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Martedì, 23 Luglio 2013 13:44

Il silenzioso genocidio degli sciiti in Medio Oriente

Il silenzioso genocidio degli sciiti in Medio Oriente
La guerra in Iraq, o meglio, l’aggressione militare contro l’Iraq sembra ormai consegnata alla storia.
Cacciato Saddam Hussein, devastato prima e depredato poi un intero Paese, ucciso centinaia di migliaia di persone, l’operazione contro il terrorismo internazionale in Iraq può dichiararsi ampiamente conclusa. Ufficialmente le forze Nato hanno ritirato i loro contingenti da un paio di anni, anche se in realtà restano ancora oggi diverse migliaia di militari americani a vigilare sugli “interessi” Usa.

Sembra trascorsa un’eternità da quando il presidente Bush nel corso di un comizio a bordo di una portaerei americana, dichiarò concluso l’intervento americano in Iraq e la conseguente vittoria sul terrorismo internazionale.

Proviamo a capire cosa hanno fatto oggi dell’Iraq. Un Paese totalmente allo sbando, il cui tasso di disoccupazione ha toccato livelli record, la popolazione vive nel terrore a causa dei continui attentati ed un governo fantoccio incapace di gestire ed amministrare il Paese.

La stampa internazionale, sempre ben consigliata dai noti centri di potere, ha deciso di ignorare tutto ciò che negli ultimi anni sta accadendo nel Paese iracheno. Non fanno più notizia le orrende stragi che quotidianamente terrorizzano la gente, poichè qualcuno ha deciso che sull’Iraq doveva calare il silenzio. Potremmo anche chiederci che fine fanno i miliardi di dollari che piovono dalla comunità internazionale. E le immense ricchezze minerarie del Paese dove sono finite? Alla fine ci rendiamo conto che sono domande abbastanza banali oltre che inutili, anche noi in Italia conosciamo bene le reali motivazioni delle guerre americane di “liberazione”.

Negli ultimi giorni ben dodici autobombe sono esplose in diversi quartieri sciiti di Baghdad, causando almeno 79 morti e 230 feriti. L’obiettivo era quello di fare una strage colpendo il maggior numero di persone possibile. Infatti, gli ordigni sono tutti esplosi al tramonto in aree commerciali, in un momento in cui i mercati sono più affollati di gente intenta a fare la spesa dopo la fine del digiuno diurno durante il mese del Ramadan. Ciò che si evidenzia nei vari attacchi compiuti negli ultimi tempi è la volontà di colpire la comunità sciita irachena. Migliaia sono i morti causati dagli attentati contro quartieri e moschee sciite, in una precisa strategia che non riguarda solo l’Iraq ma anche diversi altri Paesi come il Pakistan, l’Afghanistan, l’Egitto e gli Stati del Golfo Persico.

Questa strategia internazionale di portare attacchi scontro gli sciiti in tutto il mondo attraverso attentati e fomentando tensioni con i sunniti, oramai è ben manifesta. Gli sciiti rappresentano per il Potere internazionale il “male assoluto”, il nemico da combattere a tutti i costi e soprattutto con qualsiasi mezzo. Ma dove nasce questa volontà criminale? Le motivazioni sono da ricercare nel ruolo sempre più fondamentale dell’Iran e soprattutto della resistenza libanese di Hezbollah, negli equilibri mondiali e in modo particolare del Medio Oriente. Vogliono fermare questa avanzata nell’unico modo che conoscono, il terrore. Altre e ben più importanti motivazioni sono da ricercare nelle pressioni israeliane nei confronti della comunità internazionale.

Perchè proprio Israele? L’Iran e il movimento Hezbollah sono i protagonisti assoluti di un radicale mutamento degli equilibri nella regione medio orientale, soprattutto in ambito militare. Ciò si è tradotto nelle storiche vittorie della resistenza libanese nei confronti dell’ex potenza militare israeliana, che fine a un decennio fa spadroneggiava e ridicolizzava gli eserciti arabi. Dal 2000, anno della cacciata degli israeliani dal sud del Libano al 2006, anno della vittoria di Hezbollah in seguito all’aggressione militare israeliana, tutto sembra drammaticamente mutato, almeno per Israele. Un confronto che sembra ormai destinato ad ampliarsi e coinvolgere altri Paesi, la Siria ne è un esempio lampante.

Che sia una pulizia etnica a fermare l’avanzata dell’Iran e di tutti i movimenti sciiti in Medio oriente, crediamo sia solo pura follia criminale. A chi per decenni ha seminato morte e terrore nell’intento di governare tutto e tutti, converrebbe rivedere la propria strategia ed iniziare a rispettare la volontà dei popoli, che nessun genocidio mai riuscirà a fermare.

Fonte: ilfarosulmondo.it

 

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