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Domenica, 10 Gennaio 2016 12:21

Campagna di menzogne e disinformazione contro Hezbollah sulla presunta carestia di Madaya

Campagna di menzogne e disinformazione contro Hezbollah sulla presunta carestia di Madaya
Dal momento dell’assassinio della guida religiosa Nimr al-Nimr, una feroce campagna di propaganda e disinformazione è stata lanciata contro Hezbollah da alcuni media sauditi, qatarioti e occidentali, imputando al movimento di Resistenza islamica libanese una presunta carestia che starebbe affliggendo gli abitanti di una località siriana al confine con il Libano, Madaya.

Questo villaggio, accerchiato da più di sette mesi dall'esercito siriano e da combattendi di Hezbollah, è in mano ai terroristi di "Ahrar al-Sham" e del "Fronte al-Nusra", fatto taciuto da gran parte dei mass-media occidentali.

Questa località è stata infatti occupata da circa seicento miliziani scappati dal vicino villaggio di Zibdine dopo che quest'ultimo era stato liberato delle truppe siriane e dei combattenti di Hezbollah.

Appartenenti al “Fronte al-Nusra” - il ramo siriano di al-Qaida - e al gruppo “Ahrar al-Sham” hanno preso in ostaggio la popolazione di Madaya, impedendo ai suoi abitanti di lasciarla. Costoro hanno inoltre confiscato tonnellate di aiuti alimentari e medicine, che erano state inviate a metà ottobre dall'ONU e dalla Croce Rossa e che sarebbero state più che sufficienti per tre mesi, vendendoli a prezzi esorbitanti. Si parla di un chilo di riso venduto a duecentocinquanta dollari e di un chilo di latte in polvere a trecento dollari.

Ma nei giorni scorsi tutti questi orrori sono stati attributi a Hezbollah e all'esercito siriano.

E' in corso una carestia?

Il numero di abitanti di Madaya è di 23.000, e non di 40.000 come indicato dall'ONU. La BBC, da parte sua, era arrivata a parlare addirittura di 300.000 abitanti. Ad oggi non si sono registrate morti per malnutrizione, come pretende il cosiddetto "Osservatorio sui diritti umani in Siria", che aveva parlato di dieci persone decedute per mancanza di medicine e alimenti. La credibilità di questo "Osservatorio", composto da un'unica persona - Rami Abdurrahman - che opera dalla sua casa di Londra pretendendo di avere un'ampia rete di collaboratori in Siria, è stata ampiamente sbugiardata da numerosi ricercatori e studiosi, ma continua ancora oggi ad essere la principale fonte di (dis)informazione sulla Siria per i maggiori mass-media occidentali.

Pawel Krzysiek, portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa, nel corso di un'intervista con l'emittente televisiva "Al-Mayadin", ha affermato che a Madaya non è stato registrato alcun deceduto per malnutrizione. E' interessante notare che l'attenzione prestata da mass-media e governi occidentali alla sorte di Madaya non ha interessato altre località siriane come Zabadani, Fuaa e Kefraya. Queste ultime due località della provincia di Idleb, fedeli al governo di Damasco, hanno sofferto la morte di più di 400 dei suoi abitanti in attacchi di mortaglio operati dal gruppo "Jaish al-Fatah" (l'Esercito della Conquista), composto dal Fronte al-Nusra e da altri gruppi terroristici. Queste due località soffrono un assedio inumano ma mai nessun governo occidentale si è interessato alla loro sorte, come avvenuto in questi giorni per Madaya.

Questa feroce campagna di propaganda e disinformazione era stata però in origine innescata dal canale qatariota “Al-Jazira”, che parlava di persone che "muoiono di fame", pubblicando a sostegno delle foto di individui estremamente magri, presentandole come abitanti di Madaya. La televisione qatariota ha spiegato che si trattava di immagini realizzate da un miliziano di “Ahrar al-Sham”, un certo Ussam Abu Zeid, senza spiegare come egli fosse riuscito ad entrare e uscire dalla località, che si dice sia ermeticamente assediata!

