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Giovedì, 14 Marzo 2013 14:40

Il Museo Nazionale dell’Iran tra i più importanti musei del mondo

TEHERAN- Il Museo Nazionale dell’Iran con più di 70 anni contiene 300.000 oggetti museali in un'area di oltre 20.000 metri quadrati.

 

Il Museo Nazionale dell’Iran è stato costruito negli anni Trenta dello scorso secolo, il Museo Nazionale dell'Iran costituisce non solo il più grande museo storico e archeologico dell'Iran, ma si pone tra i più importanti musei del mondo in termini di volume, diversità e qualità delle collezioni che custodisce. Il suo scopo è quello di preservare e mostrare al grande pubblico ed alle generazioni future il vasto patrimonio artistico e culturale dell'antica Persia, presentando il suo contributo alla cultura ed alla civiltà universale, creando forti e solidi legami tra le diverse nazioni, diffondendo il sapere tra gli studenti ed i ricercatori.

 

L'idea di costruire un grande museo dell'antica arte persiana nacque nei primi anni del secolo scorso in seguito agli scavi archeologici eseguiti da alcune missioni europee, in particolare da quella francese.

 

Nel 1929 l'incarico per la progettazione e per la direzione dei lavori fu affidato all'architetto francese André Godard ed i lavori furono ultimati nel 1937.

 

André Godard (Chaumont 1881 – Parigi 1965), architetto, archeologo, storico e, per lungo tempo, direttore del Servizio Archeologico dell’Iran.

 

Diplomato all’ École des Beaux-Arts di Parigi, egli visitò per la prima volta il Medio Oriente nel 1910, iniziando gli scavi archeologici di Samarra. Nel 1912 si recò in Egitto per continuare le proprie ricerche sull’architettura islamica. Nel 1922 divenne architetto della Delegazione archeologica francese in Afghanistan.

 

Nel 1928 André Godard fu chiamato a dirigere il neoistituito Servizio Archeologico dell’Iran: funzione che mantenne fino al 1960, stabilendo le linee della ricerca archeologica e della conservazione dei monumenti in Iran.

 

In questa veste egli ideò e realizzò il primo moderno museo archeologico della regione, il Museo Iran Bastan, (oggi noto come “il Museo Nazionale dell’Iran) di cui fu a lungo direttore e di cui disegnò la sede, mostrando doti di profonda cultura architettonica e raffinata eleganza.

 

Negli anni successivi si occupò di altre opere architettoniche, fra cui il monumento al poeta Hafez a Shiraz. Contribuì inoltre al progetto del Campus universitario di Teheran, per il quale istituì la prima Facoltà di Belle Arti. Godard mise la propria profonda conoscenza dell’architettura persiana al servizio degli importanti cantieri di restauro di cui si occupò in quegli anni. Tornato in Francia nel 1960, Godard si dedicò alla stesura de L’Art de l’Iran, che raccoglie le sue concezioni sulla formazione e l’evoluzione dell’arte e dell’architettura iraniana.

 

Lo stile architettonico del progetto della costruzione del Museo Nazionale dell’Iran fu largamente ispirato dai temi degli oggetti esposti, dalle forme degli antichi edifici presenti nei siti di provenienza e, in generale, dalla storia e dall'arte della Persia. Per questo motivo furono utilizzati, in complessi ed eleganti disegni, i tipici mattoni che evocano l'architettura tradizionale persiana, mentre la facciata e la grande nicchia d'ingresso costituiscono un diretto riferimento all'Arco di Chosroes del famoso palazzo sassanide di Ctesiphon.

 

Dopo la Rivoluzione islamica dell’Iran è stato costruito un altro palazzo del nuovo. Il vecchio palazzo del Museo Nazionale dell’Iran è dedicato alle collezione pre-islamica, mentre quello nuovo contiene artefatti post-islamici.

 

Il palazzo I è costituito da tre sale. Le tre sale contengono gli artefatti dal Paleolitico inferiore, medio e superiore.

 

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Il più antico periodo della preistoria umana detto comunemente della pietra scheggiata, in contrapposizione al Neolitico in cui compare, a fianco della tecnica di scheggiatura, quella della levigatura. In tale periodo, che si conclude con la fine del Pleistocene e si innesta su quella fase di transizione ai tempi olocenici detta Mesolitico, vengono usualmente distinti tre grandi sottoperiodi, detti, dal più remoto, Paleolitico inferiore, medio e superiore, che si distinguono sia per una progressiva specializzazione della litotecnica, sia per la comparsa di nuovi tipi umani.

 

Nel corso del Paleolitico inferiore, che ha inizio nel continente africano con i primi manufatti litici tagliati intenzionalmente intorno a ca. 2.500.000 anni si sviluppano diversi tecnocomplessi.

 

La transizione dal Paleolitico inferiore al Paleolitico medio si attua nel corso della penultima glaciazione e secondo alcuni autori può essere collocata, almeno per determinate aree, intorno a 250.000 anni fa. Importanti modificazioni a livello tecnologico, scoperta della tecnica Levallois, progressiva scomparsa dei bifacciali e standardizzazione di diversi tipi di strumenti su scheggia, controllo e uso sempre più generalizzato del fuoco, segnano questo momento in cui si assiste anche allo sviluppo delle prime forme di uomo anatomicamente moderno.

 

Il Paleolitico superiore è datato intorno a 35.000 anni fa, anche se alcuni giacimenti hanno dato indicazioni cronologiche più antiche di qualche migliaio di anni.

 

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La parte post-islamica del Museo Nazionale dell’Iran, è stato inaugurato nel 1996 e si compone di tre piani. Questo palazzo contiene vari pezzi di ceramica, tessuti, testi, opere d'arte, astrolabi, e la calligrafia da adobe iraniano di 1400 anni di storia islamica.

 

Dal Maggio 2003 la Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri collabora con la Direzione del Museo Nazionale dell'Iran nella definizione dei piani di rinnovamento del Museo stesso e nella predisposizione di un idoneo progetto di adeguamento sismico. Un gruppo di esperti Italiani costituito da architetti, museografi, archeologi e ingegneri ha cooperato con un analogo gruppo di esperti Iraniani allo sviluppo del progetto.

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