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Giovedì, 23 Aprile 2015 12:19

Sull'hadith "Io sono la città della conoscenza e 'Ali ne è la porta"(1)

In molte opere classiche della letteratura Islamica viene riportato che il nobile Profeta (S) abbia detto: “Io sono la città della conoscenza e ‘Ali ne è la porta”. Questa Tradizione viene spesso utilizzata dagli Sciiti in riferimento all’autorità e al rango di ‘Ali Ibn Abi Talib (as).

 

Una definizione del termine “Shi’a” è stata fornita da Aban Ibn Taghlib, un discepolo dell’Imam Ja’far al-Sadiq (as), il quale ha detto che uno sciita è colui che nei casi di divergenza sui detti profetici verificatisi tra i Compagni del nobile Profeta (S) fa riferimento all’Imam ‘Ali (as), e nei casi di divergenza sui detti dell’Imam ‘Ali (as) fa riferimento all’Imam Ja’far al-Sadiq (as).

Tale definizione è in accordo ad una Tradizione riportata da Anas Ibn Malik ove cita il nobile Profeta (S) dire ad ‘Ali (as) le seguenti parole: “Tu chiarirai ogni divergenza per la mia comunità riguardo a ciò su cui differiscono sul nostro conto”. Infatti secondo gli Sciiti deve esservi necessariamente un’autorità finale che conduca e giudichi gli affari della comunità. Le scuole Sunnite hanno conferito questa autorità alla comunità stessa in accordo alla seguente Tradizione da essi attribuita al nobile Profeta (S): “La mia comunità non concorda [unanimemente] su un errore”. Per gli Sciiti una teoria del genere non è plausibile poiché la comunità Islamica non ha mai concordato unanimemente, per la gran parte dei casi, su una data questione. Ovviamente il discorso non vale se si considera la comunità Islamica in quanto gruppo unico ed esclusivo a discapito di tutte le altre scuole, ma ciò non sarebbe nient’altro che fanatismo insensato.

Comunque, tornando al nostro discorso principale, ‘Allamah ‘Amini nell’opera “al-Ghadir” cita 143 sapienti Sunniti che hanno riportato l’hadith al-madinah (letteralmente "la Tradizione della città") tra cui Ahmad Ibn Hanbal, Hafiz ‘Abd al-Razzaq al-Sannani, Su’wayd Ibn Sa’id al-Hirawi (insegnante di Ibn Maja) e ‘Abbad Ibn Ya’qub al-Rawajini (insegnante di al-Bukhari e al-Tirmidhi).

Al-Hakim al-Nishaburi riporta la Tradizione nell’opera “Mustadrak al-Sahihayn” nella quale l’autore narra in accordo allo stesso criterio utilizzato da al-Bukhari e Muslim. Egli stesso afferma che quanto da lui riportato è “in accordo al criterio dei due shaykh”. Il motivo per cui al-Bukhari e Muslim non hanno riportato molte delle Tradizioni riportate da al-Hakim è legato a cause politiche di cui verrà fatta menzione più avanti.

Altri sapienti Sunniti che hanno considerato autentico l’hadith al-madinah sono al-Tabari (il quale in genere non cita mai la sua opinione in riferimento alle Tradizioni su ‘Ali), Yahya Ibn Ma’in (contemporaneo di Ahmad Ibn Hanbal), Khatib al-Baghdadi e al-Suyuti. Particolarmente significativa è l’opinione di al-Suyuti, essendo questi vissuto nel 9° secolo dell’Egira e quindi successivamente a Ibn Taymiyyah. Ibn Taymiyyah infatti dichiarò la Tradizione come pura invenzione, ma la conferma riguardo alla sua autenticità e all’opinione dei primi sapienti da parte di Suyuti indebolisce di gran lunga le constatazioni di Ibn Taymiyyah concepite tra l'atro senza nessuna prova schiacciante.

