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Giovedì, 21 Gennaio 2016 13:18

Parte (13): Abu Reyhan Birouni', un mito della scienza iranica

Parte (13): Abu Reyhan Birouni', un mito della scienza iranica
Abu Reyhan Mohammad ebne Ahmad Birounì e' il nome completo del distinto scienziato iraniano che nacque nel mese di Zihajje' del 362 dell'egira lunare, ovvero nel Settembre del 973 nella città di Kas.

 

Questa città era una delle località della provincia di Kharazm, dell'allora Persia e dell'odierno Uzbekistan. Il padre, Abu Jaafar Ahmad ebne Alì Andigiani, era un astronomo, ma mai avrebbe creduto che il figlio, oltre ad un geniale collega, sarebbe divenuto un geografo, matematico, fisico, geologo ed antropologo.

Ad Abu Reyhan si deve infatti la misurazione della densità di 18 tipi di metalli e pietre preziose, la misurazione del diametro e della circonferenza terrestre, la postulazione di una serie di leggi per poter realizzare le cartine geografiche, l'insegnamento della misurazione della distanza tra le città e la ricerca sulla tradizioni degli abitanti dell'India del suo tempo.

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Il padre di Abu Reyhan lavorava alla corte del governatore locale ma per via delle maldicenze degli invidiosi venne cacciato e quindi si rifugiò in uno dei villaggi del Kharazm, ma visto che era un estraneo venne denominato Birounì, "estraneo", in persiano.

Abu Reyhan iniziò a studiare quando era ancora un bambino e sua grande fortuna fu quella di essere notato dal maestro Amir Nasr Mansour ben Alì ben Araq, uno studioso che aveva fondato la madra reale di Kharazm.

Quando aveva solo 17 anni Abu Reyhan riuscì a misurare l'elevazione del sole dalla terra nella città di Kas al momento del mezzogiorno.

Successivamente e per via di una guerra Birounì fu costretto a fuggire ma si ripresentò a Kas nel 387 dell'egira. Nella primavera di quell'anno lui riuscì nell'impresa dell'osservazione dell'eclissi solare; Abu Reyhan, con grande intelligenza, si era messo d'accordo precedentemente con Abol Vafà Buzejanì, altro grande astronomo iraniano che osservò la stessa eclissi da Baghdad; usando la differenza del periodo dell'eclissi Abu Reyhan riuscì a calcolare la differenza tra la longitudine delle due città di Kas e Baghdad e quindi a risalire alla distanza precisa tra le due città.

Birounì successivamente si trasferì a Rey, vicino l'odierna Teheran e vide il binocolo dello studioso Abu Mohammad Khojandì che a suo avviso era il telescopio più preciso costruito fino ad allora.

Successivamente si recò a Gorgan, nell'odierno Iran e divenne scienziato della corte del re poeta Sham al Maalì Qabus ebne Voshmgir, della dinastia dei Ziaridi. Fino a quell'anno Birounì aveva scritto 7 libri ed aveva anche iniziato la corrispondenza epistolare con Avicenna.

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Nel 393 osserva l'eclissi solare da Gorgan e cerca di calcolare un grado di longitudine ma l'improvvisa fine del sostegno reale alle sue ricerche lo costringe a lasciare Gorgan.

Nel 399 o nel 400 dell'egira, all'età di 40 anni, torna a Kharazm e grazie al governatore iraniano Abu al Abbas Mamun ebne Mamun riesce a vivere e realizzare ottimi lavori.

Nel 407 Mamun venne assassinato dal sultano Ghaznavide Mahmoud che portò Birounì e gli altri scienziati alla sua corte a Ghaznei, nell'attuale Afghanistan e nell'allora territorio persiano.

Da allora in poi Birounì trascorse i rimanenti 30 anni della sua vita alla corte di Mahmoud e dei suoi discendenti della dinastia Ghaznavide e su questa parte della sua vita le informazioni sono abbastanza modeste.

Si e' certi che lui proseguì l'attività di astronomo e si sa pure che alla corte Ghaznavide studiò il sanscrito e le tradizioni e le lingue dell'India; ed infatti Birounì accompagnò Mahmoud nelle sue campagne militari in questo paese e conobbe anche molto scienziati indiani; questi anni di studio lo portarono a scrivere il libro "Tahqiq Ma lel Hend".

Abu Reyhan, intanto, continuava a misurare la latitudine delle diverse città che visitava e nel 416 dell'egira, quando si trovava nella fortezza di Nandana, riuscì a stabilire con buona precisione il diametro della terra.

È molto bello un aneddoto della storia di Birounì. Un giorno un gruppo di turchi del volga che vivevano a nord e che commerciavano coi Ghaznavidi si recarono alla corte del sultano Mahmoud e raccontarono che nella loro terra il sole non tramontava per interi giorni.

Mahmoud definì eretiche quelle persone e volle impiccarle ma Birounì si oppose e spiegò che dicevano la verità e parlò al sultano esponendo con i suoi ragionamenti scientifici il perchè di quel fenomeno.

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Poco prima della morte del sultano Mahmoud Birounì scrisse il suo "Attafhim", un favoloso trattato di matematica ed astronomia. Successivamente e sotto il regno di Masoud realizzò il Qanoun Masoudì, l'opera che raccoglieva le conoscenze astronomiche mondiali fino a quel tempo; visto che Abu Reyhan aveva dedicato questa grande opera a Masoud, il sultano gli mandò un tesoro d'oro e d'argento ma lui rifiutò dicendo di preferire la vita umile che aveva condotto fino a quel momento.

A quanto pare anche i successori di Masoud continuarono a sostenere Birounì dato che lui anche sotto il loro regno continuò a scrivere opere e trattati scientifici sulla geologia, la farmacologia e persino la medicina.

Nel mese di Rajab del 440 dell'egira lunare, quando aveva 77 anni, Abu Reyhan Birounì si spense a Ghaznè.

E' arcinota la storia che narra gli ultimi istanti della vita di Abu Reyhan. Mentre era sul punto di morte andò a vederlo Abu al Hassan Alì ebne Issà, dotto e religioso islamico. A quel punto però, Abu Reyhan fece al religioso una domanda sul diritto islamico. Il religioso rispose dicendo che forse non era il momento opportuno.

Abu Reyhan però incalzò dicendo che era meglio che fosse morto sapendo la risposta.

Ed ecco che l'uomo la spiegò.

Alì ebne Issà racconta che non si era ancora allontanato dalla casa di Abu Reyhan quando le grida dei suoi famigliari gli fecero capire che l'anziano scienziato era venuto a mancare.

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