è solamente immaginato e non ha corrispondenza con la realtà, satanico, che Satana stesso può mischiare con qualcosa di vero per fuorviare la persona. E’ per questo che il salik ha bisogno di una guida che lo guidi e lo salvi da quelle cose che causano la sua distruzione... poiché la distinzione tra ciò che è autentico da ciò che è pura immaginazione (fantasia) è basata su misure che conoscono i maestri del sapore (spirituale) e della testimonianza in conformità ai loro disvelamenti. Nello stesso modo in cui per i filosofi c’è una misura che è la logica, qui la misura generale è il Corano e gli ahadith che sono basati sul completo disvelamento di Muhammad...” .

islamshia.org

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