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Domenica, 20 Dicembre 2015 12:06

Come si vive nell’Islam 35

Come si vive nell’Islam 35
Amici oggi restando sul tema die principi e insegnamenti islamici nella vita sociale e individuale dell’uomo vogliamo parlare dellaa vita internazionale dal punto di vista islamico.

 

Nell'Islam la vita internazionale è una qustione antica e abbastanza complessa che riguarda I regolamenti delle relazioni che intercorrono fra uno Stato o una nazione islamica e altri Stati e nazioni.

Come gli altri aspetti della vita islamica, anche questo ha le sue radici nella guida divina e segue schemi divini. Tale aspetto della vita sociale nell’Islam si basa sui fondamenti seguenti:

Come il primo punto possiamo sottolineare la Fede incrollabile nell'unità del genere umano per quanto concerne la sua origine, la condizione umana e gli obiettivi

Il secondo e altrettanto importante punto e’ il dovuto rispetto per il bene di altri popoli e del loro diritto alla vita, all'onore e alla proprietà, finché essi non ostacolano i diritti dei Musulmani. Questo perché l'usurpazione, la trasgressione e l'iniquità di ogni tipo sono severamente proibite.

Il concetto importantissimo di cui abbiamo parlato, ovvero il rispetto per il bene di altri popoli e del loro diritto alla vita, all'onore e alla proprietà, finché essi non ostacolano i diritti dei Musulmani. e’ stato riportato nel Sacro Corano, Sura al Baqara, versetto 190-193:

“Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.

Combatteteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.”

Il terzo punto inscindibile e’ la pace come stato normale dei rapporti, con scambio di missioni di buona volontà e tentativi reciprocamente onesti per la causa dell'umanità, della quale tutti i popoli ugualmente partecipano, cosi’ come si legge nel Sacro Corano, Sura al Anfal versetto 61:

“Se inclinano alla pace, inclina anche tu ad essa e riponi la tua fiducia in Allah. Egli è Colui che tutto ascolta e conosce. “

Il quarto punto da considerare e’ la non ammissibilità delle intromissioni e delle prevaricazioni nei rapporti internazionali. Se qualcuno fosse tentato di violare I diritti del Governo Islamico o di turbarne la pace, di metterne in pericolo la sicurezza, di sfruttarne la politica pacifica, lo Statoha il dovere di correre subito ai ripari e sopprimere ogni tentativo di questo

Genere. Solo in tal caso, in tali circostanze, l'Islam giustificala guerra. Ma anche in questo caso vi sono dei principi etici da

seguire, per limitarne al minimo gli effetti e protrarla solo finchèè necessario.

La legge sulla guerra e la pace nell'Islam è altamente etica; è una legge organica, comprensiva ed equa. Tale argomento meriterebbe uno studio speciale sotto il profilo giuridico e sotto quello etico, cosa che il nostro programma e tempo non puo’ concederci. Comunque bisogna notare che L'Islam

non giustifica la guerra d'aggressione né ammette la distruzione di raccolti, animali, case ecc., perché non ne fa degli obiettivibellici.

Esso non ammette nemmeno l'uccisione di donne non combattenti, di bambini e di vecchi, né tollera la tortura dei prigionieri di guerra o l'imposizione della propria dottrina agli sconfitti.

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