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Venerdì, 14 Giugno 2013 13:20

Disamine

Disamine
Avevamo già, in un precedente nostro scritto, fatto alcuni rilievi sugli eventi del presente Risveglio Islamico, detto anche impropriamente in Occidente “primavera araba”, con intenti certamente riduttivi nei confronti e dell’ampiezza, e della profondità di questa vicenda. Quella a cui vogliamo qui porre adesso mano, è una ulteriore, seppur breve disamina di questi medesimi eventi esemplari, in rapporto ed alla loro direzione d’efficacia, ed ai vari tentativi di deviarli dal loro reale obiettivo finale.

 

Quello che risulta appunto qui evidente sino a prima vista, è che l’Occidente americanocentrico, spinto su questa via dal suo ispiratore e guida, il sedicente “stato d’Israele”, ed ancor più dal sionismo internazionale, per non andare per ora ulteriormente nel profondo, si sta adoperando, con tutto il suo potenziale d’inganno e perfidia, per contenere o deviare il movimento prettamente islamico che ha dato forma e sostanza agli sviluppi in questione, nella sua direzione d’efficacia e nei suoi fini ultimi. Qualche breve considerazione non sarà all’uopo superflua.

 

La vicenda libica è a questo medesimo riguardo esemplare. La Rivoluzione Libica grazie all’intromissione in essa dell’Alleanza Atlantica, e l’emergervi di un gruppo dirigente, per lo più legato in passato all’ex Dittatore, oggi sfacciatamente filooccidentale, sovrappostosi al moto popolare originale, prettamente islamico, ha subito un vero e proprio sovvertimento, almeno in superficie. Diciamo in superficie, perché siamo convinti, che l’indole islamica del movimento sia innegabile e difficilmente conculcabile. Ed in effetti, si vanno moltiplicando nel paese le richieste d’applicare la legge islamica, a dispetto dei furori salafiti, e delle pulsioni moderniste di certuni.

 

Ci è capitato d’assistere, alla televisione italiana, alle penose esternazioni d’una povera donnicciola libica residente in Italia, ignorante ed acculturata, rigorosamente priva di velo, contro la possibilità d’avere più mogli, del tutto dimentica della vergognosa liceità del costume dell’amante, anzi delle innumerevoli, possibili amanti all’occidentale, nel più completo disprezzo della dignità sia dell’uomo, che della donna, avendo la cosa oramai luogo da entrambe le parti. Nulla di più disgustoso di questa gretta simulazione di moralità, alla moda dell’Occidente prevaricatore e violatore pervicace d’ogni autentica norma di vita.

 

Peraltro in Libia abbiamo avuto modo d’assistere al risveglio delle tensioni e delle lotte tribali, oltre che delle intromissioni salafite, verosimilmente attizzate ad arte dall’intervento occidentale, ulteriore elemento di deviazione. Ché anzi abbiamo avuto l’impressione che, se il moto era dapprima generale, si sia poi ristretto alla sola parte orientale del paese, alla Cirenaica, avendo la parte occidentale, di fronte all’intervento della Nato, preferito appoggiare, sia pure di malavoglia, il vecchio oppressore, per evitare un più triste destino. Cionondimeno, vale la pena ripeterlo e sottolinearlo, la profondità islamica del movimento in questione avrà modo, anche a breve scadenza, di farsi valere.

Vi sono peraltro situazioni, quale quella dello Yemen, in cui si è avuta un’opera, invece che di deviazione, di contenimento, in ispregio a quello che ne è l’orientamento popolare, al fine di mantenere al potere, in modo a dir poco sfacciato, senza neppure nessun belletto specioso ed ingannatore, com’è in parte almeno per la Libia, il vecchio gruppo dirigente. Ad onta di tutto questo, le proteste continuano, adoperandocisi dalla parte popolare perché non si giunga anche qui ad un confronto armato, il che dà ancor più evidenza all’indole islamica del moto in questione. Anche in Egitto le cose stanno andando avanti, grazie a Iddio, a volte contraddittoriamente, ma nondimeno nel verso complessivo d’avervi ragione delle ultime resistenze del vecchio regime. E veniamo alla Siria.

