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Lunedì, 21 Dicembre 2015 07:53

Astronomia, cultura, feste...e la civilta' persiana

Astronomia, cultura, feste...e la civilta' persiana
TEHERAN- In astronomia, nel corso dell'anno in cui il Sole si trova in diverse posizioni, per la terra accadono quattro modi, rispettivamente chiamati equinozi e solstizi. I fenomeni che hanno influenzato diversi popoli e diverse culture durante i secoli.

 

Il solstizio è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica.

Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe.

Nei calendari solari come calendario persiano e quello gregoriano, il solstizio astronomico cade nell'emisfero nord, il 20 o il 21 giugno per l'estate e il 21 o 22 dicembre per l'inverno.

Gli equinozi, invece si definiscono i due istanti nel corso dell'anno in cui il Sole si presenta all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste. In questo posizione, il Sole si trova perpendicolare all'equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli.

Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell'anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. Agli equinozi, intesi come giorni di calendario, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest; ma non esattamente, in quanto (per definizione) l'equinozio è un preciso istante che quindi può, al massimo, coincidere con uno solo dei due eventi, ma non prodursi due volte nell'arco di 12 ore.

Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre è l'equinozio d'autunno. Nell'emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.

Come calendario persiano, anche nel calendario gregoriano che si tratta di un calendario solare, basato sul ciclo delle stagioni in cui l'anno si compone di 12 mesi di durate diverse, per un totale di 365 o 366 giorni, l'equinozio di primavera cade il 20 o 21 marzo e l'equinozio d'autunno cade il 22 o il 23 settembre.

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Grazie a questi fenomeni straordinari astronomici, in diverse anctiche culture i termini equinozio di marzo e settembre riguardano le celebrazioni in tutto il mondo, dalla Polinesia all'Africa alle Americhe che giungono fino ai nostri giorni. Ad esempio, per gli eschimesi il Sole è la Vita mentre la Luna la Morte, in Indonesia il Sole si identifica con un uccello e con il potere del volo.

In Gran Bretagna, a Stonehenge, sopravvivono gli imponenti ruderi di un tempio druidico. Due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L'asse del monumento è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto "pietra del calcagno", in inglese Heel Stone.

Al solstizio d'estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge, insomma, sarebbe non solo un tempio, ma anche un calendario.

Nella cultura persiana, per il solstizio d’inverno si celebra Yalda, una antica festa persiana ed ariana, festeggiata dagli iraniani da qualche millennio.

Sulla base della mitologia persiana, la notte di Yalda, la più lunga dell'anno e la prima dell'inverno, è quella della nascita di Mitra (Mehr o Sole). Gli storici fanno risalire le origini di Yalda ai primi gruppi ariani che si insediarono migliaia di anni fa nel territorio dell'Iran. Chiamati "caspiani", da cui il nome Mar Caspio.

L'equinozio di settembre segna il primo giorno del Mehr o della Bilancia nel calendario persiano. È una delle festività iraniane chiamate Jashne Mihragan, o il festival della condivisione dell'amore nello Zoroastrismo.

L'equinozio di marzo segna il primo giorno dell'anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario persiano.

Ed in fine, forse si potrebbe dire che il festival persiano del Nowruz che viene celebrato in questo giorno, è una delle più celebri feste per l'equinozio di primavera in tutto il mondo.

Il termine Nowruz deriva dall'unione di due parole antico-persiane che significano rispettiviamente nuovo e giorno. Anche nel moderno persiano ha mantenuto lo stesso significato, in quanto “no” vuol dire "nuovo" e “ruz”, giorno.

Nell'antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest'evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l'antica cosmologia del popolo iraniano e persiano. Il Nowruz è stato celebrato per oltre 3000 anni ed è stato assimilato da tutti i popoli e le culture un tempo facenti parte dell'impero persiano. Attualmente, il Nowruz viene festeggiato in molti paesi del Vicino Oriente, dell'Asia centrale, in Turchia, in Albania e in alcune repubbliche ex-sovietiche quali Tagikistan, Uzbekistan, Azerbaigian, Turkmenistan, Kazakistan, e Kirghizistan. È più importante festa del popolo iraniano, presso cui viene considerata un importante momento di unità nazionale.

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