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Sabato, 17 Gennaio 2015 17:48

Parte quarta: ancora Achemenidi, Seleucidi, Arsacidi e Sasanidi

Nella puntata precedente vi abbiamo raccontato le vicende inerenti all'impero Achemenide, la dinastia che riuscì ad unificare tutti i popoli dell'altopiano iranico.
Una delle grandi opere della dinastia Achemenide fu la costruzione della "Via Reale", che collegava la capitale Susa alla città di Efeso, nell'odierna Turchia, passando attaverso la Mesopotamia e l'Asia Minore; una via lunga ben 2680 chilometri che oltre ad avere molteplici funzioni militari era anche molto utile per il commercio.

Fu questa via che agevolò per la prima volta gli scambi culturali tra i diversi popoli del mondo. In seguito questa via si allungò e si attaccò alla Via della Seta che arrivava dalla regione cinese del Xinjiang. In pratica in questa grande via commerciale che partiva dalla Cina ed arrivava fino al Mediterraneo, l'Iran stava nel mezzo e per questo aveva un ruolo importante. Proprio per via dell'esistenza di questa via ed il passaggio di diversi popoli, la cultura iraniana si propagò nel periodo pre-islamico e islamico anche al di fuori dell'Iran.
Questa posizione geografica particolare, che lo collocava sul crocevia delle vie commerciali, ha sempre reso viva e dinamica la cultura dell'Iran cambiandola in armonia con quelle circostanti.
Questa e' una differenza importante dell'Iran rispetto alla Cina o al Giappone che avevano una cultura che cambiava solo a seconda dei suoi parametri interni e riceveva influenze minori dall'esterno.

Dopo gli Achemenidi ci fu la conquista ellenica dell'Iran e una breve parentesi di dominio Seleucide, la dinastia discendente da Seleuco, uno dei comandanti di Alessandro Magno che si fece incoronare come re di Persia.
Comunque gli Arsacidi, che erano della stirpe dei Parti, una stirpe nomade e piena di cavalieri del nord-est iraniano, prese in mano il trono di Persia. Dopo di loro arrivarono i Sassanidi; sotto il loro dominio, la capitale era Ctesifonte, nella Mesopotamia e fù in questo periodo che in Iran, oltre alla vendita della seta grezza, iniziò anche la produzione delle stoffe di seta.
E così la seta proveniente dalla Cina veniva trasformate in stoffe favolose nelle apposite fabbriche reali che si trovavano a Susa, Shapur e Shushtar, a sud-ovest dell'Iran; le stoffe venivano poi vendute in tutta Europa ed anche riportate in Cina e persino in Giappone; proprio nel museo nazionale giapponese sono presenti le stoffe reali tessute al tempo in Persia.
I Sasanidi, oltre a rafforzare la via della seta, ebbero una flotta imponente di navi mercantili e militari e per questo riuscirono quasi ad annientare le flotte romane. Proprio in questo periodo gli iraniani fondarono delle colonie commerciali nell'Oceano Indiano che rimasero attive anche nel periodo islamico.
C'era la famosa "via delle spezie", che partiva dal Golfo Persico e dal mare dell'Oman ed attraverso l'Oceano Indiano arrivava in India. Le navi portavano le spezie indiane fino alla capitale dell'impero persiano, Ctesifonte, e da lì attraverso la via della seta queste spezie giungevano fino a Bisanzio, nel Mediterraneo e fino a Roma. I marinai iraniani si spingevano addirittura fino al porto cinese di Canton ed anche lì compravano prevalentemente la seta.
Fino al crollo dell'impero Sasanide e prima dell'arrivo dell'Islam, il commercio della via della seta era in pratica nelle mani degli iraniani della transoxiana.
Nel periodo islamico, con l'arrivo degli arabi e lo stravolgimento che ne conseguì, cambiarono un pò le etnìe che gestivano questo commercio.
Ma il ruolo dell'Iran rimase lo stesso e la Persia continuò a svolgere un ruolo centrale.
Probabilmente ciò che stravolse completamente l'equilibrio della regione fu l'arrivo, nei secoli successivi, dei primi colonizzatori europei e la scoperta delle nuove rotte navali.
 

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