 

Sarebbe qui improprio, a dire il vero, menzionarne le vicende, che nulla hanno a che vedere col risveglio islamico, o con la “primavera araba”, che dir si voglia, ma che sono invece connotabili come un tentativo truffaldino e menzognero da parte occidentale di squalificare ed affossare il governo di Asad attribuendogli, contro ogni realtà di fatto, ogni possibile nefandezza. L’indole caricaturale di quello che sta avvenendo in Siria risulta evidente a chi si dia la pena di superare la barriera di disinformazione imperante in Occidente, per rendersi conto di quanto vi sta per davvero avvenendo.

 

Vogliamo, a questo medesimo riguardo, chiarire un possibile malinteso. Noi non siamo con il governo di Asad, la cui indole secolare lo rende sospetto ad ogni buon musulmano. Noi siamo con il popolo siriano, che è in questo momento con Asad, il male minore. Noi siamo per le riforme, miranti a dare ai siriani più libertà ed influenza, sia pure per ora nel quadro limitativo apparente delle forme occidentali, che pur lascia intravedere un suo possibile esito islamico. Noi siamo contro l’aggressione perpetrata contro il popolo siriano da bande di terroristi prezzolati, la soldo dell’America, dell’Europa e del sedicente Israele, pronti ad ogni possibile crimine e nefandezza, pur d’attribuirne in modo fasullo e specioso la responsabilità al governo ed alle forze armate siriane. Riteniamo che le falsificazioni dei mezzi d’informazione occidentali siano palesi ad un minimo d’attenzione.

 

Rileviamo come le tanto millantate stragi compiute dai militari siano pure e semplici invenzioni, dato che le vittime del conflitto siano o civili uccisi dai terroristi, o terroristi uccisi dalle forze armate, o militari uccisi dai terroristi. Le sparute manifestazioni contro il governo, all’inizio di tutta l’esecrabile canea, sono state non solo sbugiardate dalla presenza, nelle vie delle città siriane, di milioni e milioni di persone in appoggio al governo, ma ne hanno preso le distanze la maggior parte di quanti vi avevano all’inizio partecipato, essendo stati quei pochi che vi avevano commesso atti di violenza liberati, dopo essere stati per poco tempo tratti in arresto. Trattamento del quale il “libero” Occidente dei “diritti umani” non è certamente all’altezza.

 

Ed è certo folle il progetto ispiratore dell’intervento straniero in Siria: la presa di potere salafita dovrebbe crearvi una concentrazione comprendente l’Iraq, a sua volta vittima, dopo l’uscita degli americani, di un sanguinoso tentativo di sovvertimento a furia di bombe e stragi, il Libano del Nord, dove le infiltrazioni salafite vanno aumentando di giorno in giorno, e fors’anche la stessa Turchia, dove il governo, tradendo le aspettative popolari, s’è messo al servizio dell’America e dei sionisti, dimenticandone le continue, oltraggiose e sanguinose provocazioni. Ma noi siamo sicuri che il popolo turco saprà alfine rendere la pariglia al tradimento dei suoi governanti.

 

Dicevamo di questa concentrazione salafita, la più aberrante delle correnti islamiche, ammesso che si possa qui ancora parlare d’Islam, come noi non crediamo, per queste bande d’omicidi sgozzatori, incapaci, nel loro letteralismo il più becero, d’intendere il significato di una sola lettera del Sacro Corano, e che oggi spargono il sangue di donne e bambini innocenti, in nome della loro empia ignoranza, voluta e colpevole. Nulla che abbia a che vedere con l’Islam, nulla che abbia a che fare col suo Libro Sacro.

 

Diciamo che questa concentrazione dovrebbe, nei folli piani dei suoi fautori, i soliti noti, essere un contraltare di quel risveglio che continua a fare progressi nel mondo islamico, arabo e non arabo, in Marocco, in Giordania, in Pakistan, in Indonesia, nel Kuwait, in Bahrain, nell’Arabia Saudita, nello Yemen, ovunque sia al potere una cricca d’oppressori secolari più o meno mascherata, dovunque quello che è a nostro avviso il vento travolgente anteriore al palesamento dell’Imam Mahdi tenda a smuovere le acque stagnanti dell’empietà, della miscredenza, della simulazione, della degradazione.