Molte fotografie sulle quali si basa questa campagna non hanno comunque niente a che fare con Madaya.

La più flagrante di tutte è la foto che illustra un articolo pubblicato il 7 gennaio 2016 dal sito di “al-Jazira”, che fa appello ad espellere i lavoratori libanesi nei paesi del Golfo a motivo della "carestia" che affligge Madaya "causata da Hezbollah".

Tuttavia una piccola ricerca sulla rete permette di scoprire che la bimba è stata più volte utilizzata precedentemente per campagne di propaganda.

Una delle sue 'storie' era stata raccontata nel gennaio 2014 dalla televisione saudita “al-Arabiya”, che la presentava come una bambina siriana che vive in Giordania nel campo di rifiugiati di Zaatari, ed era stata notata perché vendeva gomme da masticare per sopravvivere alla sua miseria.

Un articolo del giornale on-line giordano “Dostour”, pubblicando le stesse immagini, sostiene che si tratta di una bimba palestinese che vive nel campo palestinese di Yarmouk, vicino a Damasco, e che vende gomme da masticare per sopravvivere.

Poi, tutto d’un colpo, un anno dopo, nel febbraio 2015, la foto di questa stessa fanciulla viene utilizzata al fianco di un’altra bambina dallo sguardo pietoso sulla pagina Twitter di un certo Omar, pretendendo che si tratti della stessa persona, senza precisare le condizioni di questo deterioramento.

Un'altra foto, pubblicata da “al-Jazira”, che mostra un uomo scarno sul pavimento, anch’egli presentato come un abitante affamato di Madaya, si è dimostrata essere quella di un tossicodipendente ed è stata ripresa dal sito internet americano “The worldrace”.

Queste fotografie e decine di altre così ingannevoli illustrano una vera campagna di disinformazione pianificata dal canale qatariota, accompagnate da titoli ugualmente falsi e settari. Come questa foto che illustra un articolo accompagnato dal titolo fraudolento: “Affamando Madaya Hezbollah cerca di creare uno Stato sciita.”

Si vuole prima di tutto offuscare l’immagine di Hezbollah e poi scagionare i terroristi takfiri, notoriamente sostenuti dal canale del Qatar, uno dei maggiori finanziatori di questi gruppi.

Occultare l'esecuzione dello Shaykh Nimr e i crimini nello Yemen

 

Un’altra presunta foto di Madaya accompagna l’articolo di un altro giornale, mostrando la subdola intenzione che la motiva: “Il complotto mondiale: dove sono coloro che attaccano l’Arabia Saudita con il loro crimine di affamare gli abitanti di Madaya?”

L’articolo, dopo aver rigettato le accuse contro l’Arabia Saudita per l'uccisione dell’oppositore religioso Shaykh Nimr al-Nimr, mostra chiaramente la volontà di coprire i crimini sauditi tanto all'interno della Penisola Araba quanto nello Yemen.

La stigmatizzazione di "Hezbollah sciita", in questa campagna, è più che mai al suo apice.

E’ comunque vero che “al-Jazira” non è alla sua prima campagna di disinformazione sulla crisi siriana, che anzi conduce fin dai suoi inizi.

Già nel 2011 l’emittente qatariota aveva fatto di tutto per nascondere il coinvolgimento delle milizie dell’Esercito Libero Siriano (FSA) negli attacchi terroristici che insanguinavano la nazione araba, attribuendoli al governo siriano. La sua copertura degli eventi siriani l’aveva portata ad accusare le autorità della violenta repressione dei manifestanti, presentati come "pacifisti", nello stesso momento in cui omicidi e attentati venivano commessi contro poliziotti, militari, studenti, funzionari del settore pubblico e sapienti religiosi.

La sua copertura faziosa e fuorviante aveva poi causato la fuoriuscita di una dozzina dei suoi migliori giornalisti e animatori, che ne avevano denunciato l'operato di disinformazione e falsificazione della realtà.

Traduzione a cura di Islamshia.org

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