Un sapiente Sunnita contemporaneo, ‘Ali Ibn Muhammad al-‘Alawi, ha scritto un libro chiamato “Daf’ al-irtiab ‘an hadith al-bab” (letteralmente: rimuovere il dubbio riguardo alla Tradizione della città). Egli afferma che i sapienti dei primi secoli dell’Egira non avevano nessun tipo di problema nel citare i meriti dei Compagni del nobile Profeta (S) all’infuori di quando dovevano citare quelli di ‘Ali Ibn Abi Talib (as).

Quando al-Nisa’i giunse a Damasco notò che le genti offendevano ill nome e l’onore di ‘Ali (as) e quindi decise di compilare una raccolta di Tradizioni sui suoi meriti. Non appena gli fu chiesto di compilare un libro sui meriti di Mu’awiyah, disse che egli conosceva soltanto la seguente Tradizione profetica su tale persona: “O mio Dio! Non lo saziare mai di cibo”. Di conseguenza al-Nisa’i venne picchiato selvaggiamente ed espulso da Damasco. Egli morì durante il suo viaggio di ritorno in Hijaz a causa del pestaggio subito.

Anche al-Shafi’i venne infastidito da alcune personalità al punto tale che, con coraggio, scrisse la poesia seguente: “Se l’amore per l’Ahl al-Bayt significa essere un eretico, uomini e jinn testimonino che io sono un eretico”.

Un altro esempio è quello di al-Bukhari il quale, come riporta al-Suyuti nel “Tadrib al-rawi”, al quale le autorità Abbassidi crearono problemi durante la compilazione dei suoi lavori.

Salih Ibn Muhammad Ibn Habib al-Hafiz riporta che un giorno si recò da Abu Salt al-Hirawi, uno dei trasmettitori dell’hadith al-madinah, in compagnia di Yahya Ibn Ma’in, una delle autorità più prominenti del suo tempo nell’autentificazione delle Tradizioni. Quando l’incontro giunse al termine e i due uscirono dalla casa di al-Hirawi, Salih Ibn Muhammad chiese a Yahya Ibn Ma’in riguardo l’affidabilità di Abu Salt. Yahya Ibn Ma’in rispose che si trattava di un trasmettitore affidabile. A questo punto Salih Ibn Muhammad esclamò: “Che strano! Egli ha riportato [la seguente Tradizione]:- Io sono la città della conoscenza e ‘Ali ne è la porta. [Quindi] chi vuole [entrare nel]la città deve passarvi dalla porta-”. Allora Yahya Ibn Ma’in citò altri trasmettitori prominenti di quel tempo che avevano trasmesso tale Tradizione a conferma della sua autenticità.

Ahmad Ibn Hanbal riporta che un gruppo di persone dall’Iraq giunse da Zayd Ibn Arqam per chiedergli delucidazioni riguardo all’autenticità della famosa Tradizione di Ghadir. Inizialmente, comunque, Zayd Ibn Arqam non rispose, infastidendo così i suoi visitatori. Fu soltanto dopo aver fatto le dovute ricerche riguardo a chi fossero costoro che affermò esplicitamente l’autenticità della Tradizione di Ghadir.

Anche Sa’id Ibn Jubayr non riportava mai Tradizioni sui meriti dell’Ahl al-Bayt a meno che non si accertasse chi fossero i suoi interlocutori.

Dopo aver constatato quanto detto, non è sorprendente il fatto che l’hadith al-madinah non appaia nei “Sihah al-Sitta”, ad eccezione di al-Tirmidhi che la considera una Tradizione riportata attraverso una sola catena di trasmissione (perché evidentemente non al corrente delle altre), a causa dell’atmosfera di ostilità politica che vigeva nei confronti dell’Imam ‘Ali (as) e dei suoi Sciiti.

Ma in accordo alla prospettiva Sciita il problema viene risolto in base a quanto riportato dall’Imam al-Sadiq (as) che cita il nobile Profeta (S): “Io sono la città della conoscenza e ‘Ali ne è la porta. [Quindi] chi vuole [entrare nel]la città e [ottenere] la saggezza deve passarvi dalla porta”.


http://www.islamshia.org/item/67-hadith-io-sono-la-citt%C3%A0-della-conoscenza-e-ali-ne-%C3%A8-la-porta.html

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