 

Questo piano è a dir poco folle, soprattutto per chi lo promuove, perché questi cani hanno sempre bisogno di mordere, e cominceranno ad azzannare, come hanno peraltro già incominciato a fare, i loro stessi padroni e ispiratori, dato che la loro vita è l’omicidio fine a sé stesso. Questa concentrazione salafita avrebbe peraltro per suo primo obiettivo l’Iran Islamico, e forse anche l’Egitto sottratto ai suoi usurpatori, dove sembra sia già incominciata la squallida tresca dell’aggressione armata. Questo ammassamento d’odio e di follia andrebbe a ricongiungersi con il Wahabismo saudita, suo sodale ed ispiratore prossimo. E qui vale la pena fare qualche altra ulteriore considerazione.

 

Da quando, all’indomani della prima guerra mondiale, gli inglesi misero nelle mani della famiglia Saud la penisola arabica con i luoghi santi, per punire il tardivo conato di ribellione degli Hascemiti ingannati, che oramai non servivano più alla bisogna, costoro non hanno mai cessato di esercitare l’influsso più pernicioso sulla comunità dei credenti, della quale essi costituiscono l‘autentico nemico interno. Tutti sappiamo chi siano e che cosa facciano l’America, il sionismo, l’Europa, quando non ci si lasci accecare dalla malafede e dall’ignoranza più colpevole.

 

Costoro invece si agghindano con gli orpelli della pietà esteriore, per propalare l’empietà interiore. Iddio, sia magnificato ed esaltato, ha dedicato a loro ed ai loro simili un intero capitolo del Sacro Corano, quello dei Simulatori, ed in più luoghi del Suo Libro ha denunziato la doppiezza e l’inaffidabilità degli A°rab, dei beduini, arabi di razza pura, estranei al sangue della discendenza d’Ismaele, la pace su di lui. E gli arabi di razza pura sono, guarda caso, proprio quelli, gli abitanti del centro della penisola arabica, messi al potere dagli inglesi nel nome di una falsa fede.

 

Questo dopo d’essere rimasti per secoli al margine d’ogni civiltà, cultura, e spiritualità. Per rifarsi occupando e profanando i luoghi santi, che oggi sono sottosti al loro ferreo giogo, mirante ad impedire che venga reso onore alle Genti della Famiglia del Nunzio Divino, o che s’esterni una qualche voce di condanna dei loro sodali, l’America e l’entità sionista, per impedire la qual cosa mobilitano tutto il loro apparato repressivo, senza indietreggiare neppure di fronte alle stragi più efferate, com’è già avvenuto in passato, del tutto incuranti delle esigenze dell’ordine pubblico e dei pellegrini, che vengono abbandonati a sé stessi senza nessuna assistenza, in assembramenti talora mortali.

 

Nel frattempo la loro opera nefasta s’esterna, oltre che nell’acquiescenza supina ai piani ed agli atti perversi dell’America e del sionismo internazionale, nell’appoggio al salafismo omicida, a dispetto di taluni incidenti di percorso che lo volgono talora contro i loro stessi manutengoli, ed ai vari oppressori e regoli arabi. Si veda l’asilo concesso ai carnefici della Tunisia e dello Yemen, e l’aiuto mai negato all’ex padrone assoluto dell’Egitto. Esemplare è a questo proposito la vicenda del Bahrain e del suo popolo valoroso, che continua indomito la sua lotta contro il reuccio oppressore di turno, le forze d’occupazione saudita, ed i prevaricatori d’Occidente che li ispirano, guidano, ed armano.

