Questo sito e’ chiuso. Ci siamo trasferiti su: Parstoday Italian
Martedì, 10 Novembre 2015 11:51

Come si vive nell’Islam 33

Come si vive nell’Islam 33
Abbiamo detto dunque che la generosità materiale e questa disposizione fraterna verso la propria famiglia e gli altri uomini sono fra i precetti fondamentali dell’economia islamica.

 

La prima manifestazione di tali principi  è appunto la zakah, o elargizione rituale, ovvero l’obbligo di donare una parte delle proprie ricchezze soprattutto ai poveri, ai bisognosi, per riscattare i debitori, per il viandante e nella “lotta sulla via di Dio”, come e’ stato riportato nel Sacro Corano.

Il Nobile Corano prescrive infatti la carità affinchè parte delle ricchezze ritornino al povero, come suo diritto legale:

“Il bottino che Allah concesse al Suo Inviato, sugli abitanti delle città,  appartiene ad Allah e al Suo Inviato, ai [suoi] famigliari, agli orfani, ai poveri e al viandante diseredato, cosicché non sia diviso tra i ricchi fra di voi. Prendete quello che il Messaggero vi dà e astenetevi da quel che vi nega e temete Allah. In verità Allah è severo nel castigo. “

Sacro Corano Sura Al Hashr, versetto 7.

Il Corano non indica le forme e la misura di questa redistribuzione delle ricchezze, ma la zakah viene intesa nella tradizione islamica come un’auto-tassazione da pagarsi sui patrimoni, mobili e immobili, variabile dal 2,5 al 20% , il che  comunque non e’ equiparabile alle tasse imposte da ogni tipo di governo.

A completamentare questa generosità materiale e disposizione fraterna, il Sacro Corano pone il rifiuto categorico all’accumulo della ricchezza e dell’avarizia che gli corrisponde: possiamo riscontrare tale concetto nel Sacro Corano, Sura Tauba versetti 34 e 35:

“O voi che credete, molti dottori e monaci divorano i beni altrui, senza diritto alcuno, e distolgono dalla causa di Allah. Annuncia a coloro che accumulano l'oro e l'argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo,

nel Giorno in cui queste ricchezze saranno rese incandescenti dal fuoco dell'Inferno e ne saranno marchiate le loro fronti, i loro fianchi e le loro spalle: « Questo è ciò che accumulavate? Gustate dunque quello che avete accumulato!».

Spesso nel Nobile Corano il dare l’elemosina e la generosità sono poste in contrasto con il Ribah o usura, che in arabo, letteralmente significa “accrescimento” “aumento”. Il Nobile Crano a questo proposito, nella Sura Ar Rum, versetto 39 cosi’ dice:

“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”

Da notare che nella seconda parte del versetto appena riportato Dio Altissimo sembra che vuole sottolineare che Allah aumenterà i meriti di colui che è generoso con i poveri. Ed allo stesso tempo Egli sara’ Particolarmente severe con le persone che sono avari, con coloro che desiderino la ricchezza in sè e fine a se stessa, o soltanto per il proprio benessere, ricercandola a detrimento del benessere altrui. Tale convetto e’ riportato nel Sacro Corano nella Sura An Nisa, versetto 29:

O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi.

La religione Islamica come e’ noto a tutti è basata sui principi dell’unicità del Dio Altissimo, della libertà e della dignità dell’uomo, sulla loro uguaglianza in quanto creature sottoposte ad Allah Altissimo e sulla giustizia fra di loro e nel loro portamento e intenzione retta.

Questi elementi, fra gli altri, si riflettono nella concezione dell’islam in generale, ed anche nella sua concezione della moneta in particolare.

Dai versetti del Corano scaturisce infatti una specifica concezione del denaro. Quest’ultimo viene considerato come “un bene che non può essere considerato legittimo e portare frutto a prescindere dall’attività umana, ovvero la ricchezza che non può essere destinata solamente a offrire profitti ed accumularsi, ma che deve essere speso per soddisfare bisogni individuali o sociali, propri o altrui in maniera dignitosa e soprattutto lecita.

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna