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Giovedì, 09 Dicembre 2010 00:02

Tehran: grande spettacolo ‘Rostam e Sohrab’

Il mondo della mitologia persiana. Grande successo al teatro di Tehran per lo spettacolo messo in scena dalla regista Pari Saberi con “ROSTAM e SOHRAB” tratto dallo Shahnaméo Libro dei Re, di Hakim Abolghasem Ferdowsi, il più grande poeta persiano del 900. La storia è ambientata nello sfarzo delle opulente corti orientali, tra gioielli meravigliosi e campi di battaglia.Rostam è un eroe della mitologia iraniana, figlio di Zal e Rudaba. Nello Shahnameh di Ferdowsi, Rostam è il campione dei campioni, e si trova coinvolto in numerose avventure, che costituiscono alcune delle più famose (e probabilmente delle meglio concepite) parti dell'intero poema. Ancora fanciullo uccide l'elefante bianco impazzito del re Manuchehr con un singolo colpo della mazza appartenente a suo nonno Sam, figlio di Nariman. Quindi cattura il celeberrimo stallone Rakhsh ... Ma fra le storie più famose di Rostam, sempre contenuta nello Shahnameh, vi è quella in cui l'eroe uccide involontariamente il suo stesso figlio, Sohrab, senza che nessuno dei due sapesse l'identità dell'altro, se non quando era ormai troppo tardi...

Rostam arriva nella città di Semengan, dove promette minacce a tutti gli abitanti qualora non gli venga restituito il suo destriero. Allora il re lo riceve e ascolta la sua storia promettendogli di intervenire per ritrovare il cavallo e gli offre l’ospitalità che si addice a un eroe come Rostam. Durante il soggiorno a corte, Rostam si innamora di Tehmineh, l’unica figlia del re.Chiede la sua mano e la sposa in quegli stessi giorni. Subito dopo le nozze, costretto a partire, dona un prezioso gioiello di onice alla sua sposa, con la promessa che, se un giorno nascerà un figlio, questi dovrà sempre portalo al braccio. Dall’unione fra Rostam e Tehmineh nasce Sohrab che già dall’adolescenza dimostra di essere un valoroso guerriero. La madre si fa promettere che non dovrà rivelare a nessuno il nome del proprio padre, perché i tiranni della regione del Turan, nemici acerrimi di Rostam, potrebbero uccidere anche lui e sua madre ne morirebbe di dolore. Sohrab, in sella al suo bellissimo cavallo, decide di combattere gli avversari del padre, di conquistare la gloria e raggiungere Rostam. Ma i suoi nemici hanno ordito una congiura contro di lui. Con uno stratagemma portano a combattere, a loro insaputa, padre e figlio l’uno contro l’altro. Sul campo di battaglia, coperti dalle loro armature e quindi irriconoscibili, si affrontano in un combattimento epico che dura ore. Stremati, ma desiderosi ambedue di prevalere ed aizzati dai congiurati, i due continuano a fronteggiarsi. Rostam infligge un colpo mortale a Sohrab, che, prima di cadere, dice che suo padre Rostam vendicherà la sua morte. Rostam, a queste parole impallidisce, scopre il braccio del suo avversario e vede l’onice che aveva regalato a Tehmineh prima di ripartire. Cade nella più totale disperazione per la consapevolezza di aver ucciso il proprio figlio. Lo prende tra le braccia, lo accarezza e da quel giorno decide di isolarsi come un eremita, da solo, con il proprio dolore.

 

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