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Martedì, 08 Dicembre 2015 12:43

Da Persepoli passa la rinascita del turismo in Iran

Da Persepoli passa la rinascita del turismo in Iran
Spesso e a ragione si dice che un viaggio in Iran non è tale se non include una tappa a Persepoli, l’antica residenza imperiale persiana fondata da Dario I nell’ultimo ventennio del VI sec. a.C. e uno dei siti archeologici più importanti del mondo

Spesso e a ragione si dice che un viaggio in Iran non è tale se non include una tappa a Persepoli, l’antica residenza imperiale persiana fondata da Dario I nell’ultimo ventennio del VI sec. a.C. e uno dei siti archeologici più importanti del mondo.

Ecco dunque alcuni consigli pratici alla visita. Il nome moderno della località su cui sorge il sito è ”Takht-e Jamshid” (pronunciato più o meno ”tachte giamscid”) ed è quello da usare per le prenotazioni che ruotano attorno alla vicina (circa 40 km) città di Shiraz, nel sud del Paese (anch’essa più che degna d’essere visitata).

Ci si può arrivare in auto, se si vuole collocare Persepoli al termine di un viaggio di due giorni lungo la direttrice che passa per Kashan e Isfahan, con l’opportunità di visitare anche gli altri due siti archeologici di Pasargade (quello con la tomba di Ciro il Grande) di Naqsh-e Rostam (con le tombe dei grandi re dei persiani scavate nella roccia); oppure ci sono comodi collegamenti aerei.

Un volo di andata e ritorno, come segnala l’affidabilissima l’agenzia ”Hamsafar Dasht Behesht” di Teheran (telefono +98 21 88502121, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) costa l’equivalente di una cinquantina di euro al fluttuante cambio attuale. Per l’hotel un ”must” e’ l’Apadana; si trova di fronte alla scalinata d’accesso al sito di Persepolis e da molte stanze si possono ammirare, in non eccessiva lontananza, colonne e tori alati androcefali: un risveglio che da solo ripaga del viaggio.

L’hotel, che trae il nome dal ”Palazzo delle udienze” di Dario e di Serse, non va confuso con uno omonimo che esiste a Shiraz, dove c’e’ l’aeroporto, quindi, arrivando in aereo, bisogna fare attenzione e con i tassisti è bene insistere su ”Takht-e Jamshid”, consigliabilmente sottolineato nel voucher. La reception dell’Apadana di Takht-e Jamshid consiglia anche le guide che si possono affittare per visitare il sito tra cui il giovane ma già esperto Shahram Rafie, reperibile al numero +98 917 5018336 e in grado di fare da guida anche in altre parti del paese.

Al prospiciente centro informazioni, dove in un video in persiano spicca anche la spiegazione di un archeologo dell’Università di Bologna, si vende fra l’altro una ”Guida ragionata” a Persepoli in italiano. La stagione ideale per la visita va dall’autunno alla primavera dato che il sole, nella meridionale regione del Fars di cui Shiraz è capoluogo, picchia sempre duro e d’estate costringe ad alzatacce per evitare la canicola mentre si ammirano i guerrieri ”Immortali” dei bassorilievi e le teste di toro dei capitelli. Facendo base all’Apadana si può anche visitare Shiraz, capitale della Persia durante la dinastia Zand dal 1750 al 1794, con i suoi luoghi d’interesse come il mausoleo del trecentesco poeta Hafez, inserito in un profumato giardino.

Fonte: discoveriran.it

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