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Martedì, 05 Gennaio 2016 16:19

Come si vive nell’Islam 39

Come si vive nell’Islam 39
Amici giunti a questo punto della nostra rubrica settimanale dove si cerca di esaminare I vari aspetti del pensiero islamico e lo stile di vita secondo I precetti coranici, apriamo un altro argomento importante in questo senso, ovvero l’Islam e la donna.

 

Per poter comprendere adeguatamente la posizione, il rango e la funzione della donna nell’Islam, è necessario fare una breve introduzione rispetto all’Islam stesso, ed alla creazione dell’essere umano e all’obiettivo di questa creazione dal punto di vista islamico.

L’Islam si presenta come la forma finale e completa delle diverse forme tradizionali e rivelazioni celesti discese nel corso della storia. L’Islam difatti non nasce, come alcuni credono, con l’inizio della missione del Profeta Muhammad, conosciuto in Occidente con il nomignolo offensivo di Maometto, ma con la creazione stessa dell’umanità, e considera ogni portatore del vero, del bello e del buono come un messaggero, un inviato di Dio Altissimo, per guidare l’essere umano verso il fine e l’obiettivo della sua vita nella sua forma piu’ elevata e prosperosa spiritualmente e materialmente.

Prima di entrare nel merito dell’argomento principale, dobbiamo dire che ogni singolo profeta e inviato divino non ha infatti portato o fondato una nuova religione, ma semplicemente svelato e riaffermato verità eterne, che appartengono alla natura stessa dell’essere umano. L’Islam possiede quindi una visione del mondo, un’etica e una prassi il cui obiettivo è guidare l’essere umano verso l’alto, liberandolo dalla schiavitu’ per le passioni terrene ed animali e mostrandogli una via che gli permette di acquisire qualità ed attributi divini.

Come dice il Sacro Corano Iddio ha creato l’essere umano affinché Lo adorasse. Questo “adorarLo”, secondo le Tradizioni islamiche significa conoscerLo.

Sappiamo bene che conoscere Dio, e’ la stessa cosa che nella terminologia islamica viene definita Irfan o la gnosi. Il fine dell’essere umano in questa vita transitoria e terrena è quindi quello di adorare e conoscere Dio il Misericordioso.

Si tratta di un viaggio spirituale, di un percorso metafisico che permette all’anima dell’essere umano di purificarsi, abbandonare il mondo delle tenebre ed entrare in quello di luce suprema, avvicinarsi a Dio, raggiungere la Verità Unica, la Fonte dell’esistenza, in una sola parola, la perfezione.

Quando paliamo di Conoscenza del Creatore dei mondi , si tratta di passare dal più basso livello di esistenza, quello che l’uomo si trova ad occupare in questo basso mondo fatto di esigenze puramente materiali e dunque necessita’ istintive, ai mondi superiori, ai livelli più alti.

E’ da considerare indispensabile la comprensione di una realta’ importantissima, cioe’ ogni precetto, norma o insegnamento islamico possiedono questo obiettivo e chi vuole giudicare o analizzare alcuni precetti o insegnamenti separandoli da questa premessa, o senza conoscerla, difficilmente comprenderà la filosofia per i quali sono stati presentati, né gli obiettivi divini e celesti che possiedono.

Sia l’uomo che la donna sono stati creati per questo motivo, per conoscere il Signore Altissimo, quindi inevitabilmente conoscere il Se, e adorare l’Onnipotente e arrendersi dinanzi alla Sua Volonta’ che prevale e supera tutte le altre. A quel puno non e’ difficile capire che per ogni essere umano, uomo e donna, il fine vero ed ultimo della loro vita e della loro creazione è identico; ed entrambi – senza eccezioni – possono raggiungere i massimi livelli e stati spirituali, arrivare alla perfezione, alla realizzazione del proprio Nafs, ovvero del proprio Se elevato.

L’uomo e la donna possiedono però differenti caratteristiche, una differente natura, inclinazioni e disposizioni diverse, ed è tenendo conto di queste differenze che la Legge Sacra, la Shariah, ha stabilito delle particolari e specifiche norme e disposizioni per l’uno e per l’altro. Non si tratta di affermare la superiorità dell’uno rispetto all’altro, di favorire uno a svantaggio dall’altro, ma di permettere ad entrambi di percorrere un cammino di perfezionamento, ognuno in base alle proprie caratteristiche, alla propria natura e alle proprie potenzialità.

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