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Venerdì, 01 Gennaio 2016 08:02

Iran, in arrivo la primavera della tecnologia(1)

Il 2016 per l’Iran potrebbe essere l’anno della svolta. Per la nazione mediorientale dovrebbe portare a enormi benefici in campo economico, nei prossimi anni, rendendo di nuovo disponibili miliardi di dollari di guadagni derivanti all’industria petrolifera, congelati dall’embargo.

Per gli investitori stranieri, si aprirà invece un nuovo mercato di quasi 80 milioni di persone, per il 70 per cento al di sotto dei 35 anni. Per chi si occupa di innovazione, quanto accadrà in ambito tecnologico rappresenta invece un’affascinante incognita. Negli ultimi anni in assenza delle grandi multinazionali Internet a stelle e strisce, gli iraniani hanno dato vita a soluzioni fatte in casa che forniscono gli stessi servizi.

Aparat.com, ad esempio, è la versione iraniana di YouTube, con 5 milioni di video visualizzati ogni giorno e 150 milioni di pagine viste al mese. Digikala è il maggiore sito di e-commerce, non solo dell’Iran, ma di tutto il Medio Oriente, grazie anche all’assenza di Amazon. Soddisfa più di 4.000 ordini al giorno: aveva sette impiegati del lancio – nel 2007 – oggi dà lavoro a 760 persone. Hamijoo è l’equivalente di Indiegogo o Kickstarter, Takhfifan fa le veci di Groupon e Cafe Bazaar è l’equivalente di Google Play. E così via. La domanda che molti si pongono è: cosa accadrà quando le sanzioni verranno ritirate e il flusso di capitali in entrata e in uscita riprenderà a scorrere normalmente? Per le società iraniane, in particolare per le startup, potrebbe essere una buona occasione, perché significherebbe avere accesso a investitori esteri e poter fornire servizi in ogni parte del globo.

 A oggi questo è stato di fatto reso impossibile dal blocco delle transazioni finanziarie. «Il 60 per cento dei nostri clienti – racconta a La Stampa Farhad Hedayatifard, fondatore di Taskulu, una piattaforma per aiuta ad assegnare incarichi e a gestire il flusso di lavoro all’interno di progetti complessi - provengono dall’Europa Occidentale e dal Sud Est asiatico. Abbiamo detto loro che Taskulu è gratis per il periodo di beta, ma la verità è semplicemente che non potevamo accettare pagamenti». 




http://www.lastampa.it/2015/12/30/tecnologia/la-primavera-della-tecnologia-in-iran-KvJWJiuFfA3G8hpkhDyL3N/pagina.html

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