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Martedì, 25 Agosto 2015 14:29

Come si vive nell’Islam? (20)

Come si vive nell’Islam? (20)
Proseguendo sulla nvita economica nell’Islam, abbiamo detto che Nell'ordinamento islamico, non sorge mai la minaccia dell'avarizia capitalista e della sovversione comunista.

Il soggetto economico è responsabile della prosperità dello Stato e lo Stato, a sua volta, è responsabile della sicurezza della persona. I conflitti di classe vengono sostituiti dalla cooperazione e dall'armonia; paura e sospetto sono sostituiti dalla sicurezza e dalla fiducia reciproche.

Detto cio’, dobbiamo ricordare che le transazioni commerciali sono oggetto di una grande attenzione da parte dell'Islam. Il commercio onesto è permesso e benedetto da Dio l’Altissimo. Esso può essere svolto individualmente oppure in maniera associata. Ma tutti gli affari debbono essere conclusi con franchezza e onestà. La truffa, l'occultamento dei difetti della merce ad opera dei venditori, lo sfruttamento delle necessità dei compratori, il monopolio delle merci inteso a far salire i propri prezzi, sono tutte azioni deprimevoli e vietate, che la Logge Islamica punisce. Se si è tenuti a vivere in maniera decente, lo si deve fare con mezzi onesti e lavorando seriamente.

Diversamente, le condizioni cambiano facilmente, e non solo questo; chiunque si nutra di provviste illecite, dice il nobile Profeta, nel Giorno del Giudizio brucerà entro I tempi del Fuoco infernale.

Per combattere la truffa e lo sfruttamento, l'Islam richiede l'onestà negli affari, ammonisce i truffatori, incoraggia il lavoro onesto e vieta l'usura, ovvero la riscossione del tasso di interesse. Questo per mostrare all'uomo che egli possiede a pieno diritto solo ciò per cui ha lavorato, e che lo sfruttamento delle pressanti necessità altrui è irreligioso, inumano e immorale.

Nel Sacro Corano, Sura al Baqara versetti 274-276  Dio l’Altissimo cosi’ dice:

“Quelli che mangiano l'usura non staranno se non come sta colui che il Maligno ha sospinto alla pazzia col suo contatto. Questo perché essi dicono: "il commercio è come l'usura". Ma Dio ha permesso il commercio e ha proibito l’usura. Quelli che, dopo aver ricevuto l'orientamento dal loro Signore, desistono, saranno perdonati per il passato; il loro caso è per DIO (da giudicare). Ma quelli che rinnovano (la colpa) sono Compagni del Fuoco; ed ivi dimoreranno (per sempre). Allah priverà l'usura di ogni benedizione, ma aumenterà le benedizioni per le opere di carità ché Egli non ama le creature ingrate e perverse “.

Abbiamo detto dunque che per combattere la truffa e lo sfruttamento, l'Islam richiede l'onestà negli affari, ammonisce i truffatori, incoraggia il lavoro onesto e vieta l'usura, ovvero la riscossione del tasso di interesse. Sempre a questo riguardo il Sacro Corano nella Sura Ar Raman, versetti 7-9 cosi’ si legge”

“E ha innalzato il Firmamento e ha drizzato 1a Bilancia (della Giustizia) affinché voi non trasgrediste l'equilibrio (giusto). Stabilite perciò il peso con giustizia e non rubate sul peso”.

Ciò vale a guidare l'uomo sulla via della giustizia e della correttezza in tutte le transazioni e in tutti gli affari. Il futuro dei truffatori è spaventoso e la loro dimora è una fine terribile e angosciosa. Ecco come il Sacro Corano tratta l'argomento:

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