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Martedì, 28 Gennaio 2014 16:06

Estremismo islamico: strumento Usa in M.O

 La notizia apparsa recentemente sulla stampa internazionale, lascia perplesso e incredulo chiunque :

il Dipartimento di Stato USA ha affermato che ci sarebbero seri propositi da parte di Washington di collaborare col fronte estremista Al-qaidista che combatte in Siria contro il governo di Damasco guidato dal presidente Bashar al- Assad e non solo in Siria. E' bene ricordare che il Fronte Al Nusra in Siria riunisce la galassia dei cosiddetti estremisti islamici in tutto il Medio Oriente, e che precedntemente questo gruppo era stato inserito da Washington nella lista nera dei gruppi terroristi. Alcuni analisti sostengono che i gruppi radicali ormai sono diventati i principali referenti di Washington, visto che per esempio le milizie del cosiddetto Esercito Libero, sponsorizzata da Turchia e Qatar, stanno ormai soccombendo nella guerra scoppiata tra i vari ribelli anti-Assad in Siria.

L’altra faccia della medaglia per quanto riguarda l’estremismo filo al-Qaida e’ quell’alleanza strana ma palese che si nota tra l’Arabia Saudita ed Israele. E' forse l'alleanza più anomala di sempre ma l'asse Israele-Arabia Saudita e' tutto sommato resta una realta assai amara ma considerando la loro natura perversa e’ comunque un qualcosa che sembra del tutto credibile, anzi da aspettarsi.

I primi segnali di un certo avvicinamento tra la monarchia saudita e Israele si scoprirono quando qualche anno fà si venne a sapere che dai tempi della guerra del 1967, l'Arabia Saudita aveva lasciato in mano ad Israele due sue isole nel Mar Rosso. Certo, nel '67 Israele aveva occupato anche tante terre palestinesi, il Golan siriano ed ecc...ma la differenza tra l'Arabia Saudita e gli altri Paesi arabi e' che non aveva mai chiesto la restituzione delle sue isole. Come mai?

Sempre qualche anno fà, precisamente dopo l'inizio delle campagne americane Usa nella regione del Medioriente, si venne a sapere poco alla volta che elementi dell'Arabia Saudita e del Mossad,  guarda caso, avevano avuto un ruolo decisamente dubbio negli attacchi terroristici dell'11 Settembre. L'Arabia Saudita aveva a quanto pare sostenuto la manovalanza degli attentati mentre il Mossad aveva partecipato ad aspetti legati alla logistica di questi. Le guerre americane nella regione, tutto sommato, favorirono indubbiamente Israele che le invocò dall'indomani dell'11 Settembre; l'Arabia Saudita, invece, ebbe la possibilità di rafforzare il suo impero.

Dopo l'inizio della crisi in Siria, notizie non confermate parlarono di una collaborazione tra il principe saudita Bandar Bin Sultan, attuale capo dell'intelligence della monarchia, con le autorità israeliane; questa cooperazione sarebbe avvenuta per pianificare ciò che poi e' diventata la guerra in Siria. In effetti queste voci sono stati confermate dai fatti sul terreno; Israele ha bombardato persino direttamente la Siria durante il conflitto ed ha dato rifugio ed armi ai gruppi terroristi opposti ad Assad; i sauditi, secondo la testimonianza degli stessi media occidentali, hanno svolto invece il ruolo di "banchieri dei terroristi" spendendo senza badare a spese. Ed il bello e' che le armi israeliane dirette ai terroristi salafiti in Siria vengono comprate proprio con i soldi sauditi.

Ultimamente però l'alleanza tra i due poli dell'estremismo della regione e' uscita ancor più allo scoperto sul caso Iran. Nei mesi scorsi, con la creazione di una atmosfera positiva intorno al caso del nucleare iraniano, sia la monarchia saudita che Israele hanno direttamente espresso agli americani il loro disappunto per un eventuale accordo che riconosca il diritto all'arricchimento dell'Iran e che permetta quindi a Teheran l'uso civile del nucleare. Ciò semplicemente perchè i due regimi fanatici perderebbero in maniera irrevocabile quella sorta di "primato" che sentono di avere in Medioriente.

L'Arabia Saudita ha sempre insistito nel presentarsi come portabandiera dell'Islam praticando e predicando il fanatismo, a cominciare dalla vita della sua società. L'Iran invece, ha sempre costituito, insieme ad altre nazioni dello scacchiere mediorientale, una miscela intelligente di fedeltà ai principi islamici e di voglia di progresso, modernizzazione e soprattutto raffinatezza. Ciò si riflette anche nei sistemi governativi dei due Paesi; dinanzi alla monarchia in stile medievale dei sauditi vi e' la Repubblica Islamica e tutto il dinamismo interno della politica iraniana.

In questi anni, i progressi impressionanti dell'Iran soprattutto nel settore scientifico, hanno surclassato l'Arabia Saudita che però ha cercato in qualche modo di rimanere a galla creando a tavolino il problema in Siria cercando così di rimescolare le carte; tentativo che oggi sembra ormai fallito.

Dall'altra parte Israele, un regime nato sulla terra altrui e che pertanto dipende solo dalla forza delle armi, dalla paura e dalla minaccia, non tollera che in Medioriente una nazione che non lo riconosce possa disporre di tecnologie all'avanguardia. Tra l'altro, anche Israele e' alle prese con un declino epocale ed una miriade di problemi interni che lo portano verso un lento ma continuo sfracello e per questo, il fantasma del nemico esterno, della minaccia nucleare, e' un collante per mantenere intatta, la società sionista.

Ideologicamente, la questione dell'alleanza Arabia Saudita-Israele, dimostra come il fanatismo, sia questo scaturito da qualsiasi religione o dottrina, non può che essere negativo e da condannare, dato che predica unicamente l'odio. Questo sostanzialmente e' quello che lega due realtà apparentemente così eterogenee come Tel Aviv e Riyadh.

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