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Giovedì, 30 Luglio 2015 15:32

Parte settima: le dinastie reali persiane di origine turca, i Selgiuchidi

Parte settima: le dinastie reali persiane di origine turca, i Selgiuchidi
Durante l'ultima puntata vi abbiamo parlato della salita al potere dei Qaznavidi in Iran, un'etnia turca che dall'Asia centrale entrò prima al servizio dei governanti musulmani come forze militare e che poi raggiunse il potere sotto il sultano Mahmoud.
Abbiamo detto che i Qaznavidi si fusero completamente con la cultura persiana e ne adottarono la lingua sostenendo artisti e poeti; abbiamo spiegato che in alcuni casi cercarono persino di crearsi una falsa discendenza persiana.
Dopo di loro fu la volta di un'altra dinastia turca, quella dei Selgiuchidi, di dominare l'Iran. I Selgiuchidi erano una tribù turca che inizialmente entrò in Iran e si convertì all'Islam per mancanza di pascoli e terreni adeguati nell'Asia centrale. I Selgiuchidi presero in mano prima le città della regione di Kharazm e della transoxiana e dopo aver sconfitto Masoud Qaznavì presero anche il controllo del resto dell'Iran.

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Anche i Selgiuchidi preservarono il sistema amministrativo dell'altopiano iranico e mantennero al potere i ministri e le autorità di stirpe iraniana. I Selgiuchidi cercarono in tutti i modi di mescolarsi con la cultura persiana ma allo stesso modo sentivano anche incombere la minaccia delle tribù asiatiche, della loro stessa stirpe, e cioè turca, che di tanto in tanto attaccavano le loro frontiere ad est.
Per questo motivo idearono uno stratagemma che cambiò la storia dell'intera regione. Strinsero con loro accordi di pace e diedero loro la possibilità di attaccare invece Bisanzio e l'Impero Romano d'Occidente.
E così dall'Asia centrale i neo-musulmani di stirpe turca si spinsero nella zona dell'odierna Turchia; fu così che i turkmeni del ceppo Goz, parenti dei Selgiuchidi, conquistarono la maggiorparte delle zone dell'impero romano d'oriente. Persino dopo il declino dei Selgiuchidi e dei Kharazmshahian, loro preservarono il loro governo detto dei Selgiuchidi romani che però venne infine sconfitto dagli ottomani.
Pure i Selgiuchidi romani erano sotto l'influenza della cultura persiana e per questo il persiano era la lingua ufficiale della loro corte e persino i loro sultani sceglievano nomi iraniani come Alaeddin Keiqobad.
Dopo i Selgiuchidi si formarono tanti imperi minori nel mondo islamico che erano guidati da dinastie d'etnia turca. Gli stessi Selgiuchidi romani, i mamelucchi in Egitto, gli Ilkanidi e i Mogul dell'India; la peculiarità ed il punto in comune tra tutte queste era la lingua e la cultura persiana.
Il persiano o farsi, era in pratica divenuto la lingua franca ed internazionale del tempo che veniva usata nelle corti e da svariate popolazioni; nemmeno nel periodo di Achemenidi, Arsacidi e Sasanidi, quando dinastie irano-ariane avevano dominato il mondo allora conosciuto, il persiano era riuscito a diffondersi così ampiamente.
Ora però, con la salita al potere di sultani turchi, ciò si era avverato. E' sicuramente una dimostrazione del fatto che la cultura e' molto più forte della spada.

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Ibne Batutè, viaggiatore islamico che ha visitato quasi tutte le terre islamiche nel quattordicesimo secolo, ci spiega che non vi era praticamente terra, in Asia, Africa ed Europa, dove non vivessero studiosi, ministri, dotti, religiosi e artisti iraniani. Certo avevano nomi musulmani e arabi, ma visto che il nome della città d'origine veniva collocato alla fine del cognome, la loro provenienza iraniana e' certa.
Come dimostrazione della grande diffusione degli iraniani nei diversi territori del mondo islamico di allora possiamo citare persino la scoperta di una città tutta iraniana nel lontano Zanzibar, in Tanzania.

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I mongoli furono probabilmente i primi conquistatori che entrarono in Iran, almeno la prima volta, solo per saccheggiarlo e tornare nella loro terra.
Ed e' quindi per questo motivo che la loro prima aggressione contro l'Iran oltre che a sterminare la popolazione e distruggere l'Iran non ebbe altre conseguenze. Il colpo inflitto da loro fu così grave che in pratica l'Iran non riuscì mai a ritrovare lo splendore passato.
Nel corso della seconda loro aggressione, guidata da Holaku Khan, la situazione invece cambiò. Questa volta infatti i mongoli rimasero in Iran e sin dall'inizio vennero aiutati da ministri e consiglieri, come quelli della famiglia Joveinì. Si formò la dinastia degli Ilkanidi e fu così che gli iraniani, per gli alti incarichi assunti, arrivarono fino in Cina. Fu così che la cultura persiana si diffuse anche nelle terre cinesi conquistate da Kublai Khan il mongolo.
Marco Polo, nel suo Milione, cita tantissimi personaggi della corte di Kublai Khan che hanno chiaramente nomi iraniani.
Una delle motivazioni dell'estrema estensione della cultura persiana e' sempre stata la grande vocazione gnostica e mistica di questa cultura. E' di radice iraniana la cultura dei Sufi, ovvero coloro che con un approccio simile al Monachesimo cristiano cercavano di avvicinarsi a Dio e raggiungere la massima crescita spirituale e secondo i racconti, acquisivano talvolta anche poteri sovrannaturali per via della loro profonda e incredibile fede in Dio.
Per questo, in India, l'Islam si diffuse per lo più con la cultura Sufi e non certo con la spada di personaggi come Mahmoud o Amir Teimour.
Insomma, questo carattere mondiale della cultura persiana durante gli anni di splendore dell'Islam, portarono molti studiosi e scienziati iraniani a viaggiare e a spostarsi di quà e di là, nelle frontiere del mondo allora conosciuto.

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