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Domenica, 25 Ottobre 2015 12:25

Come si vive nell islam 29

Come si vive nell islam 29
Amici come ben ricorderete nella punta precedente abbiamo trattato un altro aspetto importantissimo della vita sociale nell’Islam, ovvero il principio di Shora o consigliarsi del governo islamico con I saggi della Ummah.

Abbiamo detto che la richiesta di consigli da parte del governante e la sua emissione da parte dei governati non è un fatto di libera scelta o una decisione volontaria. E' un articolo di fede, un

dovere religioso, al quale lo stesso nobile Profeta, Mohammad, per quanto fosse sapiente, "infallibile" e disinteressato, non era al di sopra.

Nell'ordinamento politico dell'Islam, ogni cittadino ha il

diritto di godere della libertà di fede e di coscienza e della libertà

di pensiero e di espressione. E' libero di sviluppare le sue potezialità e di migliorare la propria condizione, di lavorare e di competere, di guadagnare e possedere, di approvare e disapprovare le cose, a seconda del proprio onesto discernimento. Ma e’ importante sottolineare che questa libertà

non è e non può essere assoluta, altrimenti produrrebbe

il caos e l'anarchia. Essa è garantita dalla Legge di Dio Altissimo ed è governata dalla medesima Legge.

Finché è in linea con questa Legge, la libertà e’ legittimo privilegio di ogni cittadino; ma se essa trasgredisce i limiti della Legge divina o si scontra con l'interesse comune, a quel punto diventa una violazione della Legge di Dio Onnipotente e deve perciò esseresottoposta a un controllo severo e rigoroso.

Sappiamo che ogni singola persona è parte integrante di tutto quanto l'universo, motivo per cui deve adeguarsi alla Legge e all'ordine volute dal Signore Misericordioso, la Legge in base alla quale è amministrato l'intero universo. D'altra parte, ogni persona è allo stessopo e alla stessa misura e’ membro della sua comunità e della sua nazione e deve perciò armonizzare

i suoi diritti e interessi con quelli degli altri in maniera reciprocamente vantaggiosa.

Se il singolo assumesse una posizione indipendente dall’intera comunita’ islamica per quanto concerne una questione di pubblico interesse e si rendesse conto che tutti gli altri assumono un atteggiamento diverso dal suo, allora è lui che alla fine dovrà schierarsi con gli altri, e non di certo contro gli altri, in modo da  mantenere solida la solidarietà e la cooperazione. Ma bisogna sottolineare che tutta questa armonia e obbedienza potra’ avere luogo purché la decisione degli altri non sia in nessun modo contraria alla Legge di Dio.

Tuttavia nel processo di formazione dell’opinione popolare egli ha tutto il diritto di esprimere il proprio parere e di persuadere gli altri delle sue convinzioni, senza dar luogo a discordia tra l’Ummah islamica, disordini e agitazioni. Il Nobile Corano consiglia cosi’ ai musulmani di tenersi uniti intorno alla Volonta’ di Allah, Sura Al Anfal, versetto 46:

“Obbedite ad Allah e al Suo Messaggero. Non siate discordi, chè altrimenti vi scoraggereste e verrebbe meno la vostra”.

Restando fermi sul principio inscindibile della superiorita’ assoluta della Volonta’ Divina possiamo dire che quando è evidente che gli altri hanno scelto una via diversa dalla sua, il singolo musulmano è tenuto ad adeguarsi, perché non si tratta più di considerazioni o di decisioni individuali, ma di una questione che riceve una risposta massiccia.

A tale proposito il Sacro corano nella Sura Al Imran versetti 103-105 cosi’ dice:

“Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allah vi manifesta i segni Suoi affinché possiate guidarvi.

Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone consuetudi ni e proibisca ciò che è riprovevole. Ecco coloro che prospereranno.

E non siate come coloro che si sono divisi, opposti gli uni agli altri, dopo che ricevettero le prove. Per loro c'è castigo immenso.”

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