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Domenica, 27 Dicembre 2015 11:31

Come si vive nell’Islam 36

Come si vive nell’Islam 36
Amici come sicuramente ricorderete nella punta precedente, trattando il tema dell’aspetto internazionale della vita sociale nell’islam abbiamo detto che l'Islam non giustifica la guerra d'aggressione né ammette la distruzione di raccolti, animali, case ed altro, perché non ne fa degli obiettivi bellici.

 

La guerra é per l'Islam soltanto una misura difensiva, giustificata dai princìpi pratici dell'lslam finché nel mondo esistono l'iniquità, l'ingiustizia e l'aggressione come possiamo ben vedere nei versetti 190-195 della Sura Al Baqarah:

Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.

Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.

Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene.”

Uno degli argomenti importanti della politica internazionale dal punto di vista islamico e’ l'adempimento degli obblighi contratti dal Governo Islamico e il rispetto dei trattati conclusi fra esso e altriStati.

Ciò è vincolante solo se le altre parti rimangono fedeli

ai loro obblighi e onorano i patti. Altrimenti, non possono esservi validità di trattati o obblighi vincolanti .

L’altro punto importante da notare e’ il mantenimento della pace e della sicurezza interna e contributo adeguato alla comprensione umana e alla fratellanza universale sul piano internazionale.

Vediamo come tali concetti vengono riportati nel Sacro Corano. Nella Sura At Tawbah versetti 3 e 4 si legge:

“Ecco, da parte di Allah e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio : « Allah e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgerete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Allah all'impotenza. Annuncia, a coloro che non credono, un doloroso castigo.

Fanno eccezione quei politeisti con i quali concludeste un patto, che non lo violarono in nulla e non aiutarono nessuno contro di voi: rispettate il patto fino alla sua scadenza. Allah ama coloro che [Lo] temono.”

Sono queste le fonti che ispirano la vita internazionale di

Un Governo Islamico.

Lo stato nell’Islam non vive soltanto per sé e per i suoi sudditi. Esso ha un vasto campo d'azione e un'importante missione sul piano internazionale. Per ordine dell'Islam, esso

deve operare per la prosperità e il bene dei suoi cittadini in ogni

aspetto dell'esistenza; per ordine dell’Islam, esso deve dare validi contributi all'umanità nel suo complesso. Ciò procura relazioni amichevoli, nel più ampio significato del termine, con popoli e stati.

A questo proposito il Sacro Corano, nella Sura Ma’eda versetto 8 cosi’ dice:

“O voi che credete, siate testimoni sinceri davanti ad Allah secondo giustizia. Non vi spinga all'iniquità l'odio per un certo popolo. Siate equi: l'equità è consona alla devozione. Temete Allah. Allah è ben informato su quello che fate.”

Come abbiamo menzionato anche prima il Governo Islamico ha il dovere di svolgere una funzione vitale per il bene dell'umanità, a livello internazionale, nell’istruzione e nell'economia, nell'industria e nella politica e cosi via. Tale

funzione cominciò a essere svolta dal nobile Profeta  Mohammad stesso e dalla sua nobile famiglia che continuarono a svolgerla nel corso delle generazioni successive.

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