 

Ci troviamo qui, vale la pena sottolinearlo, di fronte ad un’aberrazione mostruosa, per certi versi ben più pericolosa dell’abominio sionista ed americano che la mette in linea. Il fatto che in più luoghi del Sacro Corano sia ravvisabile, come dicevamo, una condanna di costoro, si ricollega a quello che sarà l’ufficio di queste forze oppressive e del loro sovvertimento nei tempi ultimi. Ci riferiamo qui alle vicende del palesamento vittorioso e glorioso dell’Imam Mahdi, che Iddio ce ne affretti la gioia. Nelle narrazioni che lo preconizzano, si parla di uno scontro tra i credenti, i figli e i seguaci del Nunzio Divino, di Alì, Fatima, e della loro Progenie immacolata, la pace su di loro, e di quanti s’aduneranno attorno al lignaggio di Abu Sufian il simulatore, di Hind la prostituta, di Muawia il traditore, e di Yazid il pervertito omicida, che Iddio li maledica e li sprofondi.

 

Tutto questo sembra avvalorare l’assunto, che a lungo andare costoro si renderanno manifestamente ben più pericolosi dei nemici esterni e palesi dell’Islam, tra quanti s’adoperano per conculcare la sottomissione a Iddio Altissimo, sia magnificato ed esaltato, per prendere in mano le redini del sovvertimento, onde esso venga condotto ai suoi esiti estremi. Nei loro particolari queste vicende sembrerebbero oscure e complesse, ma in generale appaiono affatto evidenti. Nelle narrazioni che li concernono, si tratta di segni prossimi, quali la caduta della Siria e dell’Iraq, la morte di Abdullah, l’ufficio eminente di Qom in Iran, e del Jabal Amal nel Libano del Sud. Tutti eventi che si stanno puntualmente verificando. Certo, nulla è sicuro a questo riguardo, e chi ci dice che siffatti eventi non potrebbero ripetersi, con la loro significazione, in un futuro più o meno remoto? Il fatto è che, a nostro avviso, il segno dovrebbe essere univoco, senza che s’abbia una serie di fatti simili, ad uno soltanto dei quali andrebbe attribuito un significare siffatto.

 

Sarebbe a questo medesimo riguardo interessante studiare se già in passato si siano verificate tali coincidenze e simili fatti, e se ciò non fosse, la probabilità che essi siano quelli giusti sarebbe assai elevata, fermo restando che potrebbero essere non veri e propri segni, ma mere coincidenze. Ed al nostro proposito, Shaykh Mufid accenna al fatto che gli arabi si libereranno dalle catene imposte loro dagli stranieri, e fa un accenno oscuro alle vicende di Siria. Ora in tutto questo, l’aberrante funzione saudita rimane palese e centrale: è lì che il Mahdi si manifesterà, ed è lì che la sovversione dell’empietà manifesta tutto il suo vano potere d’inganno e conculcamento, nel folle tentativo d’impedire l’evento che l’Altissimo, sia benedetto e glorificato, ha stabilito ab aeterno, a consumazione di questo nostro tempo, di questo nostro mondo.

 

Guardiamoci dunque da tutti quei simulatori che fanno comunella con tutte queste forze aberranti, o se ne fanno colpevolmente ingannare dal sembiante specioso. La nostra solidarietà va al popolo oppresso della penisola arabica, che ha cominciato a sollevare la testa, a ribellarsi all’onnippotenza apparente del saudismo wahabita, nella speranza che esso possa progredire sino all’avvento dell’Imam Mahdi, a dispetto d’ogni violenza in contrario. La nostra condanna di questa sudicia abominazione sia completa, seppure nel rispetto di certi tentennamenti ed accomodamenti che fanno parte delle necessità della presente azione pubblica, anche tenendo conto del fatto che questi traditori rinnegati hanno nelle mani le chiavi dei luoghi santi.

 

I loro crimini non verranno dimenticati sino al Giorno del Giudizio, come ebbe a dire l’Imam Khomeyny, su di lui la misericordia d’Iddio, nel ricordo della folla dei pellegrini iraniani trucidati alla Mecca. Le loro astuzie, le loro violenze, i loro inganni nulla potranno alfine contro il decreto della Volontà Divina esternantesi nell’Imam Mahdi, che Iddio ce ne affretti la gioia, che ricondurrà il mondo, debellate che ne avrà le magagne, alla purezza e completezza della fede, ed alla trasparenza della luce superna.

fonte:islamsciita

 

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