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Martedì, 13 Agosto 2013 14:12

Ricerca iraniana ha creato il primo nanofarmaco contro la leishmaniosi cutanea

Ricerca iraniana ha creato il primo nanofarmaco contro la leishmaniosi cutanea
Un team di scienziati iraniani ha lanciato una nuova speranza per combattere la leishmaniosi cutanea annunciando che grazie alla nanotecnologia sarà iniziata a presto la produzione commerciale del primo nanofarmaco contro questa malattia umana, dopo una ricerca durata circa 10 anni.

La leishmaniosi è una parassitosi, un'antropo-zoonosi pressoché cosmopolita che presenta un ampio spettro di sindromi, sia localizzate sia sistemiche, causate da protozoi del genere. I vettori sono ditteri ematofagi di generi diversi. L'uomo è ospite definitivo accidentale e, in alcuni casi, è anche serbatoio. L'uomo è parassitato da varie specie di Leishmania, protozoi emoflagellati asessuati e dixeni (con due ospiti), che gli sono trasmessi da insetti ematofagi. I protozoi emoflagellati si chiamano così perché possiedono un flagello, che è il mezzo di locomozione che permette loro di muoversi nel circolo sanguigno. Sono creature monocellulari diploidi, con un accumulo discoidale di DNA, detto cinetoplasto.

Le leishmaniosi si trovano praticamente in tutto il mondo, tranne che in Oceania e in Antartide. Il numero totale di individui a rischio raggiunge i 350 milioni. L'OMS stima che ci siano 12 milioni di persone infettate nel mondo con 600,000 nuovi casi ogni anno. Di questa quota circa il 25% sono forme viscerali soprattutto nel Sub-continente indiano, nel Sudan e in Brasile. Le forme cutanee sono più numerose nel Medio Oriente (Afghanistan, Arabia, Siria, Iran) e nelle Americhe (tranne il Canada, il Cile e l'Uruguay).

Le leishmaniosi cutanee colpiscono a tutte le età soprattutto maschi, adolescenti e giovani adulti.

Ora, il professor Mahmuod reza Jafari, presidente del Centro di Ricerca per la Nanotecnologia presso la Scuola di Scienze mediche dell’Università di Mashhad - il capoluogo della regione Razavi Khorasan- ha annunciato che il primo trattamento con un nanofarmaco per le leishmaniosi cutanee entrerà a breve in produzione.

“Sono state completate le prime fasi di sperimentazioni cliniche di questo farmaco e la seconda fase di studi clinici è stata condotta dal nostro gruppo con il supporto del Consiglio per la Nanotecnologia dell'Iran (INIC),” dichiara il professor Mahmuod reza Jafari.

“Per ora, il farmaco sta superando il processo per il rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte dell’Agenzia nazionale per gli Alimenti e i Medicinali presso il Ministero della Salute e sarà sul mercato tra i tre e sei mesi,” aggiunge il presidente del Centro di Ricerca per la Nanotecnologia di Mashhad.

Secondo Jafari, gli studi su animali, i test di sensibilità cutanea e oculare, gli studi di stabilità e le sperimentazioni su soggetti sani sono delle altre fasi della ricerca su questo farmaco che tutti sono stati effettuati con successo.

Attualmente, per combattere le leishmaniosi cutanee si utilizzano gli antimoniali pentavalenti della N-metilglucamina che hanno gli effetti collaterali per il paziente, ma questo nanofarmaco che èd un’amfotericina B nano liposomale è più efficace ed ha meno effetti collaterali.

Il farmaco che è il primo al mondo, viene prodotto in forma di nano liposomale ed è in grado di passare attraverso la pelle e di raggiungere le parti più profonde della pelle per curare la malattia.

La nanomedicina è l'applicazione medica delle possibilità derivanti dalle nanotecnologie e si occupa quindi di tutte quelle conoscenze e quelle tecnologie che abbiano un utilizzo medico nell'ordine di grandezza dei nanometri.

Si tratta di una grande industria, il cui fatturato è arrivato a 6,8 miliardi di dollari nel 2004, con oltre 200 compagnie e 38 prodotti nel mondo. Nell'aprile 2006, la rivista Nature Materials stimava che fossero stati sviluppati nel mondo circa 130 tra farmaci basati sulla nanotecnologia e sistemi di distribuzione di farmaci.Un minimo di 3,8 miliardi di dollari viene investito per lo sviluppo e la ricerca ogni anno. In considerazione della crescita dell'industria della nanotecnologia, ci si aspetta un impatto significativo nell'economia.

Il National Nanotechnology Initiative, un programma di ricerca statunitense nel campo delle nanoscenze, si aspetta nuove applicazioni commerciali di tali tecnologie commerciali nel campo dell'industria farmaceutica che potranno includere sistemi avanzati di erogazione di farmaci, nuove terapie, ed avanzamenti nella diagnostica per immagini.

L’Iran si trova tra gli stati con le esperienze più avanzate in questo campo. Nel 2007, questo paese ha conquistato il venticinquesimo posto al mondo, il primo tra i paesi islamici, il secondo solo dopo la Corea del Sud in Asia, per la nanotecnologia.

L'Iran come altri paesi pionieri, ha riconosciuto l'importanza della nanotecnologia cominciando le sue attività in prima linea con lo sviluppo di tale tecnologia. A questo proposito, come primo passo, nel 2001 una commissione di studio per la nanotecnologia in Iran ha iniziato la sua attività e, nel 2003 è stato fondato il Consiglio per la Nanotecnologia dell'Iran (INIC).

Attualmente, più di 10 università hanno i corsi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca nei vari settori della nanotecnologia, e più di 150 studenti iscritti a tali corsi.

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