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Sabato, 11 Dicembre 2010 17:57

Il grande maestro Motahhari - prima parte

Il grande maestro Motahhari - prima parte
Murtadha Motahhari (DAPL) 1 nasce il 12 Jamadi-ol-Awwal del 1338 del calendario arabo(dell’egira lunare), ovvero il 13 Bahman 1298 del calendario persiano(dell’egira solare), ossia il 2 Febbraio 1919.

A dare i natali a quello che sarà uno dei più grandi teorici dell’Islam sciita contemporaneo, il piccolo villaggio di Fariman, situato a 70 km di distanza di Mashhad, capoluogo della regione iraniana oggi detta Khorasan Razavi.

Il padre Haj 2 Sheikh 3 Mohammad Hussein Motahhari aveva studiato per anni scienze islamiche a Najaf 4 e dopo alcuni anni di viaggi in Iraq, Arabia Saudita ed Egitto era ritornato nel proprio luogo di origine, Fariman e lì visse superando anche l’eta di cento anni.

Murtadha Motahhari nella sua vita ricordava spesso i propri genitori con bontà: quando era studente ed era lontano da casa scrisse settanta lettere al padre ed in ognuna di queste si rivolgeva a lui con i termini “Rowhi Fidak” 5 e diceva che erano stati la devozione, le azioni e la sincerità del padre a fargli conoscere, per la prima volta, il Retto Sentiero 6.

INIZIO DEGLI STUDI

Murtadha inizia gli studi dal padre e nella piccola Maktab Khane 7 del suo villaggio che è guidata da Sheikh Ali Gholi.

Nel 1313 del calendario persiano, quando ha solo 15 anni, si trasferisce a Mashhad e lì per due anni studia le basi delle scienze islamiche nella scuola di Abdal Khan 8. A Fariman però i soldati del monarca Reza Khan distruggono la casa del padre e così Murtadha lascia gli studi e tirono nel proprio villaggio; qui però grazie alle nuove nozioni apprese, riesce a leggere poco alla volta i libri del padre.

Lo stesso maestro Motahhari descrive così quegli anni bui:

“Tutto quello che so sulla storia l’ho appreso proprio in quei due anni che sono seguiti al mio ritorno da Mashhad a Fariman. Ho passato la gioventù nel Khorasan. A quel tempo, in tutto il Khorasan 9 c’erano al massimo due o tre persone che portavano il turbante 10. Gli anziani di ottanta anni o i mullah 11 di sessanta o settanta anni, i mujtahid 12 e gli insegnanti mettevano tutti il cappello per ordine di Reza Khan (lo Shah Pahlavi) 13. Le scuole teologiche erano tutte quasi chiuse e le moschee erano metà chiuse in un certo senso; nessuno pensava che la religione e la fede potessero rinascere.

Quando avevo quindici anni pensavo un pò a tutto ma l’unica cosa che mi soddisfaceva era l’apprendimento delle scienze religiose; anche se non sapevo che in quella situazione quale sarebbe stato il mio destino.

(…) sono andato a Mashhad e dopo sono ritornato a casa. Lì la situazione era peggiore degli altri luoghi. Mio padre che era un religioso ultrasettantenne venne preso e portato via con la forza. Lui non usciva di casa perchè non voleva indossare il vestito imposto dal re.

Io invece insistevo per andare a Qom. A quel tempo Qom ospitava circa 400 studenti; mia madre insisteva affinchè non andassi (perchè voleva che mi sposassi). Mia madre incaricò mio zio, che era più grande di me di una ventina d’anni, di convincermi a cambiare idea e facemmo insieme anche un breve viaggio; ma io non diedi ascolto alle parole dello zio.

A quel tempo tra tutti i maestri e i dotti e i docenti della scuola teologica di Mashhad, colui che mi appariva il più grande degli altri e colui il cui volto era più amabile era la buonanima di Mirza 14 Mahdi Shahidi Razavi che insegnava filosofia divina; il sogno di partecipare alle sue lezioni però non si avverò perchè lui morì proprio negli anni della mia giovinezza.

Alla fine nel 1315, qualche mese dopo la dipartita dell’Ayatollah 15 Haj Sheikh Abdulkarim Haerì, fondatore dell’istituto teologico di Qom, mi trasferri a Qom.

Giunto a Qom ritrovai il mio sogno perduto in un’altra personalità; il mio nuovo maestro era la buonanima di Mirza Mahdi Shahidi e in più osservavo alcune caratteristiche uniche nella personalità di Seyyed Ruhollah Khomeini; pensavo che il mio spirito si sarebbe dissetato grazie alla sorgente pura costituita dal pensiero di questa persona. Anche se all’inizio a Qom, non avevo ancora superato le fasi preliminari degli studi e perciò non mi era acconsentito partecipare alle lezioni basate sull’uso della ragione e della logica, ciò che mi entusiasmava era la lezione di etica e comportamento che il mio insegnante preferito organizzava il giovedi e il venerdi che non era “etica” nel suo senso rigidamente scolastico ma lezioni di gnosticismo e regole per ogni Viandante.

Senza fare esagerazioni, questa lezione mi eccitava talmente che ne rimanevo influenzato fino al lunedi o al martedi seguente. Una parte importante del mio pensiero e del mio spirito andò formandosi in quelle lezioni e in quelle a cui partecipai in seguito nei dodici anni in cui appresi da lui; io mi sono sempre ritenuto in debito con lui, era veramente lo spirito sacro di Dio!

***

1 - Dio abbia pietà di Lui

2 - Haj, Haji o Hajieh indica gli uomini e le donne che hanno effettuato il pellegrinaggio alla Mecca

3 - Tradotto solitamente ed erroneamente in sceicco, nel clero sciita indica le persone che hanno effettuato studi teologici piu o meno corrispondenti alla laurea universitaria ma che non sono della dinastia del profeta dell’Islam.

4 - Tradizionalmente questa citta iraqena ospita la scuola teologica piu prestigiosa del mondo sciita; viene paragonata all’Universita egiziana al-Azhar.

5 - In arabo: “Che il Mio Spirito venga Sacrificato per te”.

6 - Termine coranico che indica il Sentiero della Beatitudine e della felicità in questa e nell’altra vita. Vedasi per esempio Corano, Sura Aprente, versetto numero 6.

7 - Casa della Scrittura; forma tradizionale delle scuole in Persia.

8 - Il primo Shah della dinastia Pahlavi, detto Reza Khan perchè era un semplice colonnello noto per il suo fare barbaro e la sua mira impeccabile; venne scelto dai britannici come pedina adatta da collocare sul trono della Persia.

9 - Regione cheper la sua vastità oggi è stata divisa dalla Repubblica islamica in Khorasan meridionale, Khorasan Razavi e Khorasan Settentrionale.

10 - Copricapo tipico del clero sciita.

11 - Termina del linguaggio popolare volgare usato per indicare i membri del clero sciita.

12 - Il religioso che nella scuola sciita ha raggiunto il grado di conoscenza necessario per esercitare l’Ijtihad e cioè estrarre le leggi aggiornate della religione

13 - Reza Khan aveva proibito gli indumenti tradizionali persiani costringendo la gente a indossare indumenti occidentali tra i quali il cappello.

14 - In Persia questa parola indicava le persone che sapevano leggere e scrivere

15 - Nella confessione sciita si dice del religioso che ha raggiunto il massimo grado di conoscenza e sapienza in merito alle scienza islamiche come il diritto, l’interpretazione del Corano, lo gnosticismo ecc…

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