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Martedì, 31 Marzo 2015 04:01

Le ramificazioni della Shi’a e la scuola Zaidita(1)

Le ramificazioni della Shi’a e la scuola Zaidita(1)
Ogni religione possiede una serie di questioni, più o meno numerose, che ne costituiscono i principi fondamentali, insieme con altre d’importanza secondaria. Tra i seguaci di una religione la diversità nell’interpretazione della qualità dei princìpi fondamentali e il modo in cui essi sono realizzati, pur nella conservazione della comunanza religiosa, dà luogo alla differenziazione in scuole.

 

La diversificazione in scuole esiste in tutte le religioni, in particolare nelle quattro religioni rivelate – l’ebraica, la cristiana, la zoroastriana e l’islamica – e anche all’interno dei loro singoli riti. La confessione religiosa sciita, all’epoca dei primi tre Imam della Famiglia del Profeta – ossia il Principe dei Credenti ‘Ali e i suoi figli Hasan e Husayn – non subì alcuna diversificazione interna. Ma dopo il martirio del terzo Imam, la maggioranza ritenne legittimo successore il quarto Imam ‘Ali ibn al-Husayn as-Sajjad (as), mentre una minoranza, poi nota come kisaniyya, riconobbe come quarto Imam il terzo figlio di ‘Ali, Muhammad ibn Hanafiya. In seguito, questa minoranza si convinse che il quarto Imam fosse entrato in occultazione nella montagna di Razwa e che sarebbe tornato alla fine dei tempi.

Dopo la morte dell’Imam Sajjad (as), la maggioranza degli sciiti accolse la guida di suo figlio, l’Imam Muhammad al-Baqir (as), mentre una minoranza propense per un altro figlio, il martire Zayd, per questo i suoi appartenenti presero il nome di Zaiditi.

Dopo la morte dell’Imam al-Baqir (as), la maggioranza sciita che lo seguiva riconobbe la guida di suo figlio, l’Imam Jafar as-Sadiq (as), e dopo la morte di quest’ultimo accolsero come successore il di lui figlio Musa al-Kadhim (as), riconoscendolo quale settimo Imam. Una minoranza, al contrario, accolse come settimo Imam un altro figlio di Jafar as-Sadiq, Ismail – che era morto quando il padre era ancora in vita – e in tal modo si separò dalla maggioranza sciita e i suoi appartenenti presero il nome di Ismaeliti. Altri accolsero come guida un altro figlio di Jafar as-Sadiq, ‘Abdullah ‘Aftah, altri ancora il figlio Muhammad. Alcuni ritennero che Jafar as-Sadiq fosse l’ultimo Imam.

Dopo la morte dell’Imam Musa al-Kadhim (as) la maggioranza sciita accolse quale ottavo successore alla guida della comunità l’Imam ar-Rida (as), mentre una minoranza si fermò al settimo Imam prendendo il nome di waqifiya.

In seguito, tra l’ottavo e il dodicesimo Imam, ritenuto dalla maggioranza sciita il ‘Mahdi atteso’ (a) alla fine dei tempi, non vi furono ramificazioni e scissioni degne di nota. Gli eventi di carattere scismatico non ebbero seguito poiché durarono poco, come nel caso di Jafar, figlio del decimo Imam (as), che dopo la morte del fratello – riconosciuto come undicesimo Imam (as) – pretese di essere accolto come Imam al suo posto. Una piccola fazione gli prestò fede, ma in pochi giorni si disperse, ed egli stesso non diede seguito alle proprie pretese.

Benché esistano tra i dotti sciiti divergenze su particolari questioni scientifiche, dottrinali e giuridiche, esse non devono considerarsi scuole religiose distinte. Tali fazioni, che si separarono dalla maggioranza sciita contrapponendosi a essa, si estinsero tutte in breve tempo, fatta eccezione per le minoranze zaidita e ismaelita rimaste salde e tutt’oggi attive in Yemen, in India, in Libano e in altri paesi.

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