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Domenica, 20 Settembre 2015 12:39

Come si vive nell islam 25

Come si vive nell islam 25
Amici come sicuramente ricorderete nella puntata precedente reastando sul tama della vita politica nell’Islam abbiamo detto che in base agli insegnamenti islamici ogni singolo musulmano è uno che si sottomette soltanto ad Allah ed è leale verso la Sua Legge, offrendo il massimo della cooperazione e dell'appoggio a quanti amministrano la vera Legge e ne osservano i dettami.

 

E' quindi possiamo dire che incompatibile con l'Islam, che una nazione musulmana appoggi un partito politico o comunque una corrente politica non basato sull'Islam o difenda un governo non islamico, di derivazione e obiettivi extraislamici.

Dio l’Altissimo non garantirà mai agli infedeli il modo di trionfare o di esercitare il governo sopra i Fedeli come recita il versetto 141 della Sura An Nisa:

“Sono coloro che stanno a spiarvi e, se Allah vi dà vittoria, dicono: " Non eravamo con voi?"; e se invece i miscredenti hanno successo, dicono loro: " Non avevamo la possibilità di dominarvi? Non vi abbiamo difeso contro i credenti?". Ebbene, Allah giudicherà tra di voi nel Giorno della Resurrezione. Allah non concederà ai miscredenti [alcun] mezzo [di vittoria] sui credenti.”

Ora vediamo quale e’ la risposta dei Fedeli, quando

sono convocati da DIO e dal Suo Messaggero affinché egli possa giudicare o governare fra loro:

"Ascoltiamo e obbediamo". Essi sono coloro che prospereranno!  Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo Inviato paventano Allah e Lo temono. Essi sono coloro che avranno il successo!  Giurano in [Nome di] Allah con solenni dichiarazioni che se tu dessi loro l'ordine, uscirebbero [a combattere]. Di': " Non giurate. La vostra obbedienza [verbale] è ben nota! Allah ben conosce quello che fate".  Di': " Obbedite ad Allah e obbedite all'Inviato". Se poi volgete le spalle, [sappiate che] a lui incomberà il suo peso e a voi il vostro. Se obbedirete sarete ben guidati. L'Inviato non deve che trasmettere in modo esplicito [il Messaggio].  Allah ha promesso a coloro che credono e compiono il bene di farne [Suoi] vicari sulla terra, come già fu per quelli che li precedettero, di rafforzarli nella religione che Gli piacque dar loro e di trasformare in sicurezza il loro timore. Mi adoreranno senza associarMi alcunché. Quanto a colui che dopo di ciò ancora sarà

miscredente. Ecco quelli che sono iniqui! “

Sacro Corano, Sura An Nur, versetti 51; 55.

Quanto allo Stato, possiamo dire che qualunque governatore, non è il sovrano del suo popolo. Egli, secondo il pensiero islamico, e' un ente di fiducia nel quale il popolo si riconosce e deriva la propria autorità dall'obbedienza del popolo alla Legge

di Dio Onnipotente, la Legge che vincola governanti e governati mediante un patto solenne, sul quale Dio Stesso è  a sovrintendere.

A questo riguardo il Sacro Corano nella Sura Al Mujadelah versetti 21 e 22 dice:

“Allah ha scritto: « Invero vincerò, Io e i Miei messaggeri».  In verità Allah è forte, eccelso.  Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan.”

Il contratto politico dell'Islam non è un semplice contratto fra amministrazione e popolo. E' un patto che vede da una parte governanti e governati e dall’altra parte Allah Onnipotente; è un patto che è valido soprattutto dal punto di vista morale ed etica e vincolante finché i contraenti umani ovvero I governanti e I gonernati adempiono pienamente e con coerenza ai loro obblighi verso la controparte divina. I govemanti che il popolo riconosce come i migliori nell'applicazione

della parola di Dio l’Altissimo hanno diritto all'appoggio e alla collaborazione del popolo, finché essi osservano la parola di Dio.

 

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