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Sabato, 16 Gennaio 2016 05:22

Bani Saud e Bani Isra’il: due creazioni coloniali

Bani Saud e Bani Isra’il: due creazioni coloniali
Zafar Bangash* Le similitudini nell’origine e nelle politiche dei due clan - i Bani Saud e i Bani Isra’il – sono così vicine che è difficile distinguerle. Entrambi sono nemici convinti dell’Islam e dei musulmani.

 

I colonialisti britannici hanno inflitto danni immensi al mondo islamico. Nulla, comunque, comparabile alla distruttività dell’imposizione delle due entità illegittime sui luoghi più sacri dell’Islam: i beduini Najdi (aka Bani Saud o Dinastia Saud) nella Penisola Araba, specialmente nello Hijaz, e i sionisti in Palestina.

Non bisogna andare lontano con lo sguardo per vedere la scala del danno inflitto da questi due virus. Se i sionisti hanno vandalizzato al-Masjid al-Aqsa e al-Haram al-Sharif in al-Quds (Gerusalemme), i beduini Najdi hanno demolito i luoghi storici a Makkah e Madinah. Hanno causato anche altri danni: quella di creare fitnah nel mondo islamico diffondendo le idee tossiche del Wahhabismo e imponendole con la forza nella Penisola Araba. Spendendo cento miliardi di dollari dal 1975, hanno propagato queste idee velenose anche nelle altre zone del mondo islamico. Il risultato è stato catastrofico: il veleno del settarismo è penetrato così in profondità nella mente di alcuni musulmani da portare ad uccisioni di massa e a far saltare in aria le moschee.

Questi crimini sono aggravati dall’ampia incompetenza e insensibilità dei Bani Saud nella cattiva gestione degli affari dell’Hajj. Ci sono stati ripetuti disastri negli anni, nessuno più letale delle tragedie che l’hanno colpito quest’anno. Nella prima, una enorme gru è caduta in al-Masjid al-Haram uccidendo 115 persone. Ha fatto seguito the ressa di Medina che ne ha uccise altre centinaia. I beduini Najdi hanno rifiutato di fornire un numero preciso delle vittime dopo quelle annunciate il 26 settembre: 769 morti e 934 feriti. Le cifre stilate da altri paesi in base ai propri cittadini rimasti uccisi hanno raggiunto i 1.633 morti e centinaia, forse migliaia, risultano dispersi e mancano ancora all’appello. Centinaia sono stati seppelliti senza il permesso dei familiari o una identificazione appropriata, così che i loro cari potessero sapere dove si trova la loro ultima dimora. I beduini Nadji sono semplicemente disinteressati; è per questo che si rifiutano di aggiornare le proprie cifre.

Essi incolpano i pellegrini per le morti o affermano che era un “atto di Dio”, rifiutandosi di accettare ogni responsabilità.

I musulmani, inclusi molti governi, permettono ai Bani Saud di farla franca con questi crimini a causa di una incomprensione di fondo. Gli Hamarayn – i due luoghi santi di Makkah e Madinah – sono i luoghi più sacri nell’Islam (il terzo è al-Masjid al-Aqsa). Molti musulmani suppongono ingenuamente che la sacralità di queste due città sante vada in qualche modo estesa anche ai governanti. E’ questo tipo di pensiero viziato che ha impedito ai musulmani di affrontare seriamente il problema dei Bani Saud.

Gli Haramayn sono patrimonio comune della Ummah. Essi non possono essere lasciati nelle mani di persone che non hanno alcun riguardo per la vita umana o i luoghi sacri dell’Islam. Inoltre, molti membri del clan dei beduini Najdi sono moralmente degenerati. E’ un insulto all’Islam che il controllo dei suoi luoghi più sacri sia nelle mani di simili persone. La loro occupazione degli Haramayn è equivalente con l’occupazione sionista di al-Masjid al-Aqsa. Entrambi sono creazioni britanniche con il preciso obiettivo di minare l’Islam. Un breve sguardo alla storia potrà chiarire questo punto.

L’idea di creare l’entità sionista in Palestina era stata preceduta dall’“elevazione” dei Bani Saud come fantocci britannici nella Penisola Araba. Nel novembre del 1917 l’allora Segretario per gli Affari Esteri della Gran Bretagna, rispondendo alla lettera di Lord Rothschild, disse che il governo britannico vedeva con favore la costituzione di una patria per il popolo ebraico in Palestina purché non ledesse i diritti dell’indigena popolazione araba.

I Bani Saud, dalle paludi del Najd, non scesero in campo dall'inizio nel 'gioco' britannico. Gli inglesi avevano già pianificato di installare un “agente musulmano” fidato a Makkah e Madinah. Il Console Generale a Jeddah, James Ernest Napoleon Zohrab, in un messaggio al Foreign Office inglese, aveva suggerito proprio questo passo. L’obiettivo era sapere cosa accadeva lì. Sharif Husayn, vali (governatore) dei Turchi Ottomani, a quel tempo amministrava l’Hijaz, ma la sua lealtà era stata già acquistata dagli inglesi. Il giornale ottomano “Hijaz” aveva debitamente notato i “piani diabolici” che gli inglesi avevano per l’area (25 Safar 1333/1914).

Tanto Sharif Husayn che ‘Abd al-‘Aziz ibn Saud, il capo dei Bani Saud, gareggiavano per ingraziarsi i favori inglesi. I beduini Najdi si dimostrarono più spietati; erano briganti e ladri, mentre Sharif Husayn conduceva una vita sedentaria a Makkah e si era ammorbidito. Le sue forze non potevano competere con i teppisti assassini di Ibn Saud.

Sin dalla loro occupazione degli Haramayn nel 1925-1926, i Bani Saud si sono sbizzarriti nel commettere crimini orribili e atti sacrileghi. Sotto il loro controllo l’Hajj è diventato una serie di disastri. Le morti quest’anno a Mina hanno sorpassato tutti gli orrori precedenti. I Bani Saudi sono semplicemente incapaci di gestire gli affari dell’Hajj né sono idonei a controllare gli Haramayn. Al pari dei Bani Isra’il devono essere sloggiati dai luoghi santi dell’Islam.

* Zafar Bangash è un noto giornalista e commentatore del Canada. Direttore dell'Institute of Contemporary Islamic Thought, è Imam (sunnita) della moschea della “Islamic Society of York Region” di Richmond Hill, nell'Ontario. E' editorialista di “Crescent International”, da dove è tratto anche il presente articolo.

 

Fonte: islamshia.org

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