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Giovedì, 04 Giugno 2015 06:27

La wilayat e le sue dimensioni (1)

La wilayat e le sue dimensioni (1)
1. Cos’è la Wilayat? “Wilayat”, derivato della parola wila’, significa potere, autorità o un diritto di un determinato tipo. Nella teologia sciita, wilayat è l’autorità della quale sono stati investiti il Profeta (S) e l’Ahlul Bayt (as) come rappresentanti di Dio Onnipotente su questa terra.

 

 

Secondo lo scomparso Morteza Motahhari, la wilayat possiede quattro dimensioni:

 

1) Il diritto all’amore ed alla devozione (wila’-e muhabbat): questo diritto colloca i musulmani sotto l’obbligo di amare l’Ahlul Bayt.

 

2) L’autorità nella guida spirituale (wila’-e imamat): questo aspetto riflette il potere e l’autorità della Ahlul Bayt nella guida dei propri seguaci nella sfera spirituale.

 

3) L’autorità nella guida socio-politica (wila’-e zi´amat): questa dimensione della wilayat riflette il diritto della Ahlul Bayt a guidare i musulmani negli aspetti sociali e politici della vita.

 

4) L’autorità sulla natura universale (wila’-e tasarruf): questa dimensione riflette il potere su tutto l’universo con il quale sono stati investiti il Profeta (S) e la Ahlul Bayt (as) per Grazia di Dio Onnipotente (1).

 

Usando questa divisione delle dimensioni della wilayat, desidero segnalare le aree nelle quali concordano e discordano i vari gruppi Musulmani.

 

 

 

La prima dimensione: il diritto all’amore

 

Tutti i musulmani unanimemente accettano la prima dimensione della wilayat della Ahlul Bayt. Amare la Ahlul Bayt è una delle “dharuriyyat ad-din” (parti essenziali della fede islamica). L’inclusione della salawat (2) nelle Preghiere quotidiane ne è una prova sufficiente. Potete confrontare noti testi anti-sciiti come “as-Sawa’iqu ’l-Muhriqa” di Ibn Hajar al-Makki e “Tuhfa-e Ithna ’Ash‘ariyya” di Shah ‘Abdul ‘Aziz Dehlawi, e comprenderete che i polemisti Sunniti si sforzano duramente per spiegare che sono contro gli Sciiti ma non contro gli Imam della Shi’a, poiché sanno che amare la Ahlul Bayt è parte essenziale della fede islamica.

 

L’amore per l’Ahlul Bayt è menzionato nel versetto 42:23, che abbiamo già discusso nell’ultimo capitolo. Qui citerò solo un ulteriore hadith delle fonti Sunnite. L’Imam ‘Ali (as) disse: “Per Dio, Colui che ha fatto germogliare il grano ed ha creato l’anima, in verità il Profeta ha detto: “Nessuno mi amerà (ad ‘Ali) se non il credente e non mi odierà se non l’ipocrita”.” (3)

 

Jabir Ibn Abdullah al-Ansari e Abu Sa’id al-Khudari, due famosi Compagni del Profeta (S), erano soliti dire: “Non identifichiamo gli ipocriti se non per l’odio che nutrono nei confronti di ‘Ali”. (4)

 

I sapienti Sciiti concordano unanimemente che colui che rifiuta una delle dharuriyyat ad-din [parti essenziali della fede] non sia da considerarsi membro della fede islamica. (5) E’ quindi basandosi su questo principio che i Khawarij e i Nawasib (coloro che esprimono odio o animosità verso la Ahlul Bayt) sono considerati come non-Musulmani dai giuristi Sciiti. (6)

 

 

 

La seconda dimensione: la guida spirituale

 

La seconda dimensione della wilayat è una credenza comunemente accettata dagli Sciiti così come dalla maggioranza dei Sunniti che appartengono agli ordini Sufi. Nulla riflette questo aspetto meglio dell’interpretazione fornita da Mawlawi Salamat Ali, un sapiente Sunnita dell’India, dell’hadith di Ghadir. Scrive in “at-Tabsira”: “Gli Ahlu Sunnah non dubitano dell’Imamato dell’Amiru´l Mu`minin [‘Ali]; questa è in realtà l’essenza della fede. E’ senza dubbio necessario che il significato dell’hadith di Ghadir sia l’Imamato spirituale e non [il politico] Khilafat. Questo è il significato desunto dalle dichiarazioni degli Ahlu’s Sunnah e dei sapienti del Sufismo, e conseguentemente l’alleanza di tutti gli ordini Sufi giunge ad ‘Ali ed è attraverso di lui che si ricollegano al Messaggero.” (7)

Con eccezione dell’ordine Naqshbandi, tutti i Sufi tracciano la catena dei loro maestri spirituali agli Imam della Ahlul Bayt, terminando con l’Imam ‘Ali bin Abi Talib (as) come autorità spirituale par excellence dopo il Profeta (S). (8) Gli ordini Naqshbandi tracciano la loro guida spirituale fino all’Imam Jafar Sadiq (as) e poi seguono la linea attraverso sua madre fino a Muhammad bin Abu Bakr, e da qui fino ad Abu Bakr. Questa deviazione dall’Imam Sadiq (as) fino ad Abu Bakr è comunque invalida, perché Muhammad bin Abi Bakr fu cresciuto sin dalla tenera età dall’Imam ´Ali bin Abi Talib (as), il quale si sposò con la madre di Muhammad, Asma`bint Umays, dopo la morte di Abu Bakr. L’unico maestro spirituale che Muhammad bin Abi Bakr conobbe fu l’Imam ´Ali bin Abi Talib (as).

 

http://islamshia.org/item/884-la-wilayat-e-le-sue-dimensioni-s-m-rizvi